Negroamaro Manifestazione: Festival dell' Unità Genova
Titolo: Negramaro Live
Organizzazione: www.grandieventi.it
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Recensore: Loris Gualdi
Pubb. il: 25/09/2005
Copyright: Loris Gualdi per www.music-on-tnt.com

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Purtroppo esiste ancora oggi, un' aurea di vacuità all’interno di particolari circuiti televisivi, che insistono nel propinare obsolete sonorità, spacciandole per quella che vogliono chiamare la vera musica italiana(!!!); ed ecco che a vincere i festival sono i Renga, alla ricerca della verve timoriana ormai scivolata nell’oblio, e i Nek  portati sugli scudi dei vincitori, attraverso un bislacco sistema di votazione, assolutamente poco significativo e sensibilmente pilotato dalle grandi case di distribuzione.

Al contrario, coloro che cercano di vivacizzare i testi e tentano di non alimentare il processo di sfioritura musicale, finiscono per risultare perdenti.

Come accadde in passato a Vasco e Zucchero, anche i Negramaro escono da Sanremo  a testa alta, nonostante il risultato finale. Infatti proprio contro l’inettitudine che li ha colpiti, per tutta l’estate 2005 il gruppo leccese ha girato con successo l’Italia, portando con se le belle sonorità del disco di platino “Mentre tutto scorre”, nato anche grazie all’abilità della Sugar di Caterina Caselli e alla produzione di Corrado Rustici.

Un palco buio, un piccolo schermo circolare e un pianoforte illuminato dalla fioca luce di un abajour, introducono in maniera soft le sonorità di “Nella mia stanza”, che mostra una delle poliedriche facce dei Negramaro, capaci di mescolare, senza soluzione i continuità, l’arte cantautoriale alla Capossela (“Ogni mio istante”), con il brit pop più energico di “Es-senza” estratto dal precedente album “000577”. Il pubblico, piuttosto numeroso, da segno di gradire gli ardui, e non sempre perfetti, vocalismi alla Bellamy, eseguiti durate “Solo” e “Mentre tutto scorre”, interamente cantata dal pubblico.

Il concerto continua caratterizzato da una sapiente alternanza di brani, che ha il fine di alimentare un forte contrasto tra sensazione opposte, ed è così che si passa dalla disperata pacatezza di “Solo tre minuti”, all’allegra spensieratezza infantile di “I miei robot”, brano in cui emerge la rabbia vocale di Giuliano, sempre genuina e schietta.

 Mentre una microcamera gioca con le immagini in presa diretta, scorrono via la dolce “In ogni istante” e la rockeggiante “Nuvole e lenzuola”, anticipando il clou del concerto, che trova il suo apice, prima con la rivisitazione del “L’immensità” di Don Backy, portata agli antichi fasti da Dorelli, e in seconda battuta con la colonna sonora della stagione calda appena conclusasi “Estate”, lauda di un amore effimero come la nostra vita,  vittima del tempo che corre.La performance dei giovani di Copertino regala ancora un lisergico brano dei Doors “Indian summer”, “Zanzare” e un bis del panta rei voluto anche da Dall’Atri come track portante del suo film.

Ascoltando la conclusione del concerto, sarebbe curioso capire i come e i perché di ciò che talvolta avviene nel mondo della musica, ma a volte non esistono risposte, e forse in questo caso non servono neppure, visto che con i Negramaro abbiamo solo certezze.