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| © Alfonso Pone per http://www.music-on-tnt.com |
Editoriale di Dicembre 2002 Natale, tempo
di regali e come tutti gli anni sono impazzito nel cercare qualcosa
di originale da regalare ai miei cari. Questo Natale però a differenza
degli anni passati non riesco a farmi prendere dall'atmosfera natalizia
e francamente non riesco a spiegarmi il perchè. In questo momento vorrei fare gli auguri , questi sì sinceri, a quei 50 milioni di malati di AIDS e malattie infettive quali malaria, tubercolosi e consimili che stanno in Africa, visto che gli accordi per fornire loro medicine a basso costo sono miseramente sfumati per colpa delle lobby farmaceutiche condannandoli quindi a morte certa. La cosa divertente è che è accaduto proprio due giorni fa in pieno spirito natalizio. Voglio augurare buon Natale a tutti quei bambini che il prossimo anno moriranno di fame. Ricordando che il sistema economico che mi dà benessere è lo stesso che distrugge gli alimenti prodotti in sovrappiù per non abbassarne troppo il prezzo di vendita. Auguro buon Natale alle popolazioni del mondo che vedranno il nuovo anno aprirsi senza nemmeno la consapevolezza che la loro condizione di miseria e sfruttamento possa un giorno tramutarsi in benessere. A tutti quelli che non conoscono cosa siano le parole libertà, diritti civili, pace. Auguro buon Natale a Gino Strada che anno dopo anno cura i corpi di tutti coloro che le nostre guerre producono in quantità, facendolo da lontano, quasi in silenzio e senza praticamente la riconoscenza di nessuno. Auguro buon Natale ai cassaintegrati della Fiat, che si ritrovano in una situazione incresciosa e precaria senza averne colpa alcuna, sperando che possano trovare un lavoro vero e non incappare nella maledizione di un lavoro nero come qualcuno ipotizza. Auguro infine un buon Natale a tutti coloro che si prodigano per il prossimo non solo il giorno di Natale ma tutto l'anno con il volontariato. So perfettamente che le mie parole non avrenno l'effetto che spero e suoneranno banali ma almeno non sono caduto nella tentazione di non dare ascolto a quello che il mio cuore, e non la mia mente, mi sussura in questi giorni, e cioè che è appagante pensare che a Natale saremo tuti più buoni e rispettosi del prossimo, perchè non è vero. |
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