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Eccoci di nuovo a parlase del festival Lo sguardo di Ulisse in programma a Napoli presso gli spalti del Maschio Angioino dall'08/07 al 09/08. Stavolta rispetto alla prima serata non ho assistito ad un semplice concerto, bensì alla proiezione di un film svedese Jalla! Jalla! e successivamente all'esibizione dei Sabri Brothers Qawwali. Ad onor di cronaca del film non avevo mai sentito parlare nè tantomento lo avevo visto in programmazione, quindi mi accingevo alla visione con un misto di curiosità/scetticismo che sempre mi accompagna quando mi trovo in situazioni del genere. Preciso immediatamente che
il film si è rivelato molto fresco e divertente, pieno di umorismo
e zeppo di situazioni paradossali. Il film narra di due amici che attraversano
un momento della loro vita difficile a causa della loro condizione. Il
ragazzo bianco (svedese immagino) ha dei terribili problemi erettili che
lo costringono a provare qualsiasi cura o stimolante che gli risvegli
il desiderio :-D, dallo sviluppatore del pene acquistato in un sex shop
al sesso alternativo (dal morire dal ridere quando prova a farsi frustare),
alla medicina araba (il santone di turno mi è sembrato un un misto
di Othelma e Silvan). La seconda parte della serata invece è dedicata lla musica dei Sabri Brothers Qawwali, due musicisti che per la loro bravura sono stati ingaggiati da Peter Gabriel per la sua etichetta la Real Word. I due musicisti hanno poi una caratteristica non da poco, sono buoni amici, nulla di strano direte voi, solo che uno è indiano e l'altro è pakistano. A vederli lì sul palco uno accanto all'altro sorridenti e affiatati viene da pensare che forse un giorno davvero non ci saranno più guerre e tutti potremmo vivere nel rispetto reciproco. La musica che ho ascoltato
è molto affascinante ma sinceramente difficile. Il Qawwali leggo
che che trattasi di un canto devozionale pakistano, lontano anni luce
dal nostro modo di intendere il canto. Il tutto è accompagnato
dall'harmonium (una sorta di fisarmonica) e da un tamburo. Difficile dicevo,
per quale motivo? Per la lingua a noi assolutamente estranea e incomprensibile
e per il significato religioso di quei canti che noi non credo potremmo
mai capire per la totale ignoranza che abbiamo verso la cultura e la religione
araba in generale. Nonostante tutto però il pubblico ha apprezzato
molto e si è lasciato trasportare con vero interesse fino alla
fine del concerto. Mi spiace non potervi dare altre informazioni ma preferisco
tacere che dire stupidagini, in rete non ho trovato nulla e la mia ignoranza
in fatto di cultura araba non mi ha aiutato. Voglio chiudere ringraziando l'organizzazione per la pazienza e la disponibilità dimostratami, vi assicuro che sono delle mosche bianche rispetto alla normalità, solo per questo andrebbero sostenuti e incoraggiati a continuare. Vi saluto e vi dò appuntamento alla prossima serata a cui assisterò. |
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