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| © Alfonso Pone per http://www.music-on-tnt.com |
Considerazioni
di Alfonso Pone
Siamo sopravvissuti alla nostra mania autolesionista. Siamo sopravvissuti
a Sanremo, alle sue polemiche, alla sua ovvietà, alla sua tradizione
e alla sua goffaggine! Sanremo è goffo. Goffo nella sua struttura,
goffo nella sua organizzazione, goffo nella sua conduzione. E’
impensabile affidare una manifestazione del genere a uno come Pippo
Baudo. Impensabile per la sua età, per le lodi sperticate che
dispensava a canzoni impresentabili anche allo zecchino d’oro,
alle polemiche che ha scatenato accusando le altre Tv di vampirizzare
l’evento. Sanremo è ormai parte della nostra cultura nel
bene e nel male. E’ il desiderio inconfessabile di molti (se non
tutti) gli artisti di casa nostra. Il problema però è
che del festival della canzone italiana è rimasto poco. Abbruttito
dallo spaventoso spreco di danaro pubblico speso per pubblicizzare il
nulla, abbruttito dalla necessità non di avere belle canzoni
ma milioni di telespettatori, in modo da poter vendere cari gli spazi
televisivi, abbruttito da giovani che cantano canzoni di una ovvietà
e di una bruttezza impensabili. Cantanti che non hanno più un
mercato vengono osannati, applauditi venerati. Se i Italia avessimo
avuto un Micael Jackson (che adoravo), avremmo lastricato d’oro
i ponti per una sua apparizione sanremese, qualsiasi schifezza ci avesse
proposto. A questo punto mi direte “hai sputato come tutti sul festival senza proporre una soluzione a tanta ovvietà, perché non proponi una soluzione per valorizzarlo”? Per rivitalizzare il moribondo io ho tre possibili soluzioni:
Considerazioni di Alino Stea RIFLESSIONI FINALI Considerazioni di Gioachino Lorelli TIRIAMO LE SOMME “S.Remo se n’è andato la sua musica finita….” Ahhh…Francesco, per l’amor di Dio perdonami. Volevo semplicemente trovare un modo diverso di aprire dal solito “Cari Amici vicini e lontani”. E’ finita, ovvero, è finita la parte televisiva. Adesso per settimane si parlerà di questo di quello, di Pippo delle ragazze, ma, come ho già detto, a noi interessa la musica. Mi sia permessa, prima però, una nota sulle giurie cosiddette “Di qualità” o “ Di esperti”. Capisco la presenza di DJ storici, quali Amadeus, Linus, la Pettinelli etc. Lodo la presenza del Maestro Stelvio Cipriani. Capisco un po’ meno la presenza di Boldi e Verdone….sono batteristi…hmbeh? Comunque sono personaggi seri e va bene, ma la Cuccarini, Mara Venier, Vanessa Encontrada, Natasha Stefanenko….cosa ci azzeccano con una giuria musicale? Queste sono le cose che non riuscirò mai a capire. Per il giudizio popolare, esiste già la giuria “demoscopica” che ha un peso non indifferente (75%). Mi aspetto che la giuria di qualità sia formata da musicisti e critici musicali professionisti. Concediamo anche una riga alle nuove proposte: Ha vinto Dolcenera e questo dice tutto. L’unica cosa di grande musica che ha questa ragazza è il suo nome, titolo di una canzone di De Andrè. Il resto è nulla, come nulla sono stati i giovani quest’anno. Veniamo al Clou: Alexia, Alex Britti, Cammariere, Ruggeri-Mirò. Mi sembra non ci sia nulla da dire. In effetti, sono le 4 migliori canzoni, in contesto festival ovviamente, che abbiamo sentito. Un rammarico: Alexia era data subito favorita. Subito vuol dire da prima che iniziasse il festival. Questa cosa del sapere prima chi vincerà ( e la previsione è quasi sempre azzeccata) non può non gettare un’ombra di sospetto sul vincitore e francamente mi dispiace. Alexia ha cantato con grinta e convinzione una canzone meno trascinante di quella dello scorso anno. Una canzone che regalata ad Aretha Franklin o Erikah Badu, sarebbe già un capolavoro internazionale degno di apparire in Blues Brothers. Ma come sapevano che avrebbe vinto lei? Britti trascina, con il suo “Blues On the Road”, Cammariere incanta con le sue atmosfere, pur proponendo un testo piuttosto fiacco. Di contro Ruggeri, propone un testo che dà da pensare, per una canzone che ricorda ( non parlo di plagio per l’amor del cielo, parlo di atmosfere) “Il Portiere di Notte” ma che è frenato da una Andrea Mirò non all’altezza. Sarà la sua donna, per carità, gli avrà pure arrangiato il pezzo, ma, quando entrava lei, si usciva immediatamente dall’atmosfera nella quale Enrico era riuscito a faci immergere. Un po’, se vogliamo, come le voci fuori campo di certi film dai quali sei preso, che ti strappano immediatamente da li e ti riportano alla realtà “ Riusciranno i nostri eroi….”, non so se mi spiego. I premi speciali, non fanno una grinza: Miglior Testo: Enrico Ruggeri “Nessuno tocchi Caino” Nulla da dire. Tutto esatto. Non commento altri premi, in quanto troppi e troppo diversificati. Non fa na grinza nemmeno il fondo classifica, con l’unico rammarico del 17mo posto di Federico Stragà, a causa della zavorra Tatangelo che, per inciso, ieri sera ha cantato ancora peggio del solito. Un grazie sentito a Pippo Baudo, davvero di cuore. No, non sono rincretinito. Semplicemente gli sono grato per aver consentito alle mie orecchie di rifarsi un pochino con Diana Krall assieme a quel mostro di John Clayton che incantano, prima con “Fly me to the moon” ma poi mandano in visibilio ( almeno è accaduto a me che la suono essendo un brano di repertorio della mia Band) con “Route 66”. That’s all folks. Ora attendiamoci di sentire tutto ed il contrario di tutto. Analisi sociologiche, ma…se…forse…… Noi ci risentiremo il prossimo anno, ed il festival sarà sempre li. Snobbato-snob, criticato, ma comunque visto e aspettato…perché?……………..Ma perché S.Remo è S.Remo “….Waahhhhhhhhh…wah…wà” |
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