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CD offerto gratuitamente da
Pink Moon.
I miei coetanei se lo ricordano,
questo gruppo, quando cantava Appetite o altri piccoli grandi brani da
Steve McQueen, che credo resti il loro album di maggior successo. Chi
li odia e chi li ama si trovano in genere d'accordo nel definirli comunque
inconfondibili, e infatti parlare di questo loro nuovo CD a chi li conosce
già è quasi inutile. Mi sforzo lo stesso, dai! ;-)
Cominciamo a dire qualcosa proprio a chi sa già di chi parlo: il
nuovo lavoro di Paddy McAloon e soci è il loro "solito",
scorrevole, piacevolissimo, raffinato, qui e lì appena noioso o
ridondante o presuntuoso, consigliabile CD. Certo, se già avete
parecchi dei precedenti lavori non è che vi troverete proprio di
fronte ad un immenso sconosciuto territorio
ma sarà comunque
gradevole attraversarlo, perché è gente che ha classe, si
sa, e anche quando si ripete non ha mai cattivo gusto. Se non li avete
mai amati, del resto, non cambierete idea adesso
neanche il sound
è cambiato: la produzione di Tony Visconti ha aggiunto pochissimo
-qualche piccolo piccolo sample, un pizzico di elettronica su voce e batterie,
ma davvero poco poco- ad un paesaggio sonoro che identifica il gruppo
da sempre e ne costituisce uno degli aspetti più qualificanti (anche
perché se a costruirti il sound a inizio carriera c'è un
tale che si chiama Thomas Dolby diventa complicato pensare a qualcosa
di meglio per il futuro
).
Perle? Molti bei brani; direi
per esempio Cowboy dreams, Love will find someone for you,
Wildcard in the pack e via così. Forse si potevano risparmiare
l'ultima Farmyard cat, giochino di poco conto non all'altezza
del resto e di stampo eccessivamente McCartneyano nell'idea e nella realizzazione.
E per chi non li conosce, questi Prefab Sprout? Male, male! ;-) No, dicevo:
una canzone di McAloon è qualcosa che armonicamente e melodicamente
ha delle caratteristiche che ne fanno un caso pop specifico. La struttura
compositiva dà costantemente la sensazione di volersi fermare un
piccolo passo prima del completamento atteso, del compimento immaginato;
va dove vorresti ma non ci arriva mai dentro, è un microcosmo che
non si accontenta del minimale ma non vuole chiudersi come l'apertura
lasciava credere, è un ritornello che finisce un accordo prima,
un giro che fatica a compiersi come pensavi. Tutto chiaro, direi
;-)
Insomma, che dirvi? A me è piaciuto, e come mi succede di solito
con loro, mi fermo sempre un po' prima del "bellissimo"; sono
lì seduto che faccio un bell'applauso convinto, e non mi alzo per
la standing ovation. Li conosciate o no, dedicate un ascolto al CD, se
potete: non farà male a nessun amante del pop, giuro, anzi. Poi
decidete
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