![]() |
|
|
![]() |
Artista/Gruppo: | David Sylvian |
| Titolo: | Il ritratto dell'artista | |
| Web site: | ----------- | |
| Autore: | Michele Chisena | |
| Pubb. il: | --/--/---- | |
| Copyryght: | Michele Chisena per www.music-on-tnt.com |
| Sei in: Home > Monografie |
| David Sylvian (Batt all'anagrafe),
nasce il 23 febbraio del 1958 in un sobborgo di Londra. Un'infanzia non
felice e un percorso artistico lineare e coerente quanto incompreso e sottovalutato,
forgiano l'immagine e il temperamento dell'artista. La sua flemmaticità
è proverbiale ed è segno di una tranquillità ascetica che distilla la purezza
delle emozioni che trasmette.
L'esordio artistico con i JAPAN (Mick Karn, Steve Jansen, Richard Barbieri
- '72/'82 -) produce la sensazione del viaggio, della scoperta, dell'incontro
tra occidente ed oriente; non per "colonizzazioni culturali", ma per puro
estetismo e rarefazione di emozioni. La creatività di Sylvian affina le sue armi e i singoli: Bamboo Houses
(1982) e Forbidden Colours (1983) consolidano un legame spirituale e artistico
con Ryuichi Sakamoto. L'ispirazione naturalistica albero/terra, dopo costruttive collaborazioni
(con Virginia Astley in Some Small Hope tratto dall'album HOPE IN A DARKENED
HEART, 1986; con Mick Karn, suo alter ego nei disciolti Japan, in Buoy
e When Love Walks In, tratti da DREAMS OF REASON PRODUCE MONSTERS, 1987),
fa planare l'artista sui "segreti dell'alveare" (SECRETS
OF THE BEEHIVE, 1987), titolo poetico di un album dai motivi letterari
spiccatamente antropologici (istinto sociale e disadattamento - The Boy
With The Gun -). I "segreti", in formato canzone, sono narrati su raffinati
fondali musicali arrangiati dall'onnipresente Sakamoto e fanno brillare
la natura essenzialmente acustica e meno "elettrica" del lavoro rispetto
al precedente. Gli anni '80 si chiudono con due album: PLIGHT AND PREMONITION (1988)
e FLUX AND MUTABILITY (1989) ed un singolo dalla strutturazione sperimentale
e insolitamente ironico: Pop Song. Gli album, di genere ambient, sono
scritti in collaborazione con Holger Czukay (ex Can) e denotano una fascinazione
(a tratti fine a se stessa) in un andirivieni sonoro sospeso tra rifrazioni
etniche e cultura da villaggi globali new age. FIRST DAY (1993) è scritto in collaborazione con Robert Fripp ed avrà
un ulteriore seguito con DAMAGE (1994), CD live del tour "Road To Graceland". Seguono una collaborazione con il musicista franco algerino Hector Zazou
in SAHARA BLUE (1992); quella con alcuni artisti italiani tra cui Andrea
Chimenti (L'albero Pazzo); un tour, "Slow Fire" (1995) con solo chitarra
e tastiera. Ma per un nuovo lavoro da solista bisognerà attendere il 1999:
anno del suo rientro dopo circa dodici anni da Secrets Of The Beehive. In questo lavoro i quattordici brani sono possibilità di reinventare
"rotte" negli oceani del senso, alla ricerca della spiritualità, sempre
più un miraggio in questa "società delle lancette" . E così Dobro # 1
composta con Bill Frisell, Praise (Pratah Smarami), di spessore ultraterreno
e Darkest Dreaming, "tramonto" carezzevole, sono percorsi dell'anima da
scoprire, porte da aprire o socchiudere nell'arrendevolezza dell'istante.
Per contraltare, i blues stilizzati di I Surrender e Midnight Sun, orchestrati
da Ryuichi Sakamoto (il suo lavoro a latere è splendido e sembra tratteggiare
i confini dell'ombra), dimostrano quanto Sylvian sappia essere duttile
stilisticamente. E il lavoro è anche un'occasione per riassumere idee
del suo passato artistico: God Man, All Of My Mothers's Name, Pollen Path
sono approfondimento verticale o semplice citazione di God's Monkey (con
R. Fripp, 1993), Pop Song (1989), Voices Raised in Welcome, Hands Helds
in Prayer (con i Japan, 1983). Il poeta del silenzio, come un'anima errante, è riuscito a descrivere dissonanze e contrattempi alla "regola". Ha dissociato per unire. La sensazione spirituale che si respira nella sua opera, anima il pensiero, stimola la mente, riempie il cuore, facendosi testimone del nostro angolo di veduta che è soprattutto l'angolo d'ascolto dell'anima abilmente incantata da uno "stregone". DISCOGRAFIA ESSENZIALE ALBUM DA SOLISTA
|