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Dopo la breve performance
dei genovesi Boogamen, che apre la seconda serata del festival
con il loro grintoso Ska-core, musicalmente più chiassosi
che qualitativi, salgono sul palco del Goa Boa gli Slackers. Proprio
dove qualche mese fa è stato fatto esplodere un vecchio silos del
porto genovese, la band statunitense da luogo ad un intenso e movimentato
spettacolo. La nera voce del volcalist Qmaxx, 4 fiati, un originale uso
di un Hammond organ old style, suonato da un elegantissimo Glen in tuba
e frack, sono gli ingredienti necessari per un vero e proprio revival
ska-show. I brani proposti dal gruppo sono sapienti estratti dei cinque
lavori rocksteady targati Hellcat, la stessa casa madre di bands di primo
livello nella scena ska-punk, come ad esempio Rancid e Real Big Fish.
Durante lo show molti sono
stati gli omaggi del gruppo alla musica di artisti come Bon Jovi e Skatelaites,
che hanno reso tutto più divertente. Il momento più toccante
di tutta la serata, però avviene quando Qmaxx, alzando lo sguardo
verso il cielo e indicando quella soffice nuvola nell'azzurro, sopra Ponte
Parodi, dedica un brano del suo repertorio aLeo, matita del Goa Boa, che
da lassù probabilmente sta seguendo insieme a noi questo quinto
festival genovese.
I King Prawn sono la terza band ad esibirsi in questo secondo giorno.
I cinque ragazzi anglo-pakistani si dimostrano ottimi musicisti. Per una
volta risulta essere arduo trovare una definizione adeguata per riuscire
ad etichettare il genere musicale proposto dalla band. Siamo di fronte
ad un mix di ska, hip pop, rocksteady, punk. Sonorità alla Rage
Against the Machine, Cipress hill e Sx-10. Un insieme di suoni che riesce
a catturare l'attenzione di un pubblico in attesa dei più conosciuti
Punkreas. Un cocktail sonoro che ha in breve tempo conquistato la Londra
musicale, che ha accolto il loro "Got the thrst" con grande
entusiasmo, proposto in parte con un live genovese in coerente continuità
con la serata dedicata ai ritmi in levare.
Il clou della giornata inizia con gli ormai "famosi" Punkreas
che, con "Pelle", album uscito nell'anno 2000, sono riusciti
a raggiungere un bacino d'utenza ben più vasto rispetto agli esordi,
grazie anche ad un sostanziale addolcimento musicale. L'ultima creatura
arrivata in casa Punkreas si chiama "Falso", proposto quasi
integralmente durante la performance on stage. Ancora una volta lo ska
più puro e il punk più grintoso convivono all'interno non
solo dei dischi, ma anche durante un ben equilibrato concerto. Purtroppo
nel gruppo esiste ancora una buona dose di retorica e spesso si ricade
in un'imbarazzante qualunquismo no-globalista. I ritmi ska di "Ultima
notte", "Zingari" e "Aca toro" si intrecciano
alle punkeggianti "Voglio armarmi" e "La canzone del bosco".
Anche per questa seconda serata non mancano affascinanti duetti.
Pulpul degli Ska-pe parte dei Meganoidi partecipano a particolari collaborazioni
con il gruppo ska-punk più attivo sulla scena italiana.
Alle22.30 circa dall'Extremadura arrivano gli attesissimi Ska-p
(si pronuncia escapè), capaci di dar luogo ad uno show fantasioso
e ricco di soluzioni grottesche, finalizzate alla teatralizzazione delle
loro canzoni. Sirene spiegate anticipano la seconda voce della band che
indossa un costume da poliziotto G8esco per "Casualidad", vestito
da dead man wolking per "Welcome to hell", sono due dei tanti
esempi delle strampalate idee proposte dagli iberici. Tra gli interventi
più espliciti sono da annoverare il deretano di PulPul mostrato
al Rey de Espana, ma soprattutto l'arrivo on stage di un agonizzante papa
Wojtila fornito di ali ed occhi da mosca , il quale brandendo un grosso
fallo consiglia una vita casta ad ogni spettatore.
Dopo "Planeta Eskoria" dedicata alla memoria di Carlo Giuliani,
arrivano i pezzi più conosciuti: "El vals de obrero",
cantata a squarciagola da tutti i 12 paganti, e l'antiproibizionista "
Cannabis", che chiude un tiratissimo live.
Il gran finale è invece dedicato ai ritmi soft- rocksteady, degli
ibridi Bluebeaters. La band nata quasi per gioco da alcuni componenti
dei Casino Royale e Africa Unite si presentano con il loro leader Giuliano
"The king" Palma, più in forma che mai. In elegantissima
tenuta, dietro scuri occhiali da sole, Giuliano propone pochi brani del
suo album da solista, dedicandosi alle liriche del gruppo. "It' wondeful
life" e "How many times" sono scandite dalle immagini di
una telecamera digitale che riprende a tratti le festanti mani dei fans,
accorsi nel vecchio porto, e mentre Bunna si da il cambio con Mr. Palma,
gli ondeggiamenti ritmici del pubblico fanno da contorno alla versione
raggae di "Che cosa c'è" di Gino Paoli che ha voluto
collaborare per il rifacimento della sua famosa canzone.
All'una passata il concerto
volge al termine e facce stanche si riversano per le strade dei vicoli,
dove molti aspettano fiduciosi il passaggio di un autobus.
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