Manifestazione: Sanremo 2004 - Speciale
Titolo: Quarta serata della 54° edizione del festival di Sanremo
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Autore: Alino Stea
Pubb. il: 05/03/2004
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Devo confessarvi la verità: mi stavo già organizzando per scrivere qualche altra allegra stupidaggine come quelle messe in fila nei giorni scorsi, però la visione di ciò che è apparso su rai 1 ieri sera mi ha tolto ogni voglia e volontà di ridere e scherzare.
Che spettacolo avvilente! Che via vai vergognoso di individui alla ricerca di un irrecuperabile tempo perduto o di un futuro quanto mai precario!

Cantanti che fanno i cantanti di professione così come io, di professione, faccio l’astronauta; artisti che fanno gli artisti validamente così come io sono valido a pallone come Totti; politici che fanno i politici dignitosamente così come io, dignitosamente, dirigo Bankitalia; giornalisti che fanno i giornalisti per passione così come io, per passione, guido i bolidi di Formula 1!

Ieri sera, tra Sanremo e Porta a porta, abbiamo continuato allegramente a trivellare il fondo già miseramente raggiunto le sere scorse, alla ricerca di chissà quale altro deposito putrefatto e puzzolente di escremenza mediatica! (mi mantengo sull’aulico, ma, se volete, posso diventare mooolto triviale!!!).
La parata di vecchie glorie che, detta e vista già così, da sola, mette addosso un’immensa tristezza, si è lentamente trasformata in un surreale museo degli orrori, dove non sapevi più se Toto Cotugno (o Cutugno? Mai saputo e, soprattutto, chissenefrega!) ti stava accoltellando al fegato mentre Mino Reitano ti infilzava a tradimento nella milza, oppure, mentre Albano ti stringeva mortalmente la gola, Marcella Bella ti stava acchiappando inesorabilmente e dolorosissimamente le gonadi (rotanti, ovviamente, come quelle di Goldrake!).

A proposito di Marcella Bella: io, in questi giorni, in maniera un po’ insistita ma sicuramente scanzonata, ho continuamente preso in giro la scarsa (a mio parere) signorilità di Simona Ventura: non ci posso fare nulla, mi è profondamente antipatica, ha uno sguardo e un modo di ammiccare che non mi piacciono (anzi, mi inducono sospetti profondi circa una sua falsità comportamentale di fondo – ma anche di superficie!), la ritengo poco capace e decisamente rozza nei suoi atteggiamenti, nelle sue parole e nei suoi modi di fare; però quello che ho visto ieri sera ha superato ogni limite.

Dunque: Marcella Bella aveva appena finito di cantare, quando sul palco, assieme alla Ventura, si fionda quel marpione di Gnocchi che presenta un divertente filmatino sul ‘coniglio dal muso nero’ protagonista di una vecchia canzone della cantante.
Tutti e tre si girano per vedere il filmato, dando così le spalle e i deretani alla platea e a noi a casa, quando, all’improvviso, la Ventura, con un gesto imparato sicuramente ad Oxford nei suoi lunghi anni di permanenza presso quel college, si tira e stacca le sue mutande rimaste, probabilmente per il sudore (gulp!!!), appiccicate all’arco delle sue natiche!!!

Non dirò più una parola su questo soggetto umano femminile, mi disgusta il solo pensiero!
Così come disgusto e vergogna hanno suscitato in me, candido e ingenuo professorino dell’estremità più periferica e inutile dell’impero, le performance canore (circensi, oserei dire!, con il più profondo rispetto per coloro che fanno il mestiere di circensi – quelli sì, sudando – di professione) di Mastella e di Bossi, avvilenti e squallide macchiette, mezze tacche di uomini prima ancora che mezze tacche di politici.

Che schifo!

Fortunatamente ieri sera c’è stato anche, sul palco del festival, un momento magico, per il quale autorevoli riviste musicali di mezzo mondo (da Billboard a Rolling Stone) stanno aspettando da me il resoconto.

Dopo oltre vent’anni di separazione, sono tornati insieme, a Sanremo, grazie a Tony Renis, i PINK FLOYD!!!

E’ inutile che vi stia a descrivere l’emozione, il pathos, la misticità, addirittura, che hanno accompagnato l’esibizione di Waters, Gilmour, Wright e Mason mentre snocciolavano, immersi in un’atmosfera magica e incantata, le note di “Shine on you crazy diamond”.

Ma il culmine è stato raggiunto verso la fine quando, dal buio delle quinte, è apparso lentamente un uomo che imbracciava la chitarra e, pian pianino, si è posizionato al centro del palco, rimanendo lì, immobile e con lo sguardo fisso: si, era proprio lui, Syd Barrett!

Chiudiamo con le solite 2 domandine:
1. se vincerà Linda, parleranno di una nuova Mina o non ne parleranno più dopo 2 giorni?
2. se Masini perderà, continueranno a dirgli che porta (e si porta) sfiga?