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Artista/Gruppo: | Ben Harper e The Cure |
| Evento: | Neapolis Rock Festival 2004 | |
| Press agency: | www.danielemignardi.it | |
| Web site: | www.neapolis.it | |
| Codice: | ----------------- | |
| Recensore: | Alfonso Pone | |
| Pubb. il: | 24/06/2004 | |
| Copyright: | Alfonso Pone per www.music-on-tnt.com |
| Sei in: Home > Live |
Rieccoci a parlare del Neapolis Rock Festival. Puntuale come l'estate, anche quest'anno ha avuto inizio questa kermesse musicale che, via via, si stà guadagnando di diritto l'appellativo di festival del Rock più importande del sud europa. Anche quest'anno Music on Tnt ha, grazie alla Daniele Mignardi Promopressagency potuto assistere alle prime due serate della manifestazione, quella che vedeva Ben Harper e i Cure rispettivamente all'arena Flegra e all'ex Italsider di Bagnoli. In particolare, Il concerto dei Cure ha segnato il definitivo abbandono dell'area che ha visto nascere questa manifestazione (l'ex Italsider), preferendo a quella location l'arena Flegrea, questo abbandono ha, se vogliamo, reso ancora più dark il suono del concerto dei Cure. Smith e la sua band hanno sfoderato una prestazione di prim'ordine davanti a circa 12.000 spettatori in visibilio. Durante il concerto i Cure hanno altrenato momenti in cui il passato glorioso del gruppo si contrapponeva al suo presente (il nuovo album). Il tutto proposto dal gruppo im modo sempre convincente e sentito. Smith non si è risparmiato e ha dato il meglio di sè, con la voglia di far musica che ultimamente ha dichiarato di avere più che mai. Al vostro recensore di fiducia comunque sono piaciuti più i Cure del primo periodo. Ho apprezzato in pratica le canzoni dei loro album migliori e non sono risucito a digerire fino in fondo le nuove canzoni, forse sarà stato perche non le conosco ancora bene. Nulla di che, nel senso che il sound è quello di sempre, ma evidentemente sono cambiate le persone (Smith), e si sente. Vedremo a breve come il pubblico accoglierà questo nuovo album, a giudicare dall'entusiasmo dei fan benissimo.. Dei due live a cui ho assistito quello che maggiormente ha solleticato le mie orecchie è stato Ben Harper. Il suo concerto è stato una piccola perla di eleganza e di varietà. Harper è riuscito ad amalgamare in due ore di concerto generi musicali quali il gospel, il reggae e il rock che difficilmete vanno a braccetto. Il concerto lo definirei minimale, nel senso che si è affidato solo ed esclusivamente alla musica senza alcun tipo di artificio scenico. Il gruppo era lì e Harper in mezzo a loro ha solo suonato, senza far scena, senza concessioni alla spettacolarizzazione dell'evento. Godibilissimo e bravissimo quando ha suonato la chitarra tenendola poggiata parallelamente alle gambe ricordando, almeno a me, Jeff Healey. Ha dimostrato di essere un bravissimo chitarrista, suonando in modo davvero encomiabile. Ho apprezzatto il suo concerto dall'inizio alla fine. Rimanendo piacevolmente trasportato dalla musica, una volta in Giamaica, un'altra nel profondo sud degli Stati Uniti e un'altra a Menphis patria di Elvis. La musica di Harper denota la voglia dell'artista di esplorare sia le sue origini musicali che le sue attitudini spaziando in questi tre generi che, a turno, hanno segnato anche la carriera dell'artista. Concludo qui con questa prima parte del resoconto del Neapolis Rock Festival 2004, aspettando di poter assistere al clou della manifestazione con Air, Peter Gabriel, David Byrne e Vasco Rossi. A presto. |