Esattamente
un anno fa recensivo il disco d'esordio di Stefano Miele, quel Pista
Connection che tanto mi aveva entusiasmato. E' sempre difficile
"replicare" un lavoro così ben riuscito e ricco di idee, figuriamoci
a poco più di un anno di distanza.
Ecco dunque Flux, seconda prova del DJ partenopeo, pubblicato
un paio di mesi prima dell'estate 2002 e già ascoltabile quando
si fa zapping tra le varie emittenti radio.
Mi aspettavo molto da Flux, lo ammetto, e la sorpresa è
stata grande non appena mi sono reso conto che non solo Miele è
riuscito a produrre un lavoro con una ricchezza di contenuti musicali
pari se non superiore al suo disco d'esordio ma, soprattutto, perchè
sono state limate via alcune "ingenuità" (musicali e di stile)
che facevano capolino nel disco d'esordio.
Un lavoro davvero maturo, curato in ogni particolare (suoni,
arrangiamenti, testi, libretto e foto) e traboccante di idee musicali
fresche, testimoni vividi di una visione del mondo Musica a 360 gradi...e
forse più. Già, perchè Stefano Miele attinge da
TUTTI i generi musicali possibili (compreso il jazz! cf. "Moto circolare")
e, dopo aver compiuto il "giro" ed aver preso tutto ciò che poteva,
torna sui suoi passi, si ripete, si autocita e trova nuovi spunti.
L'album si apre con due veri colpi al cuore ("Dolce" e "Flux"), due
brani in stile "Conto su di te" e "Flaconi di divertimento" (titoli
trainanti del lavoro precedente) ma davvero al fulmicotone. Non restarne
ammaliati è impossibile, vuoi per i ritmi trascinanti ("Dolce"
come miele si permette anche una strizzatina d'occhio al reggae),
per i testi talvolta onirici talvolta graffianti o per i cerebrali ritornelli
che turbinano in testa anche solo dopo il primo ascolto.
La title track, già capita di sentirla in radio, è un
piccolo capolavoro di stile. I suoni, sempre estremamente elaborati,
sono al servizio completo della Musica, non arrivano mai a soffocarla,
come talvolta capita tra le mani di DJ troppo generosi in vena di effetti
pirotecnici...ai quali ogni tanto scappa la mano.
Alcuni pezzi strumentali, dove Stefano Miele può dar fondo alle
proprie capacità inventive, sono semplicemente impeccabili. I
richiami sono inevitabili ma fatevi bendare e poi ascoltate la lunga
cavalcata elettronica di "Shamen". Giurereste che i Prodigy abbiano
stretto un accordo coi Massive Attack per un disco in comune.
Stefano Miele detesta le etichette musicali (si veda il testo di "MusicaAnarkika")
e fa bene, visto che il suo caleidoscopio musicale è ricchissimo
ed in continua evoluzione. A questo punto, direi che è maturo
per il "grande salto" oltre confine.
Capisco la volontà di mantenere una connotazione parte-nopea
e parte-napoletana :-), coi testi in italiano, ma un azzardo in inglese
ed una mirata promozione all'estero potrebbero portargli la fama che
merita. Anche perchè, diciamocela tutta, in Italia certe proposte
musicali, specie se così mirabilmente eclettiche e zigzaganti
come la sua, rischiano di non avere il risalto che meritano.
Per Flux, oltre all'impegno
di Miele, non si può evitare di segnalare i testi, le melodie
e la bella voce di Ilaria Graziano (ILA), le incursioni rap di Speaker
Cenzou, la collaborazione di Caparezza e la preziosa produzione di Miele
in combutta con Roberto Ferrante.
In definitiva, Flux è
esattamente un flusso continuo di suoni e di parole, incastonati
tra loro dalle abili mani di un'orafo d'eccezione. Un piccolo gioiello,
un diamante dalle mille sfaccettature. Da heavy rotation, senza dubbio...e
play it absolutely loud.
Flux contiene 15 brani:
- Dolce
- Flux
- Shamen
- Musicanarkika
- Respiri
- Cattive intenzioni
- Batek
- Doppia personalità
- Riflettori nella mente
- Moto circolare
- Pigs
- Amabile
- Kewok
- Detroit breaks
- T.S.O.T.W.