Logo
- Link -
Torna alla Home Page
Festival: Lo sguardo di Ulisse
  Artisti: Tamboures sacres de Réunion  
  Web site: www.sigbloom.it  
Recensore: Alfonso Pone

© Alfonso Pone per http://www.music-on-tnt.com

Vai alla pagina precedente che hai visitato.
vai alla pagina successiva che hai visitato.

Napoli d'estate è una città che per gli amanti della musica offre molti appuntamenti di vario genere. Quello a cui ho assistito io ieri sera fa parte di un'iniziativa chiamata Lo sguardo di Ulisse che dall'8 luglio al 9 agosto, propone un suggestivo abbinamento tra musica e immagini.
L'intero svolgersi del festival infatti sarà un'alternanza di concerti e proiezioni di film. La cornice di questa iniziativa è incantevole, il palco è infatti situato tra il Maschio Angioino e il palazzo reale di Napoli.

La serata inaugurale è stata aperta da un gruppo di percussionisti dell'isola di Réunion nell'Oceano Indiano vicino al Madagascar. I musicisti erano 14 e suonavano tamburi di varia foggia e dimensioni. Le note che accompagnano il programma ci informano che la musica che andremo ad ascoltare è "espressione di comunicazione nelle feste e nel lavoro".

Ma veniamo al concerto.

La caratteristica di questa musica è la fisicità. I ritmi ascoltati infatti coinvolgono lo spettatore non solo emotivamente ricordando paesaggi esotici, ma fisicamente dato che dopo poco si inizia a seguire la musica con i piedi. A dire il vero c'è stata una certa freddezza tra pubblico e musicisti inizialmente, probabilmente perchè la lingua non li aiutava. Il ghiaccio si è sciolto quando sul palco è salito Enzo Avitabile che grazie al feeling che ha con il pubblico napoletano e al fatto che ha cantato/rappato/improvvisato in napoletano, ha dato il la a quello che definirei il vero inizio delle danze. I ragazzi sotto il palco si sono lasciati andare e hanno iniziato a ballare, i musicisti hanno rotto gli indugi e hanno ricominciato a suonare la loro musica con maggior vigore e allegria.

Una delle caratteristiche di questa musica è proprio l'allegia che sprigiona, la voglia che mette di ballare e lasciarsi andare, la suggesione che evoca in noi di paesaggi e culture lontane, ma che per una sera sono lì a portata di mano. Il dopo Avitabile dicevo è un trionfo di complicità, il pubblico canta balla e batte le mani a comando, i pezzi si susseguono uno dopo l'altro simili ma assolutamente originali nell'esecuzione.

Il finale del concerto è letteralmente travolgente, ho visto spuntare tamburi suonati dal pubblico che, nel frattempo, su invito dei musicisti è salito sul palco. 20 30 persone che fanno sparire i musicisti , che li confondono, che ballano felici. L'ultimo pezzo suonato è stato davvero fantastico improvvisato e travolgente al punto che dal palco si è passati a suonare in mezzo a un pubblico ormai completamente coinvolto dalla musica, fino ad un sofferto finale.

Morale della favola. Una splendida serata, caratterizzata dalla voglia di ascoltare musica e divertirsi. Una serata diversa, spensierata, libera, ricca di suggestioni sia per il contesto panoramico che per quello musicale.

Note negative? A cercare un pelo (insignificante) nell'uovo da audiofilo quale sono, non posso fare altro che rimpiangere un volume degli altoparlanti troppo "sparato". PEr il resto non ci sono lamentele da fare.

Ringrazio l'organizzazione per la disponibilità dimostratami e invito tutti coloro che possono a seguire con attenzione questo festival, anche e sopratutto per il costo dei biglietti tutt'altro che elevato (in media 4 euro).