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Neapolis Rock festival  2003 accredito per il concerto dei Rem
Artista/Gruppo: REM
  Evento: Neapolis Rock Festival 2003  
  Etichetta: --------------  
  Web site: www.neapolis.it  
Recensore: Alfonso Pone

© Alfonso Pone per http://www.music-on-tnt.com

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Splendida serata ieri nell’area dell’ex Italsider di Napoli in compagnia dei REM. Serata piacevolissima in una cornice che un tempo rappresentava il polo industriale metallurgico più importante del mezzogiorno. Come guardiani di un tempo passato c’erano le torri e le gru che sembravano voler proteggere i festanti fan dei REM, giunti anche dall’estero che ieri si sono riuniti in religiosa attesa di quello che si è rivelato un bellissimo appuntamento musicale.

La serata in realtà è iniziata molto prima del concerto dei REM visto che si sono esibiti molti gruppi di supporto. Tra questi mi hanno impressionato molto gli Sparklehorse, un gruppetto agguerrito e decisamente convincente. Ascoltateli con attenzione che ne vale la pena. La loro musica è abbastanza dura, stile Limp Bizkit per intenderci ma con qualcosa in più secondo me.

Ma torniamo agli ar-ei-em, hanno cantato ben 23 canzoni regalando circa due ore di musica senza sosta. Tra queste spiccano due nuovi brani che saranno inseriti nel nuovo album che, si dice, verrà pubblicato tra ottobre e dicembre. Le canzono nuove sono Animal e Bad day. Cosa dire a proposito? Che mi sono subito apparse poco melodiche, con un sound molto energico, ad onor del vero non mi hanno folgorato ma è da mettere in conto che erano inediti e che proprio per questo, vanno riascoltati con cura e con calma in altra sede.

La scaletta del concerto, è stata pensata in modo da accompagnare il pubblico attraverso un percorso che comprendeva sia pezzi storici che pezzi tratti dall’ultimo album, in un percorso lungo 13 anni, praticamente dagli inizi fino ai giorni nostri.

Inutile dire che il pubblico si è acceso sulle note di canzoni bellissime quali Drive, Losing my religion e Everybody Hurts. Canzoni che sono un po’ il manifesto del gruppo, quelle che se tutti conoscono, apprezzano e cantano a squarciagola. Gli album prodotti in questi 13 anni ci sono tutti, da Lifes rich peagent a Reveal indicando una continuità con il passato che non sempre si riscontra con artisti così famosi. I REM ritengono fondamentali i loro primi anni di carriera e ne vanno evidentemente fieri dato che sono la parte più importante della serata. I nuovi lavori fanno capolino con Reno e Imitation of life dall’album Reveal oltre che dalle due canzoni inedite.

Come sono i REM sul palco? Questa è una domanda che mi sono sempre fatto, è importante infatti ascoltare dal vivo un artista per poter valutare in ambito non controllato voce, presenza scenica e carisma. I REM reggono il palco alla perfezione, senza sbavature e con la dovuta autorevolezza. L’unica vera differenza la fa la voce di Stipe, è sempre lei intendiamoci, solo più roca, meno dolce, si vede che lo sforzo di cantare dal vivo si fa sentire.

Deludente oltre ogni aspettativa è stato il tanto invocato duetto con Patty Smith sulle note di End of the world. Sinceramente non mi è piaciuto per nulla, ampiamente eliminabile e inutile. Da due signori quali sono la Smith e Stipe ci si aspettava francamente qualcosa di memorabile, da ricordare e che da solo poteva valere il costo del biglietto. Peccato, peccato per l’occasione sprecata, magari sarà per la prossima volta.