Manifestazione: Sanremo 2004 - Speciale
Titolo: Quinta serata della 54° edizione del festival di Sanremo
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Autore: Alino Stea
Pubb. il: 05/03/2004
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Cari amici, lo avrete notato anche voi nelle vostre città o nei vostri paesi: milioni e milioni di persone in ordinata fila (alcune centinaia di migliaia addirittura con tende o con sacchi a pelo) davanti ai negozi di dischi per acquistare l’ormai mitica compilation del festival di Sanremo edizione 2004.

E’ un successo travolgente, imponente, veramente senza precedenti e, francamente, sono fiero e commosso per aver assistito a queste cinque serate che, senza ombra di dubbio, passeranno alla storia.

Se nei giorni scorsi il festival era stato trasmesso in mondovisione (con risultati altalenanti, tra i 2 e i 3,5 miliardi di telespettatori), ieri sera la Rai ha giocato il tutto per tutto trasmettendo l’evento in universovisione e i primi risultati le stanno dando pienamente ragione: l’audience complessiva ha avuto una media che si è stabilizzata tra i 428 e i 507 miliardi di telespettatori con picchi di 911 miliardi durante l’intervento di Adriano Celentano.

Le sonde Spirit e Opportunity stanno già trasmettendo da Marte migliaia di fotografie dove si vedono centinaia di milioni di marziani in pieno delirio per le gesta canore di Piotta e di Dj Francesco (pazienza, mica siamo tutti uguali, sul pianeta rosso sono coloro che son piaciuti di più).
Insomma, un trionfo, annunciato sì, ma mai si sarebbe immaginato di queste proporzioni.
Ma i dirigenti Rai ieri sera hanno anche giocato una partita rischiosissima che, se non fosse riuscita, avrebbe sicuramente stroncato le fulgide e imperiture carriere di Fabrizio Del Noce (direttore di Rai 1) e di Cattaneo (ahimè, il nome mi sfugge – direttore generale dell’azienda): sostituire all’ultimo momento come ‘big surprise’ i Beatles con Adriano Celentano!

Si, avete letto bene: i Beatles!

Già da mesi erano state intavolate trattative segretissime con Yoko Ono, affinché l’ancora piacente signora giapponese convincesse John Lennon e George Harrison a resuscitare per realizzare, con Paul Mc Cartney e Ringo Starr, una memorabile ‘reunion’ sul palco del festival.
La cosa era finalmente andata in porto e i 4 avevano addirittura fatto il ‘sound-check’ ieri pomeriggio provando “Come together”, “All you need is love”, “Yesterday”, “Strawberry fields forever” e “Let it be”, quando, all’improvviso, è intervenuta sul palco la bella presentatrice bloccando tutto.
I 4 ‘scarafaggi’ si sono guardati negli occhi con fare interrogativo, ma la splendida presentatrice (sbracciandosi e dimenandosi come solo lei sa fare) li ha sbrigativamente sospinti nei camerini, promettendo loro che li avrebbe fatti intervenire in una prossima (ma non meglio specificata) puntata di ‘Quelli che il calcio’, ma che, per ora, (cito testualmente le parole della signora) “dovete togliervi dalle pall…ops, scusate, dovete fare gentilmente posto ad Adriano Celentano, il vero re della ‘pap’ music!”.

Detto per inciso che filologi e agiografi di mezzo mondo si stanno accapigliando chiedendosi il perché l’affascinante e signorile presentatrice di Sanremo trasformi, nella sua fluente e sciolta pronuncia inglese, la parola ‘pop’ in ‘pap’ (alcune voci incontrollate dicono che lo fa in onore del grande Pappalardo), non ci resta che inchinarci di fronte alla catartica…uhm… trascendente via!, apparizione del ‘molleggiato’ sul palco sanremese.

Il suo intervento, senza tanti giri di parole, è stato memorabile, con un’unica caduta di stile, quando ha detto di non aver apprezzato i collegamenti con i nostri soldati a Nassirya, realizzati solo per evidenti scopi politici: ma quando mai, Adriano, ma quando mai… (pensate, e questo ve lo dico per certo e in onore della ‘par condicio’, che era previsto anche un collegamento con la sezione di Rifondazione comunista di Prato, saltato, purtroppo, solo per colpa di un’improvvisa quanto inattesa nevicata…).

Passiamo alla gara: dopo un esaltante testa a testa, alle quattro meno cinque di questa mattina, finalmente è stato decretato il vincitore del 54° Festival della canzone italiana con relativi posti d’onore.
1° Marco Masini
2° Mario Rosini
3° Linda.

Nulla da dire sulla classifica, piuttosto vi informo di alcune voci di corridoio che, però, sono sempre più insistenti: Masini è stato contattato in gran segreto dal manager di Bruce Springsteen, affinché il cantante toscano scriva e produca il nuovo album del ‘boss’; Rosini è stato avvicinato, nel suo camerino, direttamente da David Bowie il quale, colpito dall’estrema avanguardia della musica proposta dall’artista pugliese, gli ha chiesto in ginocchio di svolgere, per il suo prossimo disco, lo stesso ruolo che fu di Brian Eno per la famosa ‘trilogia berlinese’; Linda, infine (ma questa notizia necessita ancora di ulteriori conferme), pare abbia incontrato (nella stanza più nascosta del più nascosto albergo sanremese) direttamente Janis Joplin (accompagnata, per l’occasione, dalla chitarra di Jimi Hendrix) per concordare un duetto ai prossimi Grammy Awards.

Concludiamo omaggiando chi veramente merita:
onore a te, Ventura, dolce profumo d’oriente e onore a te, Renis, genio universale delle 7 note.
Che Dio vi benedica e vi faccia cambiare mestiere (preferibilmente nel settore agricolo)!!!
FINALMENTE E’ FINITA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!