Vicenzo Grieco “Misleading lights of town”, recensione

Nuova release targata Inst-Fringe (Red Cat Promotion)…e questo forse vi potrebbe bastare. Se però non reputate sufficiente l’egida, sono certo che a dare uno scossone a tutti voi affamati di nuove proposte possa essere, semplicemente, il riffing iniziale dell’introduttiva Crashing Waves, per non avere più dubbi sull’impronta qualitativo-emozionale di questo convincente Misleadings lights of town. Un album costruito attorno ad un incredibile numero di artisti, che paiono muoversi con leggerezza attraverso armonie vocali diversificate. Così accade in tutta la set list sin, dai primi movimenti zeppeliniani di Dont’t lay your love to waste, sino ai rimandi Hendrix di Dizzy Heights, traccia in cui Grieco, reale ed indiscusso Deus Ex Machina del progetto, porta cromatismi e sentori impeccabili, qui narrati da Giulio Giancristofaro, perfetto non solo nel definire le toniche, ma anche nell’impostazione di armonie avvolgenti e narrative.

 

 

Il viaggio sonoro viene definito “alla luce del sole”, attraverso un cambio direttivo in cui “tutto cambia” con edulcorate sensazioni di 1995, mentre i rimandi cornelliani si sposano con immediatezza ad una sezione d’archi in cui eccelle il violoncello di Marco Simonacci. Da qui si riparte attraverso episodi meno riusciti (That brand new perfect tune), nei quali arie Commitments e rigurgiti funk destabilizzano (forse) troppo, per poi portarci ulteriormente oltre, a mezzo delle note spensierate e giocose di An American in Rome, che tra virtuosismi e animosità westernata mostra le reali doti del chitarrista romano. L’autore, infatti, capace di dare luce al suo primo album di inediti, stupisce attraverso composizioni solide come Mislending lihgts of town, molto vicina alle corde di Glenn Hughes di Headless Cross, e Funny, crazy, lovely whiskey nights, tracciato rock di impatto, in cui songwriting oculato e ottimi bilanciamenti narrativi ne fanno una delle tracce più interessanti. A chiudere il disco sono infine le note R’n’blues di The bear, the smart one, the dandy and the rockstar che sembra essere figlia legittima del Meat Loaf anni’80.

Insomma un disco di cui mi sono innamorato…ma forse questo lo si era già intuito.

 

Tracklist

1. Crashing Waves

2. Don’t lay your love to waste

3. Dizzy Heights

4. 1995

5. That brand new perfect tune

6. An American in Rome (One for Brent)

7. Misleading lights of town

8. Crazy, funny, lovely whiskey nights

9. Lord of the world

10. The bear, the smart one, the dandy and the rockstar