Manifestazione: Mantova music festival
Titolo: AAVV
Etichetta: UPR
Web site: ---
Codice: upr0164402
Recensore: Loris Gualdi
Pubb. il: 01/08/2005
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Da qualche anno il festival di Sanremo dimostra stanchezza atavica e un’organizzazione sommaria nel proporre palinsesti desueti e mal confezionati…da qualche tempo il Festival musicale di Mantova sta crescendo nel tentativo di inseguire e portarecon se i grandi nomi della scena italiana, affiancandoli a un tessuto alternativo ed underground spesso trascurate dalla stampa e dallo showbiz. Insieme alla kermesse, esce, come ormai è tradizione, il cd dell’edizione 2005, che come lo scorso anno propone per un prezzo abbordabile, ben tre cd contenenti 45 pezzi che a differenza del festival ligure, non parlano forzatamente d’amore e non raccontano l’easy pop, ma tendono a svilupparsi su armonizzazioni che spaziano dal sapore etnico dei Riserva Moac “Ungaretti”, al cantautorato delicato di Max Manfredi “Fado del dilettante”, passando attraverso il modern swing mescolato al mambo di Roy Paci “Superraggaesteromambo”, lo ska dei Vallanzaska “Cime” e la follia nobile di Elio e le storie tese con “Milza”. Un triplo disco che nasconde blasonati ed imperdibili duetti, come la bella e ispirata “Parigi con le gambe aperte” cantata dal inedito duo Gino Paoli e Ricky Gianco, oppure il racconto di “Sette fratelli” di Marco Paolini e i Mercanti di Liquore. Tra i brani migliori del triplo cd emerge la stupenda e sognante “Estrellita” magistralmente interpretata da Eugenio Finardi, il techno folkettante dei Tetes de bois, con la loro track intricata ed ironica “Io sono allegro”, e la apolide “Centro del mundo” dei Radiodervish, costruita attorno a diverse tipologie di idiomi.

In definitiva, questo elegante triplo cd rappresenta una sorta di compendio delle cinque serate volute dal comitato promotore, seguite da ben 35000 spettatori che hanno potuto partecipare alla seconda edizione del Mantova Festival, che ancora una volta si mostra attento, non solo ad eventi culturali di diversa natura, ma anche a porre in risalto un viaggio trasversale nella musica italiana senza manie di grandezza ne snobbismo controproducente.

Siamo come avete capito, di fronte a qualcosa che difficilmente potremmo vedere al cosiddetto festival della canzone italiana, a causa di obsolete concezioni che fanno pian piano morire la musica, fossilizzandola all’interno di un unico filone che soffocherà se stesso. Se volete alzare la testa e come i calciatori abili portar palla e sollevare lo sguardo per capire il gioco, allora cercate questo prodotto che probabilmente vi farà conoscere qualcosa di buono che altrimenti lascereste nel vostro oblio.