Introduzione
In questa monografia cercherò di farvi conoscere (o far ricordare)
il gruppo inglese degli XTC, atipica formazione pop che dagli anni '70
fino ad oggi ha proposto qualcosa di unico ed irripetibile nel panorama
della musica leggera pop/rock internazionale.
Chi sono gli XTC? Che canzoni hanno scritto? Queste sono le due domande
più comuni che vengono rivolte agli appassionati del gruppo di
Swindon, domande alle quali non è facile dare risposta perchè,
specie qui in Italia, gli XTC non hanno mai avuto un grande successo commerciale.
Cominciamo dagli esordi: gli XTC nascono, dopo varie vicissitudini dei
componenti, nel 1976 a Swindon in Inghilterra e già nel nome celano
una delle loro attitudini più marcate: quella di giocare coi suoni
e con le parole. XTC infatti, pronunciato all'inglese, suona come ExTaSy,
estasi cioè. Niente a che vedere con la putrida pilloletta tanto
in voga presso i decerebrati frequentatori di discoteche, solo un sottile
gioco di parole e di suoni.
La prima formazione comprendeva Andy Partridge (chitarra e voce), Colin
Moulding (basso e voce), Terry Chambers (batteria) e Barry Andrews (tastiere,
fino al '79) in seguito rimpiazzato da Dave Gregory.
Non vi annoierò con la storia del gruppo e mi limiterò a
darvi le informazioni essenziali per inquadrare la loro opera.
Il primo disco, del quale parlerò in un articolo separato, è
White Music ed esce nel 1977, un anno di grandi rivoluzioni nel mondo
del rock, rivoluzioni dovute principalmente al fenomeno punk con gruppi
come i Sex Pistols, i Clash, i Damned ed altri ancora. Gli XTC vennero
coinvolti loro malgrado nel vortice ed il loro disco fu marchiato (in
Italia!!!) con la scritta PUNK! nella copertina nonostante White Music
col punk non avesse niente a che spartire, tant'è che nelle successive
ristampe la scritta venne cancellata dalle copertine dell'LP.
La White Music degli XTC era infatti un miscuglio complicato di pop, funky
ed elettronica che davvero non si era mai sentito prima.
Dopo questo iniziale fraintendimento gli XTC cominciano a farsi strada
nel panorama musicale internazionale come gruppo atipico e difficile
che fa pochi sforzi per confezionare canzoncine di successo. E questo
resterà il leit-motiv di tutta la loro ventennale carriera: scrivere
bellissime canzoni sempre un pelo troppo difficili per il grande pubblico.
Le menti degli XTC sono sostanzialmente due: Andy Partridge e Colin Moulding
che da un certo punto in poi si sono spartiti i doveri compositivi seppur
non in maniera eguale: 70% (o più) dei loro pezzi era scritto da
Partdrige ed il restante 30% da Moulding. Una sorta di duo Lennon-Mc Cartney
(o Becker-Fagen), come più volte sono stati chiamati.
La critica internazionale li ha sempre indicati come i nuovi Beatles
perchè molte delle canzoni degli XTC ricordavano le atmosfere beatlesiane,
almeno quelle più raffinate e meno da classifica.
Gli XTC non hanno mai negato le notevoli influenze del quartetto di Liverpool
sulla loro musica ed un ascolto attento della loro discografia svelerà
delle autentiche perle che potevano essere state composte dal ben più
famoso duo Lennon-Mc Cartney. Un destino crudele ha invece relegato l'arte
sonora degli swindoniani ad essere apprezzata sempre da pochi e negletta
dal grande pubblico.
Lo stesso Sting dei ben più famosi Police ha ammesso in un'intervista
di aver attinto a piene mani dalla produzione degli XTC, riuscendo nell'impresa
di rendere popolari alcuni schemi compositivi propri del gruppo
di Swindon.
Come recita una loro biografia Se ami i Beatles non puoi non amare
gli XTC, ma puoi amare gli XTC senza amare i Beatles come a dire che
gli XTC sono qualcosa di profondamente nuovo e diverso e che la loro Musica
non può essere inquadrata in alcuno schema precostituito.
