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2001
La musica che gira intorno
Poveri i nostri cervelli, condannati
spesso a periodi di riposo, talvolta di nullafacenza nel corso dell'anno,
in sonnacchiosi agosti ombrellonati di sole, e poi devastati da quel superlavoro
che è l'hobby di fine anno per quasi chiunque, su quasi qualunque
argomento: i bilanci! Qui tocca alla musica, e mi permetto di tirare qualche
somma per capire, però, cosa nel 2001 musicale ha fatto la differenza.
Che dire? Se il 31 dicembre fosse una terrazza per guardare i 364 giorni
musicali precedenti, potrei sussurrare, sperando di non incorrere nella
rabbia di chi legge, che il panorama non è molto ricco di novità,
di quelle novità sonore in senso stretto che ti fanno dire "beh,
qualcosa di nuovo si è sentito decisamente!". Certo, è
una prima impressione, un'occhiata di massima, e non mi aspetto di poter
parlare dettagliatamente di ogni nuova uscita in ogni genere, figuriamoci.
Cerco di parlare di quello che è un po' più in vista, sforzandomi
di guardare oltre le classifiche e gli articoli delle riviste specializzate.
Perché questo è uno dei punti in ballo, sempre più
importante col passare degli anni e il ripassare degli spot pubblicitari:
cosa è messo in vista nel mondo musicale? Come si fa a raggiungere
la buona musica?
Sempre più, con una
crescita e un'invadenza costanti, i mezzi di comunicazione promuovono
la musica che viene indicata come buona da promuovere, quella sponsorizzata,
quella portata avanti dalle grandi label o, in piccolo, dalle radio di
tendenza, che spesso è la stessa storia anche se ci sembra di essere
"un sacco alternativi". Anche il famigerato web su cui tutti
noi viaggiamo e in cui ci avete conosciuto, terra libera per definizione,
è evidentemente anche e soprattutto terra di conquista per chi
ha saputo cogliere, con gli ammodernamenti delle tecniche di marketing,
che una lettura informale sulla rete vale spesso, per un acquisto, più
di tre pagine ben scritte sulla rivista di settore che poi alla fine comprano
ormai in cinque. Una suoneria di cellulare, uno sfondo del desktop, un
mp3 ad hoc piazzato su un portale di quelli che contano gli accessi a
mazzi porta soldi su CD, concerti e merchandising e dà pure la
sensazione di sentirsi liberi, di aver "scoperto" (ma dai
)
il brano o l'artista durante una "autonoma" esperienza di navigazione,
che invece sta diventando anche navigazione pilotata, visto che poi la
gente (senza metterci su inutili piedistalli a giudicare) usa spesso internet
con la cultura televisiva di chi, partendo dalla pagina iniziale, comincia
a fare "zapping" sui link indicati e messi bene in vista.
Capita così che ci si trovi a verificare ciò che un discreto
profeta del mercato avrà sicuramente detto qualche anno fa, e cioè
che con la rete cambierà pure la vita delle persone, ma il trucco
sta sempre nel farci consumare merci, da qui non si esce. Infatti la chiacchiera
musicale fra appassionati va a sbattere, purtroppo, nostro malgrado e
sempre più spesso, sulle mille diavolerie tecnologiche introdotte
dalle majors nel corso degli anni, dei mesi e dei giorni per impedire
le copie, evitare i download, vietare il peer-to-peer e via castrando,
come se il problema fosse il satanico mp3 e non il fatto che molta gente
ascolti musica in modo qualitativamente peggiore perché non può
spendere fortune in CD che sono spesso mezzi pieni di musica deludente
e mezzi vuoti.
In questo complicatissimo e
cangiante paesaggio in cui suoni, soldi e tecnologie fanno a cazzotti,
vedo come piacevole, indicativa e forte novità del 2001 quella
di un gruppo come i Gorillaz (www.gorillaz.com),
di cui è uscito fuori prima il sito, poi un mini-CD, poi il CD
e poi
le facce e la promozione classica, ma solo dopo, quando il
mistero mediatico si è diffuso via mail, in modo sotterraneo come
può essere già successo, ad esempio, per l'inizio di carriera
dei REM, ma per la prima volta con lo strumento del web e dell'e-mail,
seguito solo dopo un po' dagli spot TV che usavano il loro singolo Clint
Eastwood. E' una novità un po' musicale e un po' no, e parlando
strettamente delle canzoni del CD non è che si sia scoperto nulla
di nuovo, ma ci stiamo accorgendo tutti che qui le rivoluzioni stanno
accadendo a ritmi serrati, e un musicista, un mito del pop o un cantante
per farsi largo hanno ora bisogno, perché questo casino di società
ne ha bisogno per vivere, di multimedialità, di forme nuove: valga
per tutti lo straordinario esempio metamusicale di Bjork.
Eh, sì: Bjork, i Gorillaz che poi sono i Gorillaz anche grazie
a Damon Albarn e alle sue consolidate doti, i REM che non sbagliano un
singolo compreso quest'anno
ma le novità? E il jazz, le musiche
trasversali, le nuove frontiere
?
