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Dopo reiterate (gentilmente
reiterate) richieste, provo a parlarvi di uno dei lavori più belli
e più discussi nell'ambito della Musica Colta degli ultimi 10 anni.
Parliamo di Officium dell' Hilliard Ensemble con Jan Garbarek ai Sax Soprano
e Tenore.
Discusso, dicevo, in quanto
quando si mette in campo un'operazione di questo genere (musica antica
e strumento moderno suonato oltretutto da un musicista che affonda le
sue radici nel Jazz) il rischio di essere accusati di compiere un'operazione
commerciale è molto forte, ma ancora più forte (e nefasto)
è il rischio di farsi prendere la mano ed avere come risultato
uno di quei dischetti che vanno in allegato alle riviste New Age, tipo
Musica per rilassare il corpo e la mente o amenità del genere.
Il primo dubbio ( operazione commerciale) è fugato dai nomi degli
interpreti: Hilliard Ensemble, il miglior quartetto vocale (in
formazione base) che ci sia in circolazione, di nazionalità Inglese.
Talmente bravi e famosi che diversi compositori contemporanei hanno scritto
appositamente per loro. Quartetto dalle doti vocali straordinarie, dall'intonazione
impeccabile e dalla capacità interpretativa sbalorditiva. Non hanno
certo bisogno di imbarcarsi in un'avventura strana per farsi conoscere.
Dall'altra parte Jan Garbarek, saxofonista Norvegese accusato di
avere abbandonato la via maestra del jazz per strade più commerciali
e semplicemente percorribili....beh....è semplicemente assurdo.
Si tratta di un ottimo strumentista il quale ha trovato la sua strada
fuori degli schemi usuali e che in questo contesto è in grado di
elaborare un discorso musicale ben definito e maturo. Basta ascoltare
"Visible World" per renderserne conto, dove il nostro, accompagnato
da personaggi del calibro di Manu Katchè alla Batteria, Eberhard
Weber al Basso e Mari Boine voce, dà vita a 15 perle imperdibili.
Eventualmente potremo parlare
di questo disco la prossima volta. Veniamo ad Officium.
Di cosa si tratta? si tratta
di 15 brani sacri per ensemble vocale, di autori che vanno dal 1200 fino
alla metà del 1500, quindi dai primordi della polifonia vocale
(il brano più datato è Beata Viscera di Perotin (Magister
Perotinus, 1200 uno dei fondatori della scuola di Notre Dame e pioniere
della polifonia sacra) mentre il brano più recente è Parce
Mihi Domine di Christòbal de Morales, 1500, tratto dal suo Officium
Defunctorum che da il titolo, appunto Officium, al CD.
Senza addentrarsi in analisi profonde che risulterebbero indigeste al
neofita sulle differenze stilistiche tra i vari brani, divisi tra di lor
da 3 secoli e mezzo, voglio portae l'attenzione di chi si accingerà
ad ascoltare questo capolavoro su 3 brani: Beata Viscera, O
Salutaris ostia di Pierre de la Rue e Parce Mihi Domine. Attraverso
questi tre brani ci si potrà rendere conto benissimo del percorso
svolto dalla polifonia. Nel brano di Perotin, infatti, di polifonia intesa
come più voci che cantano contemporaneamente parti diverse ve ne
è ben poca, ma dobbiamo pensare che siamo proprio ai primordi e
che già avere una linea melodica su un pedale tenuto è una
rivoluzione non indifferente.
Al di la di questo, l'atmosfera Gotica che emana dal brano è ipnotica.
Pare di vedere le volte della cattedrale di Notre Dame o del duomo di
Milano. In questa atmosfera il sax di Garbarek si muove quasi in punta
di piedi per non disturbare. Saltando a piè pari quasi 2 secoli,
passiamo al brano di de la Rue: Questa è già polifonia "quasi
" matura. Le voci si muovono in blocco, ma le regole dell'armonizzazione
moderna sono quasi tutte rispettate. All'orecchio allenato non sfuggirà
qualche errore veniale che comunque a mio parere contribuisce alla bellezza
del brano. In questo contesto, il sax si fa più audace, forte di
un'armonia che regge, può sviluppare un discorso autonomo, senza
però prevaricare il gruppo che rimane punto focale sul quale concentrare
l'attenzione dell'ascolto. (provate per sfizio a saltare immediatamente
al brano che segue, Procedentem Sponsum, coetaneo ma Ungherese e resterete
stupiti dal salto temporale all'indietro che sembrerà di fare,
con soluzioni armoniche elementari e nemmeno corrette, a dimostrare che
alcune parti d'Europa il discorso musicale si è evoluto molto più
lentamente che in altre).
Passiamo infine a Officium
per arrivare alla perfezione formale della polifonia. Movimenti perfetti
tra le voci e soluzioni armoniche perfette scevre dal minimo errore formale.
Siamo di fronte alla piena maturità del canto polifonico sacro.
I 15 brani (12 in realtà in quanto Parce Mihi Domine è proposto
in tre versioni diverse, una "Piana" cioè solamente vocale,
mentre le altre 2 con accompagnamento di Saxofono) hanno la particolarità
di essere eseguiti in modo assolutamente filologico dall'Hilliard, mentre
Garbarek ricama con il suo sax delle trame di una delicatezza straordinaria
attorno a questi suoni ancestrali senza avere la pretesa di usare lo stesso
stile vocale dei brani, ma usando scale e soluzioni melodiche moderne
che tuttavia, grazie alla "Garbatezza di Garbarek" perdonatemi
il calambour, si cuciono perfettamente addosso ai brani che scivolano
via uno dopo l'altro.
77 minuti di full immersion in un'altra dimensione dalla quale si ricava
un senso di pace e di tranquillità che a buon diritto fanno entrare
questo CD nella categoria degli "Ansiolitici Benzodiazepinici",
come scherzosamente detto dal recensore di Fedeltà del Suono a
proposito di Officium. Un cd da ascolto solitario, notturno possibilmente,
al buio, senza altre sollecitazioni a sensi che non siano l'udito. Incisione
fantastica, nello standard altissimo ECM. Voci di una naturalezza disarmante
e Sax presente ma non in primo piano.
Penso di concludere questa
mia impressione su Officium riportando la parte finale delle note di copertina,
che, oltre a dare l'idea dell'atmosfera nella quale si è svolto
il lavoro, fa capire a quali elevatissimi livelli tecnici siano gli esecutori:
Dice John Potter Tenore dell'Hilliard:
"Racchiusi nell'isolamento del monastero di S. Gerold, è
sembrato a tutti noi che il sassofono diventasse un'estensione delle nostre
voci. Questi brani aspirano quanto più possibile ad essere vicini
alle esecuzioni dal vivo: Sentendo dietro di noi la presenza di
Perotin e dei suoi successori abbiamo cercato di far si che ogni prima
registrazione potesse essere quella definitiva"
Buon ascolto
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