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Dopo
15 dischi di improvvisazione, noise e avanguardia, l’etichetta di
bruno Dorella, l’indipendente Bar La Muerte Records, ha deciso di
stupire tutti, producendo un lavoro di vera e propria musica da camera.
Un goticismo cameristico neoclassico, come lo definisce lo stesso Dorella,
lontano sia dagli eccessi dai gruppi da lui promossi, sia dall’uso
di strumentazioni sofisticate.
Mein braunes
blut rappresenta un sentito omaggio alla musicalità classica del
passato, per un poliedrico autore dalla mentalità aperta e alquanto
creativa. Rainer infatti non è solo abile compositore ma anche
bravo nel cimentarsi nell’arte pittorica, nonché fotografo,
scrittore, e amante del mondo a 24 fotogrammi per il quale ha diretto
una serie di piccole interessanti opere filmiche come “ Ricordi
Infantili”, per il festival di Lione nel 1996 e “unten die
vogel” ancora inedito.
Siamo quindi di fronte ad un personaggio unico nel suo genere, che grazie
all’incontro con l’etichetta Bar La Muerte è riuscito
ad emergere con la sua particolare e sapiente musica, nonostante alcune
difficoltà iniziali.
Mein braunes blut è un semplice viaggio nella musicalità
nobile di Rainer che timidamente appare in modo catartico con il suo amato
pianoforte, partendo in sordina nel brano di apertura “Unten die
vogel” per diventare unico protagonista in “I.8 e min”,
splendido brano per pianoforte che chiude l’album con avvolgente
sonorità, immediata e capace di far volare l’immaginazione
dell’ammaliato ascoltatore.
A differenza di quest’opera in MI minore e della dolce musica di
“Ein dumpfer klang”, il già citato brano d’apertura
“Unten die vogel”, ha in sé una struttura più
vicina al mondo della lirica che non al neoclassicismo.
Protagonista
del brano in questino è indiscutibilmente la struggente voce della
brava Elena Biavati, che racconta, in lingua germanica, il suo io addolcito
dal soave suonare del violino di Teresa Lovati. Come detto Rainer “entra
in scena” solamente sul finire della track, in risoluzione della
partitura, come a dare sollievo ai tormenti suonati dal violoncellista
Eickmeyer.
Di simile fattura è “Endlich winter”, in cui la voce
della Biavati è saviamente scandita dal pianoforte del compositore,
che riesce a dare in maniera inusuale un’invisibile anima rock alla
partitura. Con “M.B.B”, ensemble di note composte da Rainer
per il documentario “Sich belieht machen”, invece ci allontaniamo
dalla musica lirica per inoltrarci nelle tipiche sonorità classiche
che Katia Galbin con il suo flauto introduce in modo armonico e ricercato.
Senza dubbio “Mein braunes blut” è un prodotto in cui
si percepisce perfettamente l’amore per la musica da parte di un
bravo compositore che con un po’ di fortuna riuscirà certamente
a farlo amare a molti altre persone.
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