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| Manifestazione: | Nomadi | |
| Titolo: | Live in Masone (Genova) 30 luglio 2006 | |
| Organizzazione: | ||
| Web site: | www.nomadi.it | |
| Codice: | ---- | |
| Recensore: | Loris Gualdi | |
| Pubb. il: | 24/09/2006 | |
| Copyright: | Loris Gualdi per www.music-on-tnt.com |
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Sono trascorsi ormai quasi tre lustri, da quando il compianto Augusto Daolio ci ha lasciati orfani della sua indimenticabile voce. Il tempo qui a Masone però, sembra essersi fermato. Nascosta tra le verdi colline, questo piccolo paese dell'entroterra genovese, cela la genuinità e i ritmi della vera campagna, similmente a quella immortalata da Bertolucci di “Novecento”. Nel cuore di questo verde respiro, tornano ancora una volta i Nomadi, proprio come in quell'estate del 1992. Il pubblico di allora sembra essere tornato al completo, forse per cercare di dare un affettuoso saluto ad una band che Masone ha sempre accolto a braccia aperte. Sono le 22:00 circa quando, dopo un breve intervento di Don Mazzi e una piacevole session di Marzia Vattai, iniziano a volare le note del Pianoforte di “Mastro” Beppe Carletti. Cominciano le danze, che per tradizione conducono l'ascoltatore in un viaggio che alterna musica e dialogo diretto con i fans che, anche in questa occasione, non mancano di far pervenire sul palco disegni, messaggi, dediche, striscioni, e cadeaux per il festeggiatissimo Cico. L'intro del live è caratterizzato dall'ormai abusata “Seven Nation Army” dei White Stripes, meglio conosciuta ai più con l'improvvisato titolo calcistico” Popopopopopo”. Fortunatamente il momento, che sa un poco di trash, svanisce in poco meno di un minuto, per lasciare lo spazio a “Sangue al cuore” e“Con me o contro di me”, la cui cover art campeggia ai lati del palco. Il converto prosegue a gran ritmo con “ L'aviatore”, “Trovare Dio” per giungere alla convincente “Ultima Salita”, da cui si passa da una sentita dedica a Marco Pantani ad una per Gianluca Pessotto. Guardandosi attorno, facendosi trasportare dalle note, è facile rendersi conto che il concerto dei Nomadi è uno show unico, sia per lo straordinario rapporto che la band ha con il proprio pubblico, sia per il fatto che le kermesse musicali di Carletti e soci, sono le uniche nel panorama musicale italiano, in cui si possono vedere fans di ogni età, dal bimbo di pochi mesi in passeggino, agli over 90, tutti cullati da note senza tempo come dimostrano “Crescerai” e la sempre attuale “Contro”. L'ultima parte dello spettacolo è per lo più dominata dal glorioso passato dei Nomadi. Scorrono veloci le dolci note di “Suoni”, le gucciniane “Primavera di Praga”, “Il pilota di Hiroshima”, le immancabili “Canzone per un'amica”, “Dio è morto” e mentre la serata si avvia verso la conclusione, dopo “Un pugno di sabbia” si arriva all'attesissima “Io vagabondo”. I suoni della track fungono da sfondo alla lunga lettura dei messaggi arrivati sul palco. Cosi dopo più di tre ore di spettacolo, la gente sciama lasciandosi alle spalle la bella piazza Castello, inebriata dal “Tedeum” che da tradizione segna la chiusura di un concerto, che per i masonesi non sarà mai un evento qualsiasi, come testimonia uno dei molti striscioni: ”bentornati Nomadi! Questo paese è la vostra casa, questa piazza la vostra famiglia”. |