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© Pier Luigi Zanzi per http://www.music-on-tnt.com


2001
La musica che gira intorno

Poveri i nostri cervelli, condannati spesso a periodi di riposo, talvolta di nullafacenza nel corso dell'anno, in sonnacchiosi agosti ombrellonati di sole, e poi devastati da quel superlavoro che è l'hobby di fine anno per quasi chiunque, su quasi qualunque argomento: i bilanci! Qui tocca alla musica, e mi permetto di tirare qualche somma per capire, però, cosa nel 2001 musicale ha fatto la differenza.
Che dire? Se il 31 dicembre fosse una terrazza per guardare i 364 giorni musicali precedenti, potrei sussurrare, sperando di non incorrere nella rabbia di chi legge, che il panorama non è molto ricco di novità, di quelle novità sonore in senso stretto che ti fanno dire "beh, qualcosa di nuovo si è sentito decisamente!". Certo, è una prima impressione, un'occhiata di massima, e non mi aspetto di poter parlare dettagliatamente di ogni nuova uscita in ogni genere, figuriamoci. Cerco di parlare di quello che è un po' più in vista, sforzandomi di guardare oltre le classifiche e gli articoli delle riviste specializzate. Perché questo è uno dei punti in ballo, sempre più importante col passare degli anni e il ripassare degli spot pubblicitari: cosa è messo in vista nel mondo musicale? Come si fa a raggiungere la buona musica?

Sempre più, con una crescita e un'invadenza costanti, i mezzi di comunicazione promuovono la musica che viene indicata come buona da promuovere, quella sponsorizzata, quella portata avanti dalle grandi label o, in piccolo, dalle radio di tendenza, che spesso è la stessa storia anche se ci sembra di essere "un sacco alternativi". Anche il famigerato web su cui tutti noi viaggiamo e in cui ci avete conosciuto, terra libera per definizione, è evidentemente anche e soprattutto terra di conquista per chi ha saputo cogliere, con gli ammodernamenti delle tecniche di marketing, che una lettura informale sulla rete vale spesso, per un acquisto, più di tre pagine ben scritte sulla rivista di settore che poi alla fine comprano ormai in cinque. Una suoneria di cellulare, uno sfondo del desktop, un mp3 ad hoc piazzato su un portale di quelli che contano gli accessi a mazzi porta soldi su CD, concerti e merchandising e dà pure la sensazione di sentirsi liberi, di aver "scoperto" (ma dai…) il brano o l'artista durante una "autonoma" esperienza di navigazione, che invece sta diventando anche navigazione pilotata, visto che poi la gente (senza metterci su inutili piedistalli a giudicare) usa spesso internet con la cultura televisiva di chi, partendo dalla pagina iniziale, comincia a fare "zapping" sui link indicati e messi bene in vista.
Capita così che ci si trovi a verificare ciò che un discreto profeta del mercato avrà sicuramente detto qualche anno fa, e cioè che con la rete cambierà pure la vita delle persone, ma il trucco sta sempre nel farci consumare merci, da qui non si esce. Infatti la chiacchiera musicale fra appassionati va a sbattere, purtroppo, nostro malgrado e sempre più spesso, sulle mille diavolerie tecnologiche introdotte dalle majors nel corso degli anni, dei mesi e dei giorni per impedire le copie, evitare i download, vietare il peer-to-peer e via castrando, come se il problema fosse il satanico mp3 e non il fatto che molta gente ascolti musica in modo qualitativamente peggiore perché non può spendere fortune in CD che sono spesso mezzi pieni di musica deludente e mezzi vuoti.

