Artista/Gruppo: Subsonica
Titolo: Genova 21-05-05 Mazda Palace
Etichetta: ------
Web site: www.subsonica.it
Codice: ------
Recensore: Loris Gualdi
Pubb. il: 05/06/2005
Copyright: Loris Gualdi per www.music-on-tnt.com

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L’anno 2004, che ha visto Genova diventare l’ombelico della cultura del mondo europeo, è ormai concluso, ma la Superba sembra voler rimanere in auge, cavalcando l’ondata di entusiasmo portata da una serie doviziosa di eventi culturali. Di tutto ciò che verrà, dobbiamo anche ringraziare Vincenzo Spera e la sua Grandieventi, per il lavoro certosino che ha permesso e permetterà di portare all’ombra della lanterna grandi nomi della musica internazionale. Un esempio sono i redivivi Duran Duran che si presenteranno nella loro line-up originale e il sempre eminente Francesco De Gregori... ma per il racconto di questi eventi dovrete attendere, perché oggi raccontiamo la decima tappa del “Terrestre tour” dei Subsonica.

La cornice di pubblico è quello delle grandi occasioni, il MazdaPalace è gremito di spettatori curiosi di sentire dal vivo i nuovi brani dell’ultima fatica della band torinese. Poco prima delle 21 salgono sul palco i sardi Sitikis, ottima band emergente, capace di proporre un crossover venato di power pop rock e cocktail music. Il sound proposto, che a tratti sembra ricordare gli Afterhours dei primi tempi, è molto apprezzato dal pubblico che ritrova nel vocalist una somiglianza particolare alle linee canore di Samuel. Il rock presentato sembra riportare alle atmosfere degli anni settanta, sia grazie alla tenuta estetica della band sia per merito di sonorità particolari ricreate dal basso distorto a dall’hammond multi effetto.

Intorno alle 21.30, i corpi iniziano a danzare vorticosamente, la temperatura dell’arena si alza, i suoni sincopati si diffondono nell’area, circa 7000 sagome ondeggiano al sound elettronico dominato dai synth di Boosta, che si alternano ai ritmi pop, reggae, altronic che il gruppo riesce a ricreare e mescolare con grande facilità. Lo show è difatti accattivante a 360° e se c’è chi preferisce sfidare il bollore delle prime file, c’è chi invece si gode lo spettacolo dalle tribune, riuscendo a assaporare l’aspetto estetico, più che mai curato, dei giochi di luce e delle immagini ipnotiche che si alternano sui 5 schermi mobili, che danzano e si muovono, alternando splendide warholliane immagini popart, filmati new age e frasi che sono percepite più come elemento grafico, che non come significante. Ci si rende subito conto che il tempo dei centri sociali è finito, nonostante il fatto che la band rimanga filosoficamente ancorata al prezzo politico (il biglietto d’entrata a 13 euro …davvero poco!), l’impressione che qualcosa sia cambiato è palesata dalla scelta di strutturare il palco in maniera tutt’altro che spartana.

La scaletta propone in apertura “Giorni a perdere” e “Ratto” arrivando così, già in partenza, a gustare la nuova verve dei Subsonica, che proseguono con “Gasoline”, prima canzone dei Subsonica cantata interamente in inglese, e “Sole silenzioso” che strizza l’occhio al nu-acoustic movement. Lo spettacolo a tratti destabilizza a causa di tutto ciò che non ti aspetti, ma riesce anche a rassicurare chi spera in brani ormai classici come “Cose che non ho” avvolto nel suo involucro raggaemuffin, la splendida “Colpo di pistola” e la trainante “Discoteca labirinto”. Insomma lo sperimentato si mescola al nuovo e l’elettronica di ieri si unisce a screziature rock di oggi, rappresentate da brani come il singolo “Abitudini” e “L’odore” durante il quale Samuel utilizza una micro telecamera per riprendere la performance.

Il concerto scivola via verso la conclusione e le immagini di Bush o quelle più rasserenanti di bianche nuvole, lasciano il posto ad un conto alla rovescia che scandisce gli ultimi intensi momenti di un live bello, ma che a qualche purista lascia l’amaro in bocca per una sorta di passatismo inguaribile. Ma contrariamente a chi dice che la svolta, per certi versi anche musicale, sia dovuta al passaggio alla Emi, credo che invece le motivazioni vadano cercate in una crescita musicale che si basa sul tentativo di rinnovarsi senza diventare dei cloni di se stessi, mostrandosi con una nuova pelle come sono riusciti a fare questa sera a Genova.