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© Alfonso Pone per http://www.music-on-tnt.com


 
 

L'alba di un nuovo giorno.

Eccoci qui di ritorno dalle tante agognate e sospirate ferie. Come tutti gli anni una volta messo piede a casa ci assale la consapevolezza che ci aspetteranno giorni duri, pesanti e che il tempo trascorso in panciolle al mare o in montagna sia finito.
Tornare dalle vacanze è quasi come rinascere. Iniziare di nuovo a riprendere le nostre vecchie abitudini, ritrovare gli amici, il bar dove si fa colazione la mattina, i discorsi sulla politica, il traffico e tutte quelle piccole cose a cui noi non facciamo caso ma che ci riempiono la giornata e che compongono l'ossatura stessa della nostra vita. Strano vero? Tutte quelle cose che noi odiamo sono parte integrante della nostra vita. Ce ne vorremmo liberare, ma appena queste cose ci mancheranno per sempre, le rimpiangeremo e le ricorderemo con affetto.

L'inizio di un nuovo giorno è come l'inizio di una vita del tutto nuova, una vita in cui devi necessariamente rimetterti in discussione, rivalutare gli affetti e cercare nuovi punti fermi per ricostruire giorno dopo giorno quella quotidianità perduta. E' difficile ricominciare, rimettersi in gioco, rischiare nuove delusioni quando almeno in certi ambiti ci eravami illusi di non dover rischiare più. Ma tant'è, e quando siamo costretti ci rimbocchiamo le maniche e ricominciamo. Un pizzico più soli molto disicancantati e tremendamente disillusi, ma ricominciamo.

Cosa fare per ricominciare? Cercare nelle cose che ci sono rimaste lo spunto e la voglia di riprendere a correre, confidare nelle due-tre persone che hai accanto e che ti riempiono il cuore di speranza per il futuro. Io ho conosciuto una persona che da sola e in una serata mi ha fatto riconciliare con me stesso, una persona che tra un sorso e l'altro di vino senza saperlo mi ha dato quello che nessuno, in famiglia e fuori, mi aveva dato. Mi ha fatto sentire benvoluto, stimato, importante. E' per questo che io non posso ricominciare a scrivere senza ringraziarlo pubblicamente per gli attimi che mi ha regalato e per il dolore che è riuscito in parte a rimuovere.

Il vostro editore preferito ha passato un periodo nero, in cui mai era incappato, ha fatto i conti con una depressione profonda che non ha mai raccontato o dato a intendere a nessuno se non superficialmente.

Ora spero che il peggio sia passato amico mio, e tutto questo anche se forse non te ne rendi conto è sopratutto merito tuo e del tuo non voler giudicare ma solo ascoltare.
Ci vediamo e ci sentiamo poco ma per me sei come un fratello.

Un bacio.

Alfonso