Festival di Sanremo 5002 Manifestazione: Sanremo 2005 - Speciale
Titolo: 55esima edizione del festival di Sanremo [Terza serata]
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Autore: Alfonso Pone
Pubb. il: 03/03/2005
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Terza serata

Mamma mia! Questo mi viene da pensare davanti alla televisione. Quest'anno Sanremo è quasi peggio della scorsa edizione, edizione che, per la mancanza di big, già partiva con l'handicap. Leggo sulle maggiori testate giornalistiche che gli ascolti sono stratosferici, cose simili non accadevano da anni, lo share si impenna e tutti sono felici.

Una testata giornalistica che rispetto e seguo, Repubblica, ha dedicato due pagine e mezza a Bonolis, elencando tra le sue qualità addirittura delle leggendarie dicerie sulla sua prestanza fisica. Ovunque si parla di vestiti, di battute, di beneficenza, di giustizia (Tyson).

Ma scusate la musica dov'è? Chi ne parla? Appena un trafiletto con una serie di giudizi di 3/4 righe per descrivere le performances dei giovani e un articolo di accompaganmento per i big. Ma era il festival della canzona italiana oppure un varietà del sabato sera? Se quello a cui ho assistito io ieri era il festival della canzone italiana allora mi chiedo perchè su 4 ore di trasmissione si canta per circa un'ora e mezza. Se invece quello di ieri era un varietà mi domando sorpreso (e un pò deluso), ma le ballerine mezze nude in tanga o minigonna ascellare dove stanno? Perche le hanno tolte? Le rivoglio subito!

Ancora sconvolto da queste elucubrazioni da palinsesto televisivo, mi accingo a cercare di trovare un filo conduttore che mi permetta di non essere banale come le canzoni ascoltate e inutile come la Felini. Purtroppo però, la partita è persa in anticipo e ai buoni propositi dell'inizio, cercare qualcosa di buono nel festival, si sostituisce la cruda realtà.

Sanremo non è più nulla. E' il pallido ricordo di quello che è stato e il plateale fallimento di quello che potrebbe esere. Le case discografiche hanno quello che si meritano se i ragazzi scaricano la musica di Meneguzzi (lui come gli altri), perchè è immorale scambiarla per musica. Un vero imprenditore su un palcoscenico di 10 milioni di potenziali clienti ci manda il suo prodotto migliore, non una serie di cariatidi ormai logore. Un produttore serio manderebbe dei giovani con le palle (e bravi) a cantare, non delle persone che sono incapaci intellettualmente di produrre nè qualcosa di nuovo nè qualcosa di ascoltabile.

L'ultima nuova proposta di ieri sera (ringrazio Dio di non ricordarmi chi era) ha platealmente riarrangiato una canzone di Tiziano Ferro (ti voglio bene). Se questo deve essere Sanremo allora non ci siamo proprio. Se per avere un minimo di qualità su quel palcoscenico si deve far salire un ultraottantenne che con grazia canta una canzone forse banale ma gradevole e non già sentita, allora davvero la musica italiana, quella musica almeno, è certo che stia morendo. Quello a cui assistiamo è una lenta agonia, è la consapevolezza di un malato terminale.

Recitiamo un de profundis allora. Ma per favore lasciamo fuori la musica, quella vera con la emme maiuscola con Sanremo non c'entra niente e, sono convinto, si vergogna di quello che spacciano essere "il meglio".

Cosa posso dire a tutti i ragazzi che ci leggono e per caso incapperanno in questo articolo?

Spegnete la televisione, uscite, entrate in un locale dove fanno jazz, dove si suona musica vera o entrate in un teatro ad ascoltare un pezzo di musica classica, non fatevi influenzare, siete meglio e vi meritate di meglio. Ascoltare la musica vera, e vedrete che sarà l'amore più lungo, felice e fedele di tutta la vostra vita.

Alla faccia di Sanremo.