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I quotidiani sbarchi dei profughi
dalle sfortunate terre balcane e negli ultimi anni anche dal Medio e dall'Estremo
Oriente, nonché una riconosciuta importanza strategica all'interno
dei floridi commerci tra i maggiori stati mediterranei, fanno della Puglia
una regione multirazziale al pari degli altri grandi territori italiani
come il Lazio o la Lombardia. Con una differenza: se per questi ultimi
si può parlare anche di cosmopolitismo, per la Puglia, che rimane
sempre e comunque una regione del Sud, rimangono ancora irrisolti anche
se in misura minore rispetto alle vicine Basilicata o Molise, i tanti
problemi del Meridione (disoccupazione, inutili o abusive infrastrutture),
ragion per cui la multirazzialità emerge alla fine una delle contraddizioni
tipiche di quei territori, come quello pugliese, ancora in crescita
Rimane il fatto comunque che, al di là di tali problematiche, la
confluenza di diversi popoli rendono la vita e la cultura regionale colorita
e unica. Ne sono un esempio il gruppo musicale degli Opa Cupa.
Il nome significa il grido di esortazione alla danza degli zingari del
Sud-Est Europa. Il gruppo infatti non solo è formato da musicisti
leccesi: Cesare dell'Anna (tromba), Joe De Marco (trombone),
Gaetano Partipilo (percussioni), Giorgio Vendola (contrabasso)
e Massimiliano Ingrosso (batteria) , ma da anche due musicisti
internazionali: Adnan Hozic (voce, chitarra) della Bosnia Erzegovina
e Admir Shkurtaj (fisarmonica) dell'Albania.
Formatosi solo nel 1999, con
il loro primo lavoro Live in Contrada Tangano, che è una
masseria nel leccese dove tutti i componenti vivono con poeti e pittori,
e dove hanno registrato questo album strumentale, dimostrano un estro
creativo davvero unico e un'esperta padronanza degli strumenti musicali,
ma soprattutto una già matura elaborazione compositiva perchè
non era assolutamente facile convergere diverse esperienze musicali: chi
proveniva da bande musicali, chi dal jazz, chi dal piano bar, chi dalla
musica classica e chi da quella etnica.
Essendo il primo lavoro, il risultato poteva risultare confuso e non lasciare
traccia indelebile. Ed invece l'utilizzo delle monotone ma sempre affascinanti
melodie degli antichi canti bosniaci e quelle più articolate della
cultura albanese, incrociate con le sonorità bandistiche del Sud
Italia e alle improvvisazione tipiche del jazz, creano un suono davvero
accattivante e rendono la qualità ottima.
Il maggiore pregio del gruppo non sta tanto nella maestria compositiva,
quanto nella reale capacità di averci catapultato con appena 17
brani, in un'atmosfera multirazziale viva e festosa. E questo perché
non hanno pensato al proprio lavoro come uno studio etnografico.
Live in contrada Tangano è la più esemplare colonna sonora
di ciò che oggi è la Puglia.
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