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Rusty metal


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Artista/Gruppo:Powerdrive
Titolo: Rusty metal
Etichetta: Diamond Production
Sito: www.nadirmusic.net/
Recensore:Loris Gualdi
Recensito il: 28/11/2018
Copyright: Loris Gualdi per Music on Tnt

Un rombo di motori, una chitarra e una sezione ritmica battente. Signori e signori (amanti del metal anni’80) ecco a voi Rusty metal, riuscita opera hard’n’heavy che sembra voler richiamare, anche esteticamente, il mondo intercalato tra Motley Crue, Twisted Sister e Ac/Dc, proprio come dimostra il riffing iniziale di Hard to survive, una tra tracce più catchy del disco. Il mood “angusiano” e l’imponente linea di basso offrono sin dall’apertura un sound piacevolmente vintage,posto al servizio di un album nato tra il mare e le colline della Liguria.

Un debut che porta in dote una buona attitudine rock, vitalizzata da un songwriting diretto e lineare, in cui non trovano spazio inutili fronzoli.

A trainare quest’opera prima targata Diamond Production, sono brani come On the run e Serpent Seib, ottimi contraltari a composizione meno riuscite come Living…hell in cui, a mio avviso si necessita uno svecchiamento compositivo.



Nonostante una foto session troppo legata ai cliché del genere, l’album mostra idee chiare ed un’ottima produzione, in grado di restituire suoni puliti, ma tutt’altro che artificiosi, in cui la quattro corde di Grinder appare il motore demiurgico delle partiture. I tempi accelerano e aumentano il groove con la trainante Fire in the small club che, probabilmente, sarebbe piaciuta al buon Lemmy, non solo per le striature heavy, ma anche e soprattutto per il proprio esoscheletro rock, da cui fuoriescono meditazioni punk, pronte a calmierarsi con la traccia che (personalmente) mi ha tolto ogni dubbio sulla qualità della band: Midnight dancer. Il brano appare nell’immediato come un vero e proprio anthem espressivo, da cui fuoriescono armonie e sporcizia, in maniera coinvolgente e narrativa.

A chiudere il disco, a cui imputo solamente qualche sbavatura linguistica, troviamo la ponderatezza evocativa di End of the world e la trainante titletrack, radicata su ritmi in battere che racchiudono in sé i contorni di un disco dalle carte in regola, di certo pronto a giocare assieme ai grandi nomi del nostro panorama heavy.

Tracklist:

01. The road is my best friend
02. Hard to survive
03. Living… Hell
04. On the run
05. Moonlight lady
06. Serpent Seib
07. Fire in the small club
08. Midnight dancer
09. Powerdrive
10. End of the world

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