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Cover cd

Artista/Gruppo:Ferro Tiziano
Titolo: Il Mestiere Della Vita
Etichetta: Universal
Sito: www.tizianoferro.com
Recensore:Marco Restelli
Recensito il: 05/12/2016
Copyright: Marco Restelli per Music on Tnt

Cinque anni fa recensii per Music On Tnt l’album “L’amore è una cosa semplice” che a mio avviso rappresentava, e rappresenta ancora, il punto più alto della carriera di Tiziano Ferro. Dopo un successo così e la seguente pubblicazione del suo “best of” era quasi naturale che qualcosa sarebbe cambiato e non ci avrebbe regalato un disco simile a quello.

Senza obblighi discografici (il contratto con la EMI era terminato) il cantante di Latina si è isolato e se ne è andato a Los Angeles dove si respira aria di hip hop e R. & B. ed evidentemente questo lo ha influenzato in merito al sound da dare al suo nuovo album. Insieme a Michele Canova Iorfida, suo arrangiatore da sempre, ha scelto di tornare alle sue radici: il rap e l’elettronica, prendendo le distanze da quel suono più morbido e acustico del recente passato. Sin dal primo pezzo “Epic” questa scelta di campo risulta evidente quando spara sintetizzatori al massimo con ritmi vertiginosi ed un testo mezzo in italiano e mezzo in inglese. Sperimentazione e nello stesso tempo ritorno ai due Lp degli esordi che lo hanno lanciato.

Anche se con mano meno pesante l’impronta sarà quella per quasi tutto il disco come ad esempio in “My steelo” - in duetto con Tormento (ex dei Sottotono) o in “Lento / Veloce” che ha un suono radiofonico ed estivo. Le ballate malinconiche, sono invece più rare, ma sia la title track che l’ormai conosciutissima “Potremmo ritornare” sono degne di nota. Se il duetto con la Consoli “Il conforto” e “Valore assoluto” sono i brani più belli e meglio riusciti, non si possono però non citare anche “Ora perdona”e “La vita intera” che lasciano il segno per la loro intensità. “Quasi quasi”, nel finale, è la più originale con un’atmosfera languida e un testo vagamente dolce amaro (“quasi apro la ferita / quasi era chiusa / quasi entro in un bar e ordino una birra / quasi quasi non piango / nel mezzo della strada non tremano le gambe”).

In fin dei conti “Il Mestiere della vita” non è stato creato tanto per accontentare il pubblico, ma rappresenta una sorta di ponte verso il futuro attraverso il recupero delle proprie radici, rielaborate con l’esperienza maturata nel tempo. Ne è la prova il fatto che Tiziano Ferro, ha già rivelato che un nuovo disco (totalmente diverso) è sostanzialmente già pronto e necessita solo di essere limato. Lo aspetteremo come sempre, ma per ora queste nuove canzoni ci accompagneranno sapendo che, forse più che in passato, ognuno si affezionerà più ad alcune e meno ad altre.

Anche se non tutto di facile ascolto, resta comunque un ottimo album e c’è da scommettere che diversi episodi diventeranno dei classici del repertorio di TZN. Potete giurarci.

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