HO FATTO UN SOGNO…
Eh si, ho sognato che quest’anno a Sanremo avrebbero partecipato i
seguenti giovani e promettenti 22 artisti con le rispettive canzoni:
1. Roberto Vecchioni – Luci a San Siro
2. Ivano Fossati – La pianta del tè
3. Francesco Guccini – L’isola non trovata
4. Edoardo Bennato – Il gatto e la volpe
5. Paolo Conte – Un gelato al limon
6. Franco Battiato – Prospettiva Nevskij
7. Lucio Dalla – Come è profondo il mare
8. Enrico Ruggeri – Rien ne va plus
9. Gianna Nannini - California
10. Antonello Venditti – Compagno di scuola
11. Vasco Rossi – Siamo solo noi
12. Francesco De Gregori – La donna cannone
13. Claudio Baglioni – Poster
14. Pino Daniele – Quanno chiove
15. Eugenio Finardi – Le ragazze di Osaka
16. Fiorella Mannoia – I treni a vapore
17. Luciano Ligabue – Una vita da mediano
18. Angelo Branduardi – Cogli la prima mela
19. Riccardo Cocciante – Margherita
20. Le Orme – Gioco di bimba
21. P.F.M. – Impressioni di settembre
22. Banco del Mutuo Soccorso – 750.000 anni fa…l’amore
Ragazzi miei, che sogno…
E invece mi sono svegliato in un bagno di sudore, ho sbattuto le palpebre,
ho realizzato di non essere seduto in una comodissima poltrona della platea
del festival ma spaparanzato nel mio letto, ho preso, infine, atto della
sempre più triste e amara realtà italico-canterina, mi sono
alzato, lavato, vestito e son venuto qui al pc a vergare queste poche,
sentite righe di dolore: “To wish impossible things” narrava
struggente, nel ’92, il cantore dei Cure Robert Smith, e di quello
si è trattato, infatti.
Altro che De Gregori, Battiato e Vecchioni, quest’anno ci ritroveremo,
invece, con personaggi del calibro di DJ Francesco, Danny Losito, Paolo
Meneguzzi e Er Piotta.
Sconvolto dall’inopinata e inspiegabile assenza di un pezzo da novanta
come Leone di Lernia, mi sono scaricato da internet le schede dei 22 valenti
e talentuosi partecipanti: la relativa lettura mi ha convinto una volta
di più dell’inutilità di questa vita e già
stavo mettendo in atto i miei delittuosi propositi, quando il mio ultimo
pensiero è volato al buon Alf e a quanto ci sarebbe rimasto male
all’idea che fossi venuto a mancare senza avergli spedito neanche
lo straccio di un articolo su Sanremo 2004.
E allora ho lasciato il cappio a mezz’aria e, pur affogato in amarissime
lacrime di disperazione e sconforto, ho deciso di tener duro fino a sabato
notte.
Certo, per ottenere il perdono dell’Altissimo dal peccato di ‘visione
proibita sanremese’, dovrò mortificare, in queste notti,
il mio corpo con il cilicio, ma, nel frattempo, cercheremo di ridere insieme
commentando le prodezze dei nostri prodi (grazie al cielo Prodi è
un’altra cosa, ma non scadiamo nell’OT…) e della presentatrice
più ‘grezza’ (così diciamo noi a Bari…)
che potesse capitarci: da Baudo alla Ventura, ormai non c’è
più pudore per nulla!
Mi sbilancio: l’anno prossimo potrebbe toccare a Platinette!!!
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