![]() |
|
|
![]() |
Artista/Gruppo: | Iggy Pop |
| Titolo: | Concerto | |
| Etichetta: | --------------- | |
| Web site: | www.iggypop.com | |
| Codice: | -------------- | |
| Recensore: | Giuseppe Moro | |
| Pubb. il: | 24/02/2004 | |
| Copyright: | Giuseppe Moro per www.music-on-tnt.com |
| Sei in: Home > Live |
Il ritardo arriva puntuale. Dopo la dietrologia è lo sport nazionale più amato e popolare: la scaricabarilegia. Erano mesi che si aspettava e si sapeva della data unica italiana di Iggy in terra isolana ma l’ultima delle autorizzazioni è arrivata a un pelo dall’inizio dello show. Paradossalmente puntuale nel ritardo. Piccola cronaca su misere cose. Tolgono poco o niente allo show di James Jewel Osterberg, lungocrinito come ai tempi degli Stooges, jeans Levi’s e torace in primo piano, che è apparso in ottima forma ad onta delle primavere vissute pericolosamente che tutti sappiamo. Aggiornato persino. Nel senso che le canzoni del nuovo album Beat’em up (non più così nuovo, visto che è dell’anno scorso) sono poste lì in apertura e suonano con un timbro nu metal persino accentuato rispetto alla versione su disco. Le pesantezze crossover, saranno anche indice di modernità, ma sono diventate prescindibili altrove figuriamoci in un concerto di Iggy Pop. D’altra parte perdonammo certe leziosità bowiane e patinature ai tempi di “Blah blah blah” quindi si passino anche “Mask”, “Drink new blood” e la title track dall’incedere cupo. Tra l’una e l’altra ogni tanto ecco un cameo, indifferentemente l’urlo I’m bored o la glamorousissima “The Passenger”. Però a dirla tutta il concerto ha assunto un altro senso quando, lanciata l’asta del microfono in mezzo alla gente, il rocker di Ann Arbor ha fatto la sua dichiarazione di intenti (“Fottetevi. Ora lo show è proprio finito figli di puttana…ora comincia la musica”) ed è partito con la sfilza dei brani più amati, e belli, di sempre quasi fossero un’unica lunga scossa. Qualche titolo? Raw Power, Sixteen , Tv Eye, No fun. Inutile dire che la dimensione live è quella prediletta da Iggy Pop e anche quella dove rende al meglio, oggi come ieri. La band lo segue compatta, con la sezione ritmica a pestar sodo e il chitarrista Whitey Kirst a infilare riff uno via l’altro, fino a quando la sua Gibson Flying V non viene appesa ad un amplificatore a produrre il feedback che chiude “No fun” e concerto. Uno show nervoso, muscolare, elettrico come, e anche più, ci si aspetta dal rocker di Ann Arbor. Anche se ha 55 anni suonati. Buon vecchio Iggy. E’ ancora “Nude and rude”. E’ ancora buon vecchio rock’n’roll. Minimo, privo di sovrastrutture, veloce e urgente. Se le paure degli abitanti del quartiere non avessero, con insistenti chiamate ai tutori del benessere pubblico, posto dei limiti d’orario la festa sarebbe andata anche meglio. Ma anche questo forse fa parte dei clichés del rock. Però quando è partita “No fun” in quei condomini qualcuno si è messo a torso nudo. Non solo per il gran caldo. C’è da scommetterci. |