I Relax a Umbria Jazz 05 Artista/Gruppo: Artisti Vari
Titolo: Umbria Jazz 05
Web site: www.umbriajazz.com
Recensore: Pier Luigi Zanzi
Pubb. il: 13/11/2005
Copyright: Pier Luigi Zanzi per www.music-on-tnt.com

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Stavolta, rispetto agli altri anni, reportage scarno per via di una manifestazione che non ha più i fasti di un tempo e per motivi personali non allegrissimi che mi hanno "invitato" a prendere i giorni di Perugia anche come un momento di riposo, correndo meno del solito appresso ai concerti.

C'è da dire che stavolta, anche correndo, non sarebbe stata comunque la volta di un'edizione memorabile: il cartellone prometteva già in anticipo meno del solito sul piano dei grandi nomi e sulle intenzioni a livello di inquadramento del festival nel panorama musicale estivo live. Pazienza, mi sono detto: in ogni caso Perugia durante Umbria Jazz è bellissima, e Umbria Jazz nelle strade di Perugia lo è lo stesso, quasi a prescindere dal programma. Quindi si va e basta, nei tempi e modi consentiti dalla mia vita quest'anno ma... si va.

Il quadro della situazione potrei riassumerlo in modo abbastanza semplice e diretto: il miglior concerto a cui ho assistito? Elton John. Il più bel concerto gratuito, di quelli divertenti e coinvolgenti "da piazza"? Un coro gospel strepitoso. La sorpresa più bella? I Relax, gran gruppo di crossover tra rap, funk, rock, folk e echi zappiani nell'ironia dei ritornelli.

Bene.

E il jazz?

C'era?

Sì, qualcosina...

Per esser chiari: il programma pullulava di buon jazz, con piccoli e grandi concerti un po' a qualunque ora. Il però è, anche qui, semplice: Umbria Jazz, dopo anni piacevolissimi di purismo e contaminazioni, è ormai scissa: concertone pop in prima serata, a raccogliere folla e soldini, e musica "seria" nei piccoli teatri, alle 16 come alle 12, alle 24 come alle 18. E anche sul pop ci sarebbe qualcosa da obiettare: ok Craig David (a UJ?), Ricky Fantè (a UJ??), insomma, ok, le nuove star vi servono per catturare il gran pubblico, ma si sono spese serate per Diana Ross, le Temptations, gli Chic, i Commodores... nulla da eccepire, in linea di massima, sul piano qualitativo, ma osare un filino di più è proprio rischioso per questi cavolo di budget? Mi è sembrato di assistere davvero a un festival blindato dentro (o avvinghiato attorno, fate voi) al business, ai conti di fine manifestazione, alla gigantesca operazione commerciale che, pure, innegabilmente e giustamente rappresenta. Personalmente preferisco la nuova birra-sponsor alla vecchia, e quindi sto contento così, ma che io abbia dovuto usare anche questo espediente, non mio stilisticamente, per avere un souvenir mentale della manifestazione da ricordare nel tempo... beh, non è un buon segno.

Le note positive, per segnalarvi comunque il bello che ho ascoltato, ve le dico volentieri, e se vi capitano dateci un'ascoltata anche voi perché secondo me ne vale la pena:

Chiara Civello, nuova voce pop-jazz italiana -ma già con la Verve al primo CD, e con un brano scritto con Bacharach!-, protagonista di due luminose performance in piazza IV novembre, tirando fuori una miscela sofisticata ma quasi mai mielosa, un'intonazione notevolissima e un gruppo giovane e da seguire.

Relax, sestetto assolutamente divertente dal vivo e appena meno affascinante su CD -venduto dal gruppo stesso sotto al palco a fine concerto... e incidono per la Universal, il che la dice lunga su come vada il mercato-, in cui batteria elettronica e minor fisicità (ma va?) tolgono ai signorini la grande carica che trasmettono in un live: bravi davvero, speriamo non facciano la fine di Living Colour, Arrested Development e via dicendo.

Gianluca Petrella, giovane trombonista pugliese già attivissimo su più fronti, che propone un jazz "contaminato all'origine", che non compone miscugli evidenti ma cerca percorsi nuovi e lo fa in modo inusuale, scarno e diretto.

Speranze per la prossima edizione non ne ho: il trend sembra chiaro, bisogna che mi adegui ad orari curiosi non solo la notte, a prendere con leggerezza un paio di concerti pop sciacquetti e... a bere più birra. Vedremo. Conto su di me.