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Artista/Gruppo: | Zucchero |
| Titolo: | I migliori album | |
| Web site: | ---------------- | |
| Autore: | Alino Stea | |
| Pubb. il: | 25/01/2004 | |
| Copyryght: | Alino Stea per www.music-on-tnt.com |
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| A dispetto delle frequenti (almeno fino a qualche
anno fa) accuse di plagio o di maldestra imitazione, l’opera di Zucchero
“Sugar” Fornaciari è, pur nel quadro di una produzione
essenzialmente rivolta al ‘mainstream’, rimarchevole, in quanto
ripropone, dopo l’esaltante quanto isolata lezione del Lucio Battisti
di fine anni ’60, una via italiana al rhythm’n’blues e
al soul che non denunci eccessive dipendenze dai modelli americani. La sua discografia (che riportiamo in appendice all’articolo) è ricca di episodi superiori e dal punto di vista qualitativo e dal punto di vista delle vendite (ricordiamo “Blue’s”, “Oro incenso e birra”, “Spirito di vino” e l’ultimo “Shake”), ma qui mi vorrei soffermare su due album apparentemente minori, ma che, in realtà, paiono palesare un artista che esprime nella maniera più genuina possibile, sia dal punto di vista della musica che dal punto di vista dei testi, la sua anima estremamente vitale pur se estremamente sofferente. Il primo è “Rispetto”: già nella ‘title-track’ l’universo soul e rhythm’n’blues americano è trasfigurato da una ‘verve’ e da una spontaneità tutte italiane, ma sono altri i brani vincenti. Per esempio la struggente “Come il sole all’improvviso”, autentico capolavoro di scrittura meditata e di interpretazione dolente, oppure la riflessiva, ma nello stesso tempo ricchissima di soul, “Nella casa c’era”. “Solo, seduto sulla panchina del porto guardo le navi partir…” inaugura le canzoni di “Sugar” dal titolo chilometrico, mentre “Torna a casa” si situa in un territorio di confine tra il rock e il rhythm’n’blues. Un’altra grandissima canzone del disco, connotata da una strepitosa performance vocale, è “Nuovo, meraviglioso amico”, splendida nella sua linea profondamente ‘black’, mentre chiude le danze il bel corale di “No no (non gli dire di no)”. Il secondo disco è “Miserere” che, a differenza di altri album dove la vena giocosa di Zucchero viene comunque, prima o poi, messa in evidenza, infila una serie di testi più umorali, o, addirittura, intrisi di dolore e mestizia poco conciliabili con un sorriso liberatorio. Si comincia con “L’urlo”: gran lavoro di percussioni e atmosfera apparentemente spensierata, subito infranta da “…io vengo da un altro mondo, da un altro quartiere, da un’altra solitudine”, inserto di Leo Ferrè che detta le coordinate del disco. Segue la bella ballata “It’s all right (la promessa)” e il rock de “Il pelo nell’uovo”, prima della cascata di negritudine musicale (dominata da uno straordinario gioco di intarsi tra organo e tastiere) di “Miss Mary”, governata dall’ottimo cantato di Zucchero. Il brano successivo, “Anna solatia”, a fronte di un testo curioso quanto breve ripetuto all’infinito, presenta un magnifico arpeggio alla chitarra (appoggiato ad atmosfere di sottofondo prossime a “Dune mosse”, altro grande brano del cantante emiliano) che evoca struggimenti amorosi e precipizi esistenziali che appaiono, a volte, poco rimarginabili. Vengono poi tre brani connotati da lucide quanto disincantate riflessioni sul ‘dolore di vivere’, immersi in splendidi arrangiamenti: il rock trascinante di “Un’orgia di anime perse”, la lenta e maestosa “Pene” e “Povero Cristo”, tagliente come un rasoio. Una classica melodia ‘alla Zucchero’ (memore, ancora, della lezione battistiana) connota “Ridammi il sole”, mentre “I frati” appare un episodio un pò più ridanciano e disimpegnato. La canzone eponima (brano sufficientemente epico, frutto dell’incontro tra la spontaneità ‘black’ di Zucchero e la spocchiosa prosopopea vocale di Luciano Pavarotti) ci accompagna verso la riflessione finale: ‘ a volte la migliore musica è il silenzio, diciamo…” Discografia: Un po’ di zucchero (1983) Zucchero & The Randy Jackson Band (1985) Rispetto (1986) Blue’s (1987) Snack Bar Budapest (colonna sonora) (1988) Oro incenso e birra (1989) Live at the Kremlin (1991) Miserere (1992) Walzer d’un blues (col nome: Adelmo e i suoi Sorapis) (1993) Spirito DiVino (1995) Greatest hits (1997) Blue sugar (1998) Shake (2001) |