Giovanni Allevi No Concept Artista: Giovanni Allevi
Titolo: No concept live
Organizzazione: ----
Web site: www.giovanniallevi.it
Codice: ----
Recensore: Pier Luigi Zanzi
Pubb. il: 20/11/2005
Copyright: Pier Luigi Zanzi per www.music-on-tnt.com

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Torno ora da un concerto straordinario alla casa del jazz. Straordinario, cioè, per pochi ma importanti aspetti, fuori da quello che più o meno ci si attende, per consuetudine, da un concerto.

Giovanni Allevi è un musicista -un artista, meglio- che chi ci legge conosce da un po' di anni, anche se la sua carriera non è decennale. La sua performance alla casa del jazz di Roma era un evento piuttosto atteso, tant'è che la capienza ridotta della bella sala ha mostrato presto i suoi limiti per un tutto esaurito da giorni che avrebbe meritato altri spazi (la sala piccola dell'auditorium?).

Allevi si presenta, saluta, si mostra simpatico dalle prime parole, di una simpatia sorridente, spontanea e contagiosa, che regala al pubblico già il sorriso sulle labbra dopo venti secondi di saluti. I pezzi sono quelli di No Concept, ultimo splendido CD di Giovanni.

Si parte proprio con Go with the flow... e si va, col pianista che ad ogni brano si alza e spiega in due parole, belle e semplici, come quel brano sia nato. Ha il viso, l'espressione, i movimenti che lasciano spazio all'ascolto, al silenzio, al sorriso. Direi che, in una parola, sul palco Giovanni funziona. La musica: i brani di No concept hanno un vantaggio che pochissima altra musica ha.

Se ti chiedi che genere sia... non puoi rispondere.

E' musica che non va "contro" le collocazioni, anzi sembra non andare contro nulla; semplicemente incorpora molto ma è altro da un genere. Giovanni ci ha avvicinato alla musica, stasera. Non in senso educativo, divulgativo; ci ha propriamente portati vicino alle sue note, ci ha fatto sentire emozioni attorno alle note, ne ha visualizzato le forme con le mani a suonarle, ha fatto della musica poesia.

Potrei certamente parlare dell'abilità pianistica di Giovanni, notevolissima, fluida, dal tocco incisivo, nitido e controllato. Potrei anche dire della struttura dei pezzi, semplice anche se non banale, affidata alla bravura esecutiva nel dar valore alle idee. Tutto questo è vero, ma è per molti versi -alcuni dei quali sicuramente poetici- secondario rispetto al fatto che, davvero, viaggiare con questa musica è semplice, anche se non puoi chiamarla né new age né classica, né ambient né neo-lunge... non puoi darle un nome, perché avrebbe comunque il nome del luogo in cui le emozioni hanno voluto portarti mentre ascoltavi.

Giovanni in questo modo realizza una magia rara: un concerto in cui è possibile non solo ascoltare buona musica ottimamente suonata, ma anche lasciare che le sensazioni e le immagini che abbiamo dentro prendano il passo della musica. Gli applausi scroscianti, i tre bis, lo sguardo emozionato e felice di Giovanni a fine concerto, il pubblico divertito dalle parole tra i brani... è stata una serata in cui tutto è andato... with the flow.

Alla fine, sul tavolo all'uscita Giovanni ha lasciato un quaderno per chi avesse voluto scrivere un'emozione, un commento, un saluto. L'hanno fatto praticamente tutti, passando poi proprio da lui, sulla porta, a salutarlo, farsi firmare il CD, stringergli la mano. Tutto questo non è a favore o contro il mercato musicale, non considera la musica come oggetto di marketing.

Giovanni Allevi è e per certi versi resterà un musicista che non coinvolge folle oceaniche, ma regala e sembra anche voler scambiare pensieri, sorrisi, sensazioni. Una concezione quasi arcaica dell'arte, quasi un ritorno al vivere l'arte come sogno, come viaggio interiore.

Che le note siano belle e ben suonate è fondamentale e Giovanni lo sa -come del resto noi che ascoltiamo-, ma tutto questo non è il traguardo del viaggio, bensì il mezzo attraverso il quale il vaggio ha luoghi, è una guida sonora da sfogliare mentre ci si emoziona non solo sulla bellezza di quel che si ascolta, ma anche -o talvolta soprattutto, chissà- vivendo da dentro e guardando da fuori i nostri mondi, la storia personale di ciascuno che arriva a quelle note costruita e solida fin lì, e con loro si fonde a restituirci immagini e direzioni nuove.

Ultimamente non ricordo altri suoni che mi abbiano dato questo.

Complimenti, Giovanni. Bellissimo concerto. Buona fortuna