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Gruppo: | Pearl Jam |
| Titolo: | Live in Verona 16/09/2006 | |
| Organizzazione: | ---- | |
| Web site: | ---- | |
| Codice: | ---- | |
| Recensore: | Loris Gualdi | |
| Pubb. il: | 08/10/2006 | |
| Copyright: | Loris Gualdi per www.music-on-tnt.com |
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| La colpa di dover (o poter) leggere i miei articoli su Music-on tnt, si deve in parte addebitare a Eddie Vedder e ai suoi Pearl Jam. Infatti l'istintiva e mai sopita voglia di raccontare la musica è definitivamente maturata quando, nel giugno del 2000, mi sono ritrovato di fronte ad un indimenticabile live della band di Seattle. La necessità di serbar memoria e far ricordare quei momenti, mi ha spinto a tatuare con lemmi quelle sensazioni, che solo le parole cercano di rendere immortali.
Dopo 6 anni, la mia strada musicale incrocia nuovamente la “ marmellata di Pearl ”, questa volta nella fatal Verona. L'incantevole città veneta, rimane da sempre meta prediletta di Vedder, e solo chi ha avuto la fortuna di assistere ad un concerto all'interno dell'Arena, può capire la magia che quelle antiche mura riescono a regalare. Il cielo su Verona piange pioggia da molte ore, mentre tra i ragazzi che aspettano l'apertura dei cancelli, gira la timorosa voce di un possibile annullamento della data. I presupposti peraltro ci sono tutti, visto il nubifragio che si è abbattuto sulla città per tutto il pomeriggio. Fortunatamente la perfetta organizzazione scongiura il peggio. Alle 20 circa, i gradoni dell 'arena sono già stracolmi: ombrelli, cerate e k-way rendono ancor più colorato il colpo d' occhio. Lo scroscio batte forte e i meno organizzati sono costretti all 'acquisto di impermeabili di fortuna, venduti dagli scrupolosi inservienti, mentre c'è chi decide di strinarsi con l' acqua piovana, innervosito dalla presenza di troppi ombrelli. Ma davvero poco importa, quando si parla dei Pearl Jam. L' affetto e l' amore viscerale che il pubblico italiano tributa alla band è senza limiti, e i sold out di questo nuovo tour evidenziano ancor di più come questi sei anni di assenza siano stati lunghi, troppo lunghi, ma come dice Eddie durante lo spettacolo, in stentato ma volitivo italiano “…è come se questi anni, questi 6 anni nel mezzo, non ci fossero mai stati, è come un tornare a casa, la seconda casa dei Pearl Jam ”. Il concerto inizia con puntualita nell' ovazione totale dell' arena, gremita di gente proveniente da ogni dove. Le bandiere della Finlandia, Catalogna, Repubblica Ceca e Svezia, si sostituiscono gradatamente ai paracqua. Le mani vibrano e i primi brividi nella schiena accompagnano l'overture di “Oceans”, grintosa lirica estratta dall 'album d' esordio. Dopo il cipiglio di “World wide suicide”, che scalda immediatamente gli animi dei presenti, Vedder, ispirato dal buon vino, inizia un divertente e divertito dialogo con il pubblico. Si passa da “Even flow” a “Gone” senza soluzione di continuità, e come in un climax, si arriva all 'apice con “Do the evolution”, urlata dalla voce perfetta del front-man, che dimostra sempre più, una pressoché perfetta capacità di esecuzione. La catarsi lascia spazio ai sentimenti di amicizia che hanno sempre legato Eddie all' amico Joy Ramone, al quale è dedicata la bella cover “I believe in miracle” e la deliziosa “Come back”. Si cambia registro e senza nessun preavviso la band si volta indietro a guardare il proprio passato con “Elderly woman behind a curtain in a small town”, in cui Gossard emana raggianti dosi di saggezza musicale, e “daughter” durante la quale Ament e Vedder conquistano le ali del palco iniziando a correre verso i gradoni più alti. I fans stupiti, si divertono nell 'osservare Eddie gettarsi in una pozzanghera d' acqua stagnante, proprio di fronte all 'impianto, mentre Mc Ready da il via a “Rock and roll in a free world” che sei anni or sono concluse il live in Verona. Il concerto si avvia verso la conclusione, si percepisce che ormai non c'è più posto per “Off he goes” e “Black”, che in molti attendono, ma quando tutto sembra finito, ecco l'ultimo regalo di un lungo concerto: “Yellow ledbetter”, che rende insuperabile una serata così fatata. |