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Non
con un certo ritardo, torno a scrivere di FatBoy Slim, artista inglese
di Hull a me molto simpatico, sin dai tempi della sua militanza con gli
scanzonati HouseMartins. Per Music on TNT ebbi già modo di recensire
il suo precedente "You've come
a long way, baby", lavoro di tendenza e di qualità altalenante,
con perle nascoste a tratti da momenti di stanchezza compositiva.
In questo "Halfway between the gutter and the stars", l'ultima fatica
di Slim, i temi riproposti sono ancora gli stessi, quindi aspettatevi
selvagge cavalcate tra i samples più eterogenei (persino Jim Morrison
in "Bird of Prey", lunghissima suite instrumental di quasi 7 minuti!)
manipolati con la solita maestria e sapienza da uno dei DJ più
in voga e trendy di questi anni.
BPM quasi sempre piuttosto "alticci", suoni a tratti sporchi, grezzi e
primitivi fanno da contraltare alla evidente sofisticazione delle strutture
ritmiche e compositive. Questi gli apparentemente facili segreti della
ricetta "FatBoy Slim" ma attenti che l'apparenza inganna. Se fosse così
semplice, ci sarebbero molti come lui...e così non è.
Una testimonianza
dell'impegno profuso e della qualità del prodotto finale la danno
le collaborazioni prestigiose, dalla voce unica di Macy Gray, presente
in due brani ("Love Life" e "Demons"), a Bootsy Collins (in "Weapon of
Choice") fino a Ashley Slater (in "Retox"). Inoltre, non si può
fare a meno di segnalare che i samples siano stati affidati alle cure
della Sample Clearance, un servizio apposito di "ripulitura" dei campioni
sonori.
Non crediate poi che si tratti di soli samples: "Love Life" ad esempio,
cantata da Macy Gray, non contiene "grooves" rubati di alcun tipo, si
tratta di un brano composto da FatBoy Slim in collaborazione con la stessa
Gray e con Ashley Slater. Poi, in "Ya Mama" il nostro si permette pure
una trascinante escursione nel rock più sanguigno, grazie ad un
sapiente sample preso dai Colosseum ("The Kettle"). Il brano, da solo,
merita l'acquisto dell'intero album!
Ciò che
sorprende sempre nei dischi di FatBoy Slim è l'assoluta mancanza
di banalità.... quando sembra abbondonarsi su dei clichè,
ecco che cambia le carte in tavola, rimescola il mazzo e vi lascia a bocca
aperta. Non mancano, sia chiaro, alcune intemperanze, da monellaccio quale
è, ogni tanto si diverte ad irritare l'ascoltatore con loops al
limite del paranoico...ma Slim è così, genio e sregolatezza,
prendere o lasciare.
Il mio timore è che alcune sue cose siano prese un po' sottogamba
ed etichettate come Musica per dance-floors londinesi alla moda. E' anche
questo, ma è molto di più, per me è cubismo sonoro,
qualcosa che - non ho dubbi - influenzerà intere generazioni di
music makers in futuro.
Per chi non
fosse "svezzato" a certe sonorità la solita avvertenza: si tratta
di Musica piuttosto "difficile" e la lunghezza media dei brani
(oltre 6 minuti!) certo non aiuta molto. Quindi, potete lasciarvela scorrere
addosso senza troppa fatica oppure impegnarvi - a fondo - a studiarne
le più minute raffinatezze. Techno progressive? Forse. Grande Slim.
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