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Festival: Goa Boa Genova terza serata.
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Recensore: Loris Gualdi

© Loris Gualdi per http://www.music-on-tnt.com

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Dopo la breve performance dei genovesi Boogamen, che apre la seconda serata del festival con il loro grintoso Ska-core, musicalmente più chiassosi che qualitativi, salgono sul palco del Goa Boa gli Slackers. Proprio dove qualche mese fa è stato fatto esplodere un vecchio silos del porto genovese, la band statunitense da luogo ad un intenso e movimentato spettacolo. La nera voce del volcalist Qmaxx, 4 fiati, un originale uso di un Hammond organ old style, suonato da un elegantissimo Glen in tuba e frack, sono gli ingredienti necessari per un vero e proprio revival ska-show. I brani proposti dal gruppo sono sapienti estratti dei cinque lavori rocksteady targati Hellcat, la stessa casa madre di bands di primo livello nella scena ska-punk, come ad esempio Rancid e Real Big Fish.

Durante lo show molti sono stati gli omaggi del gruppo alla musica di artisti come Bon Jovi e Skatelaites, che hanno reso tutto più divertente. Il momento più toccante di tutta la serata, però avviene quando Qmaxx, alzando lo sguardo verso il cielo e indicando quella soffice nuvola nell'azzurro, sopra Ponte Parodi, dedica un brano del suo repertorio aLeo, matita del Goa Boa, che da lassù probabilmente sta seguendo insieme a noi questo quinto festival genovese.
I King Prawn sono la terza band ad esibirsi in questo secondo giorno. I cinque ragazzi anglo-pakistani si dimostrano ottimi musicisti. Per una volta risulta essere arduo trovare una definizione adeguata per riuscire ad etichettare il genere musicale proposto dalla band. Siamo di fronte ad un mix di ska, hip pop, rocksteady, punk. Sonorità alla Rage Against the Machine, Cipress hill e Sx-10. Un insieme di suoni che riesce a catturare l'attenzione di un pubblico in attesa dei più conosciuti Punkreas. Un cocktail sonoro che ha in breve tempo conquistato la Londra musicale, che ha accolto il loro "Got the thrst" con grande entusiasmo, proposto in parte con un live genovese in coerente continuità con la serata dedicata ai ritmi in levare.


Il clou della giornata inizia con gli ormai "famosi" Punkreas che, con "Pelle", album uscito nell'anno 2000, sono riusciti a raggiungere un bacino d'utenza ben più vasto rispetto agli esordi, grazie anche ad un sostanziale addolcimento musicale. L'ultima creatura arrivata in casa Punkreas si chiama "Falso", proposto quasi integralmente durante la performance on stage. Ancora una volta lo ska più puro e il punk più grintoso convivono all'interno non solo dei dischi, ma anche durante un ben equilibrato concerto. Purtroppo nel gruppo esiste ancora una buona dose di retorica e spesso si ricade in un'imbarazzante qualunquismo no-globalista. I ritmi ska di "Ultima notte", "Zingari" e "Aca toro" si intrecciano alle punkeggianti "Voglio armarmi" e "La canzone del bosco".


Anche per questa seconda serata non mancano affascinanti duetti. Pulpul degli Ska-pe parte dei Meganoidi partecipano a particolari collaborazioni con il gruppo ska-punk più attivo sulla scena italiana.


Alle22.30 circa dall'Extremadura arrivano gli attesissimi Ska-p (si pronuncia escapè), capaci di dar luogo ad uno show fantasioso e ricco di soluzioni grottesche, finalizzate alla teatralizzazione delle loro canzoni. Sirene spiegate anticipano la seconda voce della band che indossa un costume da poliziotto G8esco per "Casualidad", vestito da dead man wolking per "Welcome to hell", sono due dei tanti esempi delle strampalate idee proposte dagli iberici. Tra gli interventi più espliciti sono da annoverare il deretano di PulPul mostrato al Rey de Espana, ma soprattutto l'arrivo on stage di un agonizzante papa Wojtila fornito di ali ed occhi da mosca , il quale brandendo un grosso fallo consiglia una vita casta ad ogni spettatore.
Dopo "Planeta Eskoria" dedicata alla memoria di Carlo Giuliani, arrivano i pezzi più conosciuti: "El vals de obrero", cantata a squarciagola da tutti i 12 paganti, e l'antiproibizionista " Cannabis", che chiude un tiratissimo live.


Il gran finale è invece dedicato ai ritmi soft- rocksteady, degli ibridi Bluebeaters. La band nata quasi per gioco da alcuni componenti dei Casino Royale e Africa Unite si presentano con il loro leader Giuliano "The king" Palma, più in forma che mai. In elegantissima tenuta, dietro scuri occhiali da sole, Giuliano propone pochi brani del suo album da solista, dedicandosi alle liriche del gruppo. "It' wondeful life" e "How many times" sono scandite dalle immagini di una telecamera digitale che riprende a tratti le festanti mani dei fans, accorsi nel vecchio porto, e mentre Bunna si da il cambio con Mr. Palma, gli ondeggiamenti ritmici del pubblico fanno da contorno alla versione raggae di "Che cosa c'è" di Gino Paoli che ha voluto collaborare per il rifacimento della sua famosa canzone.

All'una passata il concerto volge al termine e facce stanche si riversano per le strade dei vicoli, dove molti aspettano fiduciosi il passaggio di un autobus.