La loro canzone This is Pop e ancor di più Funk-pop-a-roll
dimostra tutta la filosofia XTC: la negazione di schemi e di etichette,
un modo di comporre ed ascoltare la Musica libera da pregiudizi e marchi
di fabbrica. In altre parole si tratta di iudicare tutta la Musica con
lo stesso metro, da quella considerata più commerciale e da classifica
a quella più esoterica. Un modo di vedere la musica leggera
come un tutt'uno, che mi ha sempre trovato molto d'accordo, ma che purtroppo
incontra notevoli difficoltà ad affermarsi.
Gruppi considerati alternativi che giungono al successo sono subito
screditati ed abbandonati dai più fedeli aficionados, che vedono
il successo commerciale come un tradimento. Tempo fa mi scrisse un lettore
di TNT-Audio confessando che se
la sua Musica preferita (la New Age, sic!) fosse diventata commerciale
lui l'avrebbe subito abbandonata per qualche altro genere meno diffuso
(come se la New Age music non fosse già abbastanza conosciuta...)
Questo tipo di attitudine è molto diffusa anche se talvolta si
tratta di qualcosa di inconscio ed inconsapevole.
Torniamo ai nostri XTC. Musica a tratti difficile ma che ha conosciuto,
almeno in patria, qualche momento di discreto successo con dei singoli
particolarmente azzeccati. In Italia sono sempre rimasti un gruppo dalle
alterne fortune e la loro decisione quasi immediata di non fare più
concerti dal vivo e di non apparire più in TV li ha certo relegati
al ruolo di una band conosciuta ed amata da pochi, ruolo che non meritano
per la strepitosa verve e fantasia compositiva che li ha sempre contraddistinti,
senza mai un brusco calo di tono e di livello.
La loro produzione discografica, al ritmo di un album all'anno o quasi,
ritmo diminuito in questo decennio, è ricca di perle grezze, in
attesa di essere scoperte ed ammirate. Non chiedetemi di citare un album
o due come quelli più significativi. Ogni episodio compositivo
è dello stesso livello degli altri e la scelta è praticamente
impossibile.
Di seguito trovate elencata la discografia essenziale e dopo cercherò
di darvi qualche suggerimento su cosa acquistare per cominciare a scoprire
questa band.
Ci sono altre composizioni sparse qua e là sotto altri nomi (Three
Wise men, ad esempio) o pubblicate come singoli (si vedano ad esempio le
raccolte Rag'n'Bone buffet, Explode together o The Compact XTC) ma questa
non vuole essere un elenco omnicomprensivo di tutto il loro materiale, solo
un discografia essenziale. Ad ognuno di questi capolavori è
dedicato un articolo separato per farvi meglio conoscere ed apprezzare la
grande Musica del gruppo inglese.
Se volete cominciare a conoscerli provate ad acquistare Drums and Wires,
Skylarking e Nonsuch non perchè siano i più
belli quanto per avere un'idea del percorso musicale compiuto dal gruppo
in questi 20 anni di carriera.
I CD li trovate facilmente anche per corrispondenza e tutti rigorosamente
a medio prezzo (Nice Price), a circa 20 mila lire l'uno.
Due parole sulla tecnica. Il sound dei dischi degli XTC è
sempre stato freddino, molto asciutto ed elettrico con qualche
eccezione (come vedremo). Non è esattamente il tipo di dischi incisi
per colpire l'ascoltatore con bassi da capogiro e dinamiche mozzafiato
tuttavia sono abbastanza curati e godibili, specie gli LP.
Concludo con una nota personale: ho amato gli XTC dall'ascolto del loro
secondo disco (Go2) e da allora li ho seguiti pari passo. Dovrebbe uscire
tra breve un loro disco nuovo, anzi si parla di due lavori a breve distanza
di tempo l'uno dall'altro.
Gli XTC sono uno di quei gruppi dai quali non ci si può aspettare
brutte sorprese: se avessero esaurito le idee non continueranno a fare
il verso a se stessi come tante tristissime cariatidi che si vedono in
giro ancora oggi in età da pensione di vecchiaia. |