In questo complicatissimo e cangiante paesaggio in cui suoni, soldi e tecnologie fanno a cazzotti, vedo come piacevole, indicativa e forte novità del 2001 quella di un gruppo come i Gorillaz (www.gorillaz.com), di cui è uscito fuori prima il sito, poi un mini-CD, poi il CD e poi… le facce e la promozione classica, ma solo dopo, quando il mistero mediatico si è diffuso via mail, in modo sotterraneo come può essere già successo, ad esempio, per l'inizio di carriera dei REM, ma per la prima volta con lo strumento del web e dell'e-mail, seguito solo dopo un po' dagli spot TV che usavano il loro singolo Clint Eastwood. E' una novità un po' musicale e un po' no, e parlando strettamente delle canzoni del CD non è che si sia scoperto nulla di nuovo, ma ci stiamo accorgendo tutti che qui le rivoluzioni stanno accadendo a ritmi serrati, e un musicista, un mito del pop o un cantante per farsi largo hanno ora bisogno, perché questo casino di società ne ha bisogno per vivere, di multimedialità, di forme nuove: valga per tutti lo straordinario esempio metamusicale di Bjork.
Eh, sì: Bjork, i Gorillaz che poi sono i Gorillaz anche grazie a Damon Albarn e alle sue consolidate doti, i REM che non sbagliano un singolo compreso quest'anno… ma le novità? E il jazz, le musiche trasversali, le nuove frontiere…?
Buone nuove ne ho sentite alcune, ma rivoluzioni no. Lo scopo della presente pappardella non vuole essere l'ennesimo elenco dei dischi dell'anno, ma piuttosto una riflessione su come catturare nuova musica buona per le nostre orecchie, anche perché tirar fuori nomi vuol dire quasi sempre dimenticarne altri. In ogni caso, tanto per dire la mia,
· se i soliti suoni vi stancano date sempre un'occhiata alle novità 2001, 2002, 2003 e (spero) così via, a marchio ECM (www.ecmrecords.com), label "colta" che è ormai una DOC della musica, con una storia che ha fra tanti i nomi di Pat Metheny, Chick Corea, Bill Frisell o Gary Burton, un presente chiamato Keith Jarrett, Jan Garbarek, John Surman, Ralph Towner e un futuro che viene costantemente sondato con perizia e sensibilità dal suo fondatore Manfred Eicher
· le famose contaminazioni, commistioni e via mischiando, partite come al solito con buonissimi propositi e musicisti o dj preparati, sono diventate ormai un terreno estremamente prospero, in bene e in male, per i discografici e chi guadagna con club culture e affini, ma offrono molto meno spesso di prima cose realmente nuove, perché remixare, assemblare e campionare come in un puzzle tridimensionale non trasforma necessariamente mille suoni diversi in un capolavoro: non fatevi fregare, perché non tutti sono Moby (che non amo affatto ma che secondo me ha comunque molto buon gusto), e molti spacciano ideologie e buona musica sull''etichetta di prodotti che invece contengono roba d'altri e basta
· "Novità" è un termine che, se possibile, non deve ingannarci più di tanto: per capirci, nel 2001 e nel 2000 ha brillato il geniale e semplice splendore sonoro di Apple Venus, capolavoro pop in due capitoli (personalmente amo il secondo ma adoro morbosamente il primo) degli XTC, gruppo che sforna novità dal 1977… ;-)

E per il futuro? Non è che alla fine del prossimo anno ci ritroviamo con un altro articolo palloso come questo? Vediamo di trovare una strategia per scegliere e scoprire musica senza subire ulteriori predicozzi, dai…
Il fatto è che le informazioni su quel che c'è da ascoltare noi le prendiamo, a grandi linee, dalla rete, dalle riviste, dalla radio, dai negozianti e dagli amici. Ora: la rete richiede ormai anch'essa scaltrezza e capacità di saper discernere fra un messaggio promozionale e un giudizio indipendente, le riviste richiedono questo da sempre (sono nate prima!), la radio… vedi sopra ;-) , i negozianti illuminati (non quelli che hanno i tuoi gusti, ma semplicemente quelli che amano la musica e la curano) non sono milioni, specie se ci si affida alla notoria scortesia di alcuni titolati negozioni… Di puro resta un buon amico, come al solito, che però ha anche lui il difetto di avere conoscenze limitate… insomma, non solo rischiamo di mangiare sempre la stessa pappa, ma c'è anche la beffa d'essere illusi a comprare una pappa spacciata per fresca e genuina quando invece è spessissimo roba precotta e già mangiata mille volte in passato.
Se ne esce?
Certo che sì!
Non vorrei far intendere che tutte le parole di prima servivano in realtà solo a tirare acqua al nostro mulino, cosa che fra l'altro come sapete non ci porta in tasca un euro che è uno, ma la soluzione che continua a darmi maggiori soddisfazioni è quella di far passare le informazioni attraverso canali su cui ho buone garanzie di indipendenza. Riviste come Music on TNT (e non metto in dubbio che ce ne siano altre, per carità) hanno, per chi si fida di noi, il valore di una persona che sa dirti schiettamente e sinceramente "secondo me questo è un bel disco", senza che ci sia qualcuno dietro a suggerire. Possiamo sbagliare o dire giusto, ma non sarà una casa discografica a farci parlare, mai. La mailing list che il nostro illustrissimo diretùr saggiamente fondò e signorilmente modera è una piazza in cui scambiare informazioni e scoprire davvero qualcosa di nuovo, se c'è, o ripescare nel passato quando vale la pena senza affannarsi il portafogli appresso all'ultima uscita.
L'indicazione che sentenzio con fare pomposamente ironico, o ironicamente pomposo, è quella di cercare gli artisti e i generi scrivendo di persona le paroline sui motori di ricerca, chiedere al famoso negoziante appassionato vero che c'è di buono, scovare CD usati con un amico (perché se non li conosciamo sono pur sempre una novità, no?), ascoltare in rete qualunque artista che sentite nominare senza conoscerlo per poi decidere se comprare… la mia esperienza mi dice che le strade libere sono queste, perché ormai le pubblicità non sono più strillate come usava un tempo; arrivano con discrezione mischiate fra notizie ben più importanti, diventano icone per abbellire il nostro PC, sono dove non te le immaginavi fino a ieri…

Buon 2002, signore e signori; lo spettacolo della musica continua, per fortuna: godiamocelo tutto, compriamo la musica perché è giusto pagare chi lavora, ma… niente falsi assistenti all'acquisto, grazie: ci serviamo e ci aiutiamo da soli, fra gente con la testa libera.

Ehi, perdonatemi la lunghezza, eh? ;-)

A presto