[XTC - da White Music]
Artista/Gruppo: XTC
Titolo: Monografia XTC - I Beatles mancati?
Web site: www.xtcidearecords.co.uk
Autore: Lucio Cadeddu
Pubb. il: --/--/----
Copyryght: Lucio Cadeddu per www.music-on-tnt.com

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Introduzione

In questa monografia cercherò di farvi conoscere (o far ricordare) il gruppo inglese degli XTC, atipica formazione pop che dagli anni '70 fino ad oggi ha proposto qualcosa di unico ed irripetibile nel panorama della musica leggera pop/rock internazionale.
Chi sono gli XTC? Che canzoni hanno scritto? Queste sono le due domande più comuni che vengono rivolte agli appassionati del gruppo di Swindon, domande alle quali non è facile dare risposta perchè, specie qui in Italia, gli XTC non hanno mai avuto un grande successo commerciale.

Cominciamo dagli esordi: gli XTC nascono, dopo varie vicissitudini dei componenti, nel 1976 a Swindon in Inghilterra e già nel nome celano una delle loro attitudini più marcate: quella di giocare coi suoni e con le parole. XTC infatti, pronunciato all'inglese, suona come ExTaSy, estasi cioè. Niente a che vedere con la putrida pilloletta tanto in voga presso i decerebrati frequentatori di discoteche, solo un sottile gioco di parole e di suoni.
La prima formazione comprendeva Andy Partridge (chitarra e voce), Colin Moulding (basso e voce), Terry Chambers (batteria) e Barry Andrews (tastiere, fino al '79) in seguito rimpiazzato da Dave Gregory.
Non vi annoierò con la storia del gruppo e mi limiterò a darvi le informazioni essenziali per inquadrare la loro opera.
Il primo disco, del quale parlerò in un articolo separato, è White Music ed esce nel 1977, un anno di grandi rivoluzioni nel mondo del rock, rivoluzioni dovute principalmente al fenomeno punk con gruppi come i Sex Pistols, i Clash, i Damned ed altri ancora. Gli XTC vennero coinvolti loro malgrado nel vortice ed il loro disco fu marchiato (in Italia!!!) con la scritta PUNK! nella copertina nonostante White Music col punk non avesse niente a che spartire, tant'è che nelle successive ristampe la scritta venne cancellata dalle copertine dell'LP.
La White Music degli XTC era infatti un miscuglio complicato di pop, funky ed elettronica che davvero non si era mai sentito prima.
Dopo questo iniziale fraintendimento gli XTC cominciano a farsi strada nel panorama musicale internazionale come gruppo atipico e difficile che fa pochi sforzi per confezionare canzoncine di successo. E questo resterà il leit-motiv di tutta la loro ventennale carriera: scrivere bellissime canzoni sempre un pelo troppo difficili per il grande pubblico.
Le menti degli XTC sono sostanzialmente due: Andy Partridge e Colin Moulding che da un certo punto in poi si sono spartiti i doveri compositivi seppur non in maniera eguale: 70% (o più) dei loro pezzi era scritto da Partdrige ed il restante 30% da Moulding. Una sorta di duo Lennon-Mc Cartney (o Becker-Fagen), come più volte sono stati chiamati.
La critica internazionale li ha sempre indicati come i nuovi Beatles perchè molte delle canzoni degli XTC ricordavano le atmosfere beatlesiane, almeno quelle più raffinate e meno da classifica.
Gli XTC non hanno mai negato le notevoli influenze del quartetto di Liverpool sulla loro musica ed un ascolto attento della loro discografia svelerà delle autentiche perle che potevano essere state composte dal ben più famoso duo Lennon-Mc Cartney. Un destino crudele ha invece relegato l'arte sonora degli swindoniani ad essere apprezzata sempre da pochi e negletta dal grande pubblico.
Lo stesso Sting dei ben più famosi Police ha ammesso in un'intervista di aver attinto a piene mani dalla produzione degli XTC, riuscendo nell'impresa di rendere popolari alcuni schemi compositivi propri del gruppo di Swindon.
Come recita una loro biografia Se ami i Beatles non puoi non amare gli XTC, ma puoi amare gli XTC senza amare i Beatles come a dire che gli XTC sono qualcosa di profondamente nuovo e diverso e che la loro Musica non può essere inquadrata in alcuno schema precostituito.
La loro canzone This is Pop e ancor di più Funk-pop-a-roll dimostra tutta la filosofia XTC: la negazione di schemi e di etichette, un modo di comporre ed ascoltare la Musica libera da pregiudizi e marchi di fabbrica. In altre parole si tratta di iudicare tutta la Musica con lo stesso metro, da quella considerata più commerciale e da classifica a quella più esoterica. Un modo di vedere la musica leggera come un tutt'uno, che mi ha sempre trovato molto d'accordo, ma che purtroppo incontra notevoli difficoltà ad affermarsi.
Gruppi considerati alternativi che giungono al successo sono subito screditati ed abbandonati dai più fedeli aficionados, che vedono il successo commerciale come un tradimento. Tempo fa mi scrisse un lettore di TNT-Audio confessando che se la sua Musica preferita (la New Age, sic!) fosse diventata commerciale lui l'avrebbe subito abbandonata per qualche altro genere meno diffuso (come se la New Age music non fosse già abbastanza conosciuta...)
Questo tipo di attitudine è molto diffusa anche se talvolta si tratta di qualcosa di inconscio ed inconsapevole.

