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Artista/Gruppo: | Markus Reuter |
| Titolo: | The Longest Terms of Being | |
| Etichetta: | ----- | |
| Web site: | ----- | |
| Codice: | ----- | |
| Recensore: | Nemo | |
| Pubb. il: | 04/07/2004 | |
| Copyright: | Nemo per www.music-on-tnt.com |
| Siete in: Home > Recensioni > Jazz / Fusion / New Age |
| The Longest Terms of Being, ultimo lavoro del
notevole touch guitarist Markus Reuter è un cd letteralmente eccezionale,
uno dei migliori, se non il migliore, cd Ambient dell'anno 2002. Qualsiasi
ascoltatore, anche alle prime armi con questo genere, lo può percepire
sin dal primo ascolto. Il suo stile nel campo dell'ambient music viene meglio definito come
"Active Ambient Music", un sound che richiede un ascolto attento
e partecipativo. In effetti The Longest Terms of Being non è affatto
un lavoro statico, monocorde od amorfo, bensì vitale, coinvolgente
e visionario. Lo stile di Markus è molto personale, e tanto per
rendere l'idea è avvicinabile a quello del Robert Fripp più
sperimentale (che non possiede il feeling romantico di Reuter) e per certe
sonorità al Brian Eno di alcuni anni fa. "A Clue to Reality" (2.59) brevissimo brano ambient di ampio respiro, intenso e triste che qualsiasi melomane troverà irresistibile. All'ipnotico e liturgico "Read Aloud in Cold Blood" (9.54), autentico masterpiece di musica cosmica, presenta il suono di un'organo trasfigurato e solitario nel vuoto stellare. "Further Clues of Reality" (6.23), autentica gemma musicale ambient, perfetto quasi un'excursus tra il romanticismo germanico dei Tangerine Dream degli anni '80, ed un Brian Eno in grazia di dio. Un feeling davvero commovente. Il maestoso e panico"Demonstration with the Enemy" (9.13), davvero intenso e glaciale dimostra la bravura del nostro Reuter nel trarre un simile universo sonoro lavorando su poche corde della sua Touch guitar. "Confirmation" (6.08) lascia stupefatti, una liturgia stellare per organo, che accosto per bellezza ed ispirazione al primo Schulze (Irrlicht e Cyborg), bellissimo.... "The Fear of Final Falling"(1.58) una track fin troppo breve, dove Markus modula il suo string sound in un'escursione che richiama alla mente delle sirene stravolte, modulate in un sentimento angoscioso. L'ambient decisamente intima di "The Increase of Faith" ( 6.29) percorre le modulazioni del sentimento nella sua intensa e solitaria emotività, quasi come fosse modellata sul respiro di un'amante che ripercorre con la memoria intensi ricordi d'amori perduti. Il davvero maestoso "Angels of Burn", quasi orchestrale, dallo sviluppo ipnotico trasmette davvero l'intensa sensazione quasi glaciale dell' Immenso spazio cosmico. Chiude in bellezza l'intimistico "Hold" (8.21) bellissimo
e struggente. Un lavoro importante e veramente grande, dedicato a tutti
coloro che ricercano la Bellezza nella musica quale vera e durevole opera
d'arte. The Longest Terms of Being (2001) Abolition of Death |