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Artista/Gruppo: | Giorgio Canali |
| Titolo: | Concerto dal vivo | |
| Etichetta: | ----- | |
| Web site: | www.giorgiocanali.it | |
| Codice: | ----- | |
| Recensore: | Giuseppe Moro | |
| Pubb. il: | 13/02/2005 | |
| Copyright: | Giuseppe Moro per Music on Tnt |
| Sei in: Home > Live |
“Il sinistro fragore di 100.000 canzoni d’amore” canta in “100.000” e questa è anche la definizione del concerto di Giorgio Canali. Perché il nostro può cantare canzoni d’amore finchè vuole, o essere quasi un ispirato poeta, o diventare profondo o leggero, o ironico e d’umore nero che il risultato è sempre lo stesso: un sinistro, fascinoso fragore. Il chitarrista “altro” (“l’uno” era Massimo Zamboni) dei CSI e, oggi, dei PGR, produttore di Verdena, Noir Desir, Virginiana Miller oggi, proprio mentre scriviamo, sta curando la pre-produzione del quartetto cagliaritano (P) Neumatica, che ha già all’attivo un disco prodotto da Francois Regis Cambuzat e che è bene tenere d’occhio. E’ proprio la band isolana (Maurizio Rocca, Cino Angioni, Massimo Atzeni, Davide Ragazzo) l’opening act del concerto del rocker emiliano, organizzato dal boss di una di piccola e interessante etichetta discografica indipendente, la Desvelos Records (info www.desvelos.it). Suoni tesi e taglienti su un cantato in italiano, nelle orecchie la lezione lontana del nero anni ’80 passata attraverso le esperienze rumorose più recenti: l’aperitivo giusto per quanto stava per accadere sul palco. Accompagnato da Claude Saut che nonostante suoni un basso possente resta l’elemento gentile e bello del gruppo, dall’altra chitarra di Marco Greco e batteria di Luca Martelli. Giorgio Canali ci mette un secondo a far capire che intenzioni ha. I pezzi sono tratti dal recente “Giorgio Canali & Rossofuoco” (di cui potete osservare la copertina ndr), l’album del 2004 edito da La Tempesta/Venus, dal precedente “Rossofuoco” e da “Che fine ha fatto Lazlotòz?”. Passato definitivamente all’italiano nei testi (prima usava anche e principalmente il francese, sua lingua d’elezione, e nello scambio ci abbiamo guadagnato) Giorgio Canali sommerge di elettricità la platea: due chitarre affilate, una sezione ritmica pulsante e il cantato rabbioso, la spirale di suono del quartetto è da spezzare il fiato, difficile uscirne. E' il nuovo album la chiave di lettura del tutto, massimalista e prepotente com’è. Via il francese (troppo lezioso) e più di un passo lontano dalle scariche elettriche di scuola CSI. Se prima si lavorava in un’acciaieria ora Giorgio Canali sta in un cantiere a far brillare mine. Si concede giusto il gusto di introdurre “alla Jarabe de Palo” “1, 2, 3, 1000 Vietnam” un attimo prima che diventi un incandescente e liberatorio “y hasta siempre comandante” e non si ferma neppure per la farsa del bis (“A questo punto il concerto è finito, io vado di là, voi dite “ancora, ancora” e io torno sul palco: una stupidaggine” dice) ma tira dritto fino a spezzare tutte le corde della chitarra che ormai sanguinante sibila dagli amplificatori. Un concerto generoso e irruente, con alcune perle come “Precipito” e “No pasaran” che da sole, ma nei 10 brani c’è dell’ altro, valgono l’acquisto del disco dei Rossofuoco. Queste dal vivo, la dimensione in assoluto più congeniale alla band, diventano monumentali. Insomma, forse ci siamo capiti: se vi capita a tiro e amate il rock sanguigno e di costituzione robusta sapete cosa fare. |