Torniamo ai nostri XTC. Musica a tratti difficile ma che ha conosciuto, almeno in patria, qualche momento di discreto successo con dei singoli particolarmente azzeccati. In Italia sono sempre rimasti un gruppo dalle alterne fortune e la loro decisione quasi immediata di non fare più concerti dal vivo e di non apparire più in TV li ha certo relegati al ruolo di una band conosciuta ed amata da pochi, ruolo che non meritano per la strepitosa verve e fantasia compositiva che li ha sempre contraddistinti, senza mai un brusco calo di tono e di livello.
La loro produzione discografica, al ritmo di un album all'anno o quasi, ritmo diminuito in questo decennio, è ricca di perle grezze, in attesa di essere scoperte ed ammirate. Non chiedetemi di citare un album o due come quelli più significativi. Ogni episodio compositivo è dello stesso livello degli altri e la scelta è praticamente impossibile.
Di seguito trovate elencata la discografia essenziale e dopo cercherò di darvi qualche suggerimento su cosa acquistare per cominciare a scoprire questa band.

Ci sono altre composizioni sparse qua e là sotto altri nomi (Three Wise men, ad esempio) o pubblicate come singoli (si vedano ad esempio le raccolte Rag'n'Bone buffet, Explode together o The Compact XTC) ma questa non vuole essere un elenco omnicomprensivo di tutto il loro materiale, solo un discografia essenziale. Ad ognuno di questi capolavori è dedicato un articolo separato per farvi meglio conoscere ed apprezzare la grande Musica del gruppo inglese.
Se volete cominciare a conoscerli provate ad acquistare Drums and Wires, Skylarking e Nonsuch non perchè siano i più belli quanto per avere un'idea del percorso musicale compiuto dal gruppo in questi 20 anni di carriera.
I CD li trovate facilmente anche per corrispondenza e tutti rigorosamente a medio prezzo (Nice Price), a circa 20 mila lire l'uno.

Due parole sulla tecnica. Il sound dei dischi degli XTC è sempre stato freddino, molto asciutto ed elettrico con qualche eccezione (come vedremo). Non è esattamente il tipo di dischi incisi per colpire l'ascoltatore con bassi da capogiro e dinamiche mozzafiato tuttavia sono abbastanza curati e godibili, specie gli LP.

Concludo con una nota personale: ho amato gli XTC dall'ascolto del loro secondo disco (Go2) e da allora li ho seguiti pari passo. Dovrebbe uscire tra breve un loro disco nuovo, anzi si parla di due lavori a breve distanza di tempo l'uno dall'altro.
Gli XTC sono uno di quei gruppi dai quali non ci si può aspettare brutte sorprese: se avessero esaurito le idee non continueranno a fare il verso a se stessi come tante tristissime cariatidi che si vedono in giro ancora oggi in età da pensione di vecchiaia.