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Manifestazione: | Sanremo 2004 |
| Titolo: | Prima serata | |
| Web site: | --------- | |
| Autore: | Alfonso Pone | |
| Pubb. il: | 03/03/2004 | |
| Copyright: | Alfonso Pone per www.music-on-tnt.com |
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Sono seduto in religiosa attesa a casa della mia fidanzata aspettando che il festival di Sanremo 2004 inizi. Quest'anno pur con mille dubbi mi accingo ad assistere a questa gara con curiosità. Voglio infatti sapere come sarà il primo festival della storia privo dell'appoggio delle case discografiche. Il risultato più evidente di questa serrata è che i cantanti in gara sono dei perfetti sconosciuti, tanto che potrebbero passare tutti per nuove proposte. Mi aspettavo sinceramente qualcosa di più da questa edizione, mi aspettavo che i cantanti in gara fossero in grado di rinfrescare l'area museale che circonda le canzoni che all'Ariston vengono presentate. Speravo che una tale rivoluzione portasse a Sanremo una ventata di freschezza capace di rinnovarlo. Invece mi ritrovo con le stesse gag di "Quelli che il calcio", una Simona Ventura che non so se per ignoranza, impotenza o paura non fa domande degne di tal nome ai cantanti, non presenta i musicisti della Blues Brothers Band (quelli originali) nè accenna un saluto a Bill Wyman (si quello che suonava nei Rolling Stones). L'unica cosa piacevole che ho ascoltato è stata la canzone della Cortellesi, originale, provocatoria, divertente. L'unica canzone che ho potuto apprezzare veramente grazie al fatto che la Cortellesi l'ha cantata in modo chiaro. Paradossalmente la voce migliore da me ascoltata, il che è tutto dire. Ma veniamo alle canzoni ascoltate. Mi sono toccate le ultime tre ugole, nell'ordine Danny Losito e Las Ketchups con "Single", Marco Masini con "L'uomo volante" e Morris Albert e Mietta con "Cuore". Losito è forse quello che meno mi ha infastidito. La canzone che ha cantato è banale oserei dire soporifera. Gli arrangiamenti in generale mi sono sembrati degni della festa paesana di Roccafritta. Al confronto Asereje delle Las Ketchup è la canzone del secolo, almeno quella dopo un solo ascolto non te la scordi più. Masini si è svestito degli abiti dello sfigato biblico proponendo una canzone consona alla manifestazione canora. Sinceramente io lo preferivo quando strillava il suo malessere al mondo, almeno era decisamente più sincero era Masini. Quello di ieri era un cantante che è sceso a compromessi con sè steso per cercare di rilanciare una carriera in declino, e non per colpa sua. Infine Morris Albert e Mietta, praticamente il ritorno di "trottolino amoroso e dududù dadadà". Un canzone che definire pietosa significa darle una qualche dignità artistica che non ha. Melensa all'inverosimile, tanto che se avessi sofferto di diabete adesso starei scrivendo questo articolo in paradiso (uhm forse in purgatorio :-)). La Ventura ha presentato Albert come quello che ha venduto miliardi di dischi, l'autore di Feeling. Divertente il momento in cui Morris Albert è sbiancato a causa del fatto che la Ventura gli aveva chiesto se era vero che riteneva la canzone presentata ieri migliore del suo cavallo di battaglia. Si è trincerato dietro un diplomatico "tutte le canzoni sono belle", la miglior gag dell'intera serata. Mi rendo conto rileggendomi, che il reportage da me scritto quest'anno è meno ispirato di quello passato. Sinceramente cari lettori me ne dispiace, e molto, ma una serata così desolante mette a dura prova qualsiasi entusiasmo. Spero di ricredermi quando, magari in radio, riascolterò qualcuna delle canzoni di ieri sera. Ma non credo proprio purtroppo. La vera novità comunque, venuta come una benedizione, è che il festival ieri, è durato poco. A domani con le altre 11 canzoni. |