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Dicembre 2004 Salve a tutti. L'editoriale di questo mese vuol far luce sul fenomeno I-Tunes introdotto nell'editoriale di Ottobre. E' vera gloria o è solo propaganda? Da tempo attendevo la possibilità di scaricare musica in modo legale. Il music store italiano della Apple mi ha dato dato questa opportunità e ne ho subito approfittato per effettuare una prova. Prima di continuare però vorrei fare un severo rimprovero alla Apple. Perchè la discografia di Jarrett è disponibile sullo store americano e su quello italiano no? Lo stesso discorso vale per molti altri artisti e generi. Possibile che non siano riusciti ad accordarsi con le case discografiche? Il sito italiano ora come ora lascia molto a desiderare, e fino a quando le offerte di brani non saranno comparabili con quelle del negozio USA io lo vedrò come un servizio incompleto, ai limiti dell'inutilità. Ma torniamo alla mia prova. In pratica mi sono chiesto se è possibile che questo tipo di distribuzione possa soppiantare la distribuzione tradizionale offrendo ai giovani oltre alla possibilità di scaricare la musica che preferiscono, anche la possibilità di ottenere dei file di indubbia qualità. Per effettuare questa prova nel modo più serio possibile ho cercato nella mia discoteca due tra i cd che maggiormente ascolto e apprezzo, Tea for the Tillerman di Cat Stevens e Achtung baby degli U2. Il primo in particolare è un Origlinal master recording la cui faccia riflettente è fatta d'oro. Si non avete letto male oro a 24k. La qualità di questa incisione è ineccepibile, quella degli U2 invece tende a deludere un pochino, cosa che accade spesso nelle incisioni più commerciali. Ma veniamo ai fatti. Mi collego allo store italiano della Apple, mi registro e dopo aver dato i dati della mia carta di credito acquisto i due cd (ah cosa non si fa per Music on Tnt :-)) e li masterizzo in formato wave su due supporti come farebbe chiunque di noi. I file scaricati invece li carico a turno su un lettore mp3 recentemente acquistato, usato, su Ebay. E via con le prove che si sono svolte ascoltando prima i file sul lettore mp3 e successivamente i due cd confrontati sullo stereo di casa con gli originali. L'ascolto con il lettore mp3 è filato via liscio e non mi ha lasciato insoddisfatto. La qualità appare molto fedele all'originale e mi sono riscoperto ad ascoltare musica in modo estremamente piacevole. Ovvio che l'ascolto non è minimamente paragonabile allo stereo di casa ma per un ascolto in cuffia durante una passeggiata va più che bene e non mi sono pentito dell'acquisto. Le cose cambiano, e parecchio, passando all'ascolto/confronto sull'impianto di casa così composto:
Ascoltando i cd masterizzati ho avuto la netta impressione che si fosse perso motissimo nella ricostruzione tridimensionale e nella docezza del suono. Sibilanti taglienti e immagine poco definta. Ecco il risultato della conversione dal formato della Apple (che non è MP3) al formato Wave. Ascoltando il cd originale di Cat Stevens le differenze si sono rivelate drammatiche. Sembrano due cose diverse. Immagine da barattolo e suono freddo, lontano un miglio da quello che le mie Concertino mi sanno dare quando ascolto i cd originali. L'immediata sensazione che ho avuto è stata la stessa che potete provare quando in auto si appanna il parabrezza, ovvero un fastidio non indifferente che vi spingerà a far di tutto per tornare a vedere bene. Non ci sono mezzi termini quindi. Fino a quando ci si limita a camminare per strada con un moderno walkman, I-pod o semplicemnte un lettore MP3, le cose non cambiano granchè, anzi, la possibilità di poter accumulare centinaia di canzoni è comoda, ma per rilassarsi e godersi davvero la nostra musica non ci sono scorciatoie. La qualità del cd è inarrivabile con gli attuali sistemi di compressione. Nessun formato attuale infatti, ci potrà restituire con il giusto grado di realismo la morbidezza del suono del piano di Keith Jarrett o la voce roca ma struggente di Kurt Cobain quando interpreta Where Did You Sleep Last Night (contenuto nell'unplugged in NY ndr). Inoltre, la mancanza del libretto contenuto nel cd nonchè della sua custodia sono una mancanza che difficilmente questi sistemi potranno superare. In definitiva, il giudizio è buono per l'innovazione che porta nel modo di acquistare e trovare musica che non avremo mai avuto il coraggio/voglia di comprare a prezzo pieno, ma è negativo per la qualità della stessa che sfigura in modo inequivocabile con i brani incisi nei cd. Inoltre non vedo il motivo di dover acquistare musica da uno store on-line, a prezzo sì conveniente rispetto al negozio, ma con una qualità molto dubbia quando posso, per legge, fare una copia personale del cd regolarmente acquistato per ascoltarlo a passeggio. Noi di Music on Tnt comunque siamo qui alla finestra ad aspettare l'evolversi di questo fenomeno e a valutare eventuali miglioramenti che sicuramente ci saranno in futuro, pronti questo è certo, a rendervene conto senza peli sulla lingua.
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