Buone nuove ne ho sentite alcune, ma rivoluzioni no. Lo scopo della presente
pappardella non vuole essere l'ennesimo elenco dei dischi dell'anno, ma
piuttosto una riflessione su come catturare nuova musica buona per le
nostre orecchie, anche perché tirar fuori nomi vuol dire quasi
sempre dimenticarne altri. In ogni caso, tanto per dire la mia,
· se i soliti suoni vi stancano date sempre un'occhiata alle novità
2001, 2002, 2003 e (spero) così via, a marchio ECM (www.ecmrecords.com),
label "colta" che è ormai una DOC della musica, con una
storia che ha fra tanti i nomi di Pat Metheny, Chick Corea, Bill Frisell
o Gary Burton, un presente chiamato Keith Jarrett, Jan Garbarek, John
Surman, Ralph Towner e un futuro che viene costantemente sondato con perizia
e sensibilità dal suo fondatore Manfred Eicher
· le famose contaminazioni, commistioni e via mischiando, partite
come al solito con buonissimi propositi e musicisti o dj preparati, sono
diventate ormai un terreno estremamente prospero, in bene e in male, per
i discografici e chi guadagna con club culture e affini, ma offrono molto
meno spesso di prima cose realmente nuove, perché remixare, assemblare
e campionare come in un puzzle tridimensionale non trasforma necessariamente
mille suoni diversi in un capolavoro: non fatevi fregare, perché
non tutti sono Moby (che non amo affatto ma che secondo me ha comunque
molto buon gusto), e molti spacciano ideologie e buona musica sull''etichetta
di prodotti che invece contengono roba d'altri e basta
· "Novità" è un termine che, se possibile,
non deve ingannarci più di tanto: per capirci, nel 2001 e nel 2000
ha brillato il geniale e semplice splendore sonoro di Apple Venus, capolavoro
pop in due capitoli (personalmente amo il secondo ma adoro morbosamente
il primo) degli XTC, gruppo che sforna
novità dal 1977
;-)
E per il futuro? Non è che alla fine del prossimo anno ci ritroviamo
con un altro articolo palloso come questo? Vediamo di trovare una strategia
per scegliere e scoprire musica senza subire ulteriori predicozzi, dai
Il fatto è che le informazioni su quel che c'è da ascoltare
noi le prendiamo, a grandi linee, dalla rete, dalle riviste, dalla radio,
dai negozianti e dagli amici. Ora: la rete richiede ormai anch'essa scaltrezza
e capacità di saper discernere fra un messaggio promozionale e
un giudizio indipendente, le riviste richiedono questo da sempre (sono
nate prima!), la radio
vedi sopra ;-) , i negozianti illuminati
(non quelli che hanno i tuoi gusti, ma semplicemente quelli che amano
la musica e la curano) non sono milioni, specie se ci si affida alla notoria
scortesia di alcuni titolati negozioni
Di puro resta un buon amico,
come al solito, che però ha anche lui il difetto di avere conoscenze
limitate
insomma, non solo rischiamo di mangiare sempre la stessa
pappa, ma c'è anche la beffa d'essere illusi a comprare una pappa
spacciata per fresca e genuina quando invece è spessissimo roba
precotta e già mangiata mille volte in passato.
Se ne esce?
Certo che sì!
Non vorrei far intendere che tutte le parole di prima servivano in realtà
solo a tirare acqua al nostro mulino, cosa che fra l'altro come sapete
non ci porta in tasca un euro che è uno, ma la soluzione che continua
a darmi maggiori soddisfazioni è quella di far passare le informazioni
attraverso canali su cui ho buone garanzie di indipendenza. Riviste come
Music on TNT (e non metto in dubbio che ce ne siano altre, per carità)
hanno, per chi si fida di noi, il valore di una persona che sa dirti schiettamente
e sinceramente "secondo me questo è un bel disco", senza
che ci sia qualcuno dietro a suggerire. Possiamo sbagliare o dire giusto,
ma non sarà una casa discografica a farci parlare, mai. La mailing
list che il nostro illustrissimo diretùr saggiamente fondò
e signorilmente modera è una piazza in cui scambiare informazioni
e scoprire davvero qualcosa di nuovo, se c'è, o ripescare nel passato
quando vale la pena senza affannarsi il portafogli appresso all'ultima
uscita.
L'indicazione che sentenzio con fare pomposamente ironico, o ironicamente
pomposo, è quella di cercare gli artisti e i generi scrivendo di
persona le paroline sui motori di ricerca, chiedere al famoso negoziante
appassionato vero che c'è di buono, scovare CD usati con un amico
(perché se non li conosciamo sono pur sempre una novità,
no?), ascoltare in rete qualunque artista che sentite nominare senza conoscerlo
per poi decidere se comprare
la mia esperienza mi dice che le strade
libere sono queste, perché ormai le pubblicità non sono
più strillate come usava un tempo; arrivano con discrezione mischiate
fra notizie ben più importanti, diventano icone per abbellire il
nostro PC, sono dove non te le immaginavi fino a ieri
Buon 2002, signore e signori;
lo spettacolo della musica continua, per fortuna: godiamocelo tutto, compriamo
la musica perché è giusto pagare chi lavora, ma
niente
falsi assistenti all'acquisto, grazie: ci serviamo e ci aiutiamo da soli,
fra gente con la testa libera.
Ehi, perdonatemi la lunghezza,
eh? ;-)
A presto
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