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Beck live
Artista/Gruppo: Beck
  Live: Live al festival "Frequenze disturbate" di Urbino  
  Data: 07 Agosto 2003  
  Web site: ----------  
Recensore: Giordano Forcina

© Giordano Forcina per http://www.music-on-tnt.com

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Unica tappa italiana della turnè europea di Beck è in quel di Urbino per il festival “Frequenze Disturbate”. Essendo a un paio d’ore di auto dalla mia città non posso certo mancare; eppoi “Frequenze Disturbate” è uno dei festival qualitativamente migliori del panorama nostrano e la fortezza Albornoz è uno dei luoghi più godibili dai quali ascoltare musica mentre si è in piena estate. Il tempo di calpestare il prato e mi accorgo di come tutto sia curato e nulla lasciato al caso.

Sul palco ci sono già i “Giardini di Mirò” ai quali seguiranno gli “I Am Kloot”, attorno una sfilza di stand tra cui ricordo alcuni che vendono t-shirts, piccole etichette con i loro cd, naturalmente punti vendita di birra e negozi di cd che hanno smobilitato il negozio per trasferirsi all’aperto per una sera. Lo stand del “Mucchio Selvaggio” (partner della serata) è in alto affianco al palco con le magliette approntate apposta per questa calda estate. Ottima serata penso tra me e me anche perché il pubblico continua ad affluire e alla fine saremo davvero in tanti.

Come un calciatore prima di una gara importante anch’io nei giorni immediatamente precedenti al concerto ho cercato di trovare la concentrazione giusta e pensato a lungo a cosa avrebbe proposto Beck. E siccome lui è uno dei miei preferiti in assoluto c’era davvero poco da scherzare.
Il dilemma era: come poter far convivere l’ultimo “Sea Change” ai più turbolenti e ritmati lavori che hanno avuto il merito di aver consacrato Beck al grande pubblico? E se avesse proposto un set totalmente acustico saltando di netto il suo più recente passato? Qualcosa avrei comunque perso!

Come già ampiamente immaginato non c’è la sezione di fiati in questo tour, e le movenze e l’abbigliamento della band lasciando dedurre che stasera il sound sarà virato verso un suono rock con potenti innesti di elettronica. L’energia che si scatena fin dai primi pezzi è contagiosa, uno ad uno passano tutti i grandi successi dell'artiste di Los Angeles che dimostra di essere molto in forma altro che triste e malinconico come qualcuno pensava dopo l’uscita di “Sea Change”.

In seguito, e qui ho raggiunto l’estasi personale (!!), Beck prende in mano la sua chitarra acustica e propone molti brani dell’ultimo “Sea Change”; il pubblico reagisce alla grande conscio dell’alto valore artistico del disco. Non ho con me la scaletta dei brani, ma ricordo nitidamente ad un certo punto una “Lost Cause” cantata con gli occhi chiusi, poi fissi sul pavimento e i miei… quante lacrime hanno versato accompagnati da quelle note soltanto qualche mese fa.

Poi si torna all’ordinaria follia, da “Loser” a “Mixed Bizness” del bis che si chiude con una cover dei White Stripes e con i nostri eroi che dal palco ci deliziano di musica e improbe movenze agghindati con delle tute spaziali fluorescenti!!
Dopo questo concerto rimango sempre più dell’idea che è impossibile definire la musica di Beck. Sarebbe troppo generico dire che si tratti di musica pop “punto e a capo”. Beck è un’artista che sorpassa il connubio tra tradizione e modernità, sorpassa l’elettronica pur servendosene tanto, sorpassa la forma-canzone pur avendo un forte senso della melodia; è un artista, un genio capace di stupire canzone dopo canzone, album dopo album, concerto dopo concerto e di farsi amare sempre incondizionatamente!