Manifestazione: Sanremo 2004
Titolo: Seconda serata
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Autore: Gioachino Lorelli
Pubb. il: 04/03/2004
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Anche la seconda serata è andata. Mi scuserete se sarò succinto, ma cosa si può scrivere del nulla? Nulla sono state le battute della Ventura, nulla la Cortellesi nella parte di Cotogna, nulla Gnocchi che ormai, calato in quel suo solito cliché, non ne esce nemmeno per un secondo, non si sa se per incapacità o per contratto. Nulla sono state, purtroppo, le canzoni, unica ragione della nostra presenza di fronte il televisore fino a quest’ora (mezzanotte N.d.R.). Ecco l’unica cosa buona dell’edizione di quest’anno: a mezzanotte è tutto finito, anche se non sarebbe mai dovuto cominciare. Dovrei parlarvi di Andrè, Groff e Bungaro: cosa vi devo dire? Non che agli amici Alino e Alf sia andata molto meglio….l’avranno dura anche loro: come potranno parlare der Piotta e del suo inutile e scontato Hip Hop? Come potranno parlare di Pacifico? Un Alan Sorrenti dei nostri tempi, solo che Alan sapeva cantare al suo confronto……mi spiace….non ho proprio nulla da dire, né di Andrè né di Groff.

Potrei parlare di Dustin Hoffmann, della insulsa domanda della Simona “Qual è il film che non rifarebbe?” e lui candido “Ma perché mi chiede questo?” della sua battuta della quale non c’è da andare molto fieri “ Solo gli Italiani sarebbero capaci di montare un programma che va in diretta”….si presta a diversa chiavi di lettura…….

A proposito di lettura….ha letto, Hoffmann, meravigliosamente, una poesia di Kipling “If”: Che bisogno c’era che Gene la traducesse alla “ buena de Dios”, aggiungendo richiami vari alla vita italiana, sportiva e politica? Che bisogno c’è di ricordare ad ogni piè sospinto che è polemica con Tony Renis per alcuni esclusi eccellenti? Mi dico: questo Renis, lo avrà pur scelto qualcuno e gli avrà, questo qualcuno, affidato l’incarico di Direttore Artistico no ?
Bene: allora prendetevela con questo qualcuno…ma forse è più facile prendersela con Tony Renis, magari in odore di “Cosa Nostra”, piuttosto che prendersela con Del Noce e con i vertici RAI…….
Credo che capirete, se non avete seguito serata, quale sia stato il suo livello artistico se mi sto lasciando andare a considerazioni che di musicale non hanno nulla. In realtà, la scaletta è stata stravolta ed ho dovuto aspettare fino alla fine per seguire il “mio” ultimo cantante.

Bungaro. “Il Guardastelle”. CHE DIO LO BENEDICA. Con la sua faccia pulita, il suo modo di cantare, un po’ Concato, un po’ Dalla; la canzone molto molto bella (Sanremese ma bella):
E’ stata una boccata d’aria fresca nel clima opprimente di una serata insulsa, piena di ovvietà, di cattiva musica e di “cantanti” che non esito a definire “Braccia rubate all’agricoltura”.

Bungaro ha cantato bene, con un po’ di manierismo, certo, ma non senza eleganza e con modi piacevoli, regalando qualche minuto di puro relax. Dipendesse da me, farei vincere lui e Massimo Modugno il secondo posto. Gli altri a mietere il grano. Sono troppo cattivo? No. Sono uno che sa la fatica che costa l’essere un musicista vero (e badate che io non mi considero tale). Lo studio e la pratica per raggiungere livelli di decenza (cosa non raggiunta da nessuno questa sera, tranne i due citati). Gli sforzi immani per raggiungere livelli di eccellenza……..parola sconosciuta ai giovanotti che hanno dato vita alla “più grande rassegna canora”…..ma per l’amor del cielo. Ho di meglio da fare che aspettare tre ore per sentire una poesia letta da un grande attore e rovinata da un grande idiota; per sentire l’unica vera canzone delle 22 presentate.

Mi resta la soddisfazione di potermi esprimere liberamente in questi termini, senza vincoli, cosa che, credo, nessun giornalista “vero” potrà fare, ma credetemi, chiunque vi parlerà della seconda serata di S.Remo in termini diversi dai miei, non farà altro che tentare di indorare la pillola. Io, ripeto, vincoli non ne ho (grazie Alf) e quindi posso mettermi tranquillo a letto, consapevole di avervi raccontato la verità. Grande Hoffmann, Grande (facendo le debite proporzioni) Bungaro “….e a culo tutto il resto” (F.Guccini)