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Spesso
a Genova ci si lamenta di come le proposte musicali d’elite non
trovino né spazio né pubblico. Almeno per una volta, questo
luogo comune sembra essere stato superato, grazie al rinnovato locale
FITZCARRALDO, locato a pochi passi dalla centralissima AREA PORTO ANTICO.
Ultimamente infatti, il locale offre buona musica al prezzo incredibile
di 3 euro, proponendo live di qualità come quello dei non troppo
conosciuti ORSO e dalla guest band ONE BY ONE.
Il giovanissimo gruppo supporter,
proveniente da Alessandria ha proposto una serie di canzoni strumentali,
molto vicine al mondo alternative. Due chitarre e un tamburo che offrono
metodiche melodie alla Mogwai, miste a rumorismo alla Einsturzende. Canzoni
strumentali capaci, nella loro pretenziosità, di sfruttare la stessa
voce in funzione del suono. Una tipologia musicale poco diretta è
sicuramente tutt’altro che easy listening, apprezzabile come un
quadro bianco in una galleria d’arte.
Il vero show sembra iniziare però solo mezz’ora più
tardi con l’arrivo di Phil Spirito, anima degli Orso.
La band americana si presenta ai fans italiani con una formazione inusuale
per chi non conosce il mondo dell’alternative country: Mr. Spirito
al banjo, Julie Liu alla viola, Gillian Lisèe alla chitarra elettrica
e Brian Deck al contrabbasso.
Il gruppo ha alle spalle la pubblicazione di un paio di dischi, volute
da una delle migliori etichette del genere: Perishable Records, che sembra
avere un discreto seguito di pubblico anche in Italia. Difatti Phil e
soci sembrano innamorati del nostro paese della nostra cucina e del nostro
vino, tanto è vero che uno dei migliori pezzi degli Orso sembra
proprio ispirato alle colline piemontesi.
La sonorità della band è certamente qualcosa di insolito,
i brani scritti da Spirito, si avvicinano talvolta alla musica proposta
da Phil Glass, per la loro capacità di superare e combattere la
banalità che spesso la musica ci propina. Un suono strategicamente
armonico ed eclettico, molto difficile da etichettare. Arduo infatti,
classificare la produzione degli Orso capaci di osare, forse più
del dovuto, rischiando a tratti di rimanere troppo simili a se stessi.
Siamo di fronte ad un gruppo di preparatissimi musicisti che regalano
una mixture di generi amalgamati a dovere. Ritroviamo nella loro musica
una serie di influenze pop, country, tradicional, ma soprattutto jazz,
che fanno degli Orso una band eccentrica e ancora potenzialmente inespressa.
Il live, purtroppo rimane un poco sotto tono nella sua seconda parte,
anche se si percepisce come gli Orso amino e vivano la propria musica;
sentimento che traspare dalle note, dal cantato, dal proporsi al pubblico.
E cosa importa se talvolta il sax di Lisèe risulta disomogeneo
con il resto della composizione, l’importante è poter assistere
a concerti di questo genere, capaci di far scoprire nuove ed insolite
tendenze sonore ad un prezzo irrisorio.
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