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In
occassione del kolossale Drowned worl tour 2001, che toccò anche
l'Italia nel Giugno dello stesso anno, la Warner ha rimasterizzato per
tutto il mercato mondiale i primi tre album di Madonna. Il terzo e ultimo
di questi è True blue.
Per ogni cd rimasterizzato sono state inserite in aggiunta due brani remixati:
in questo caso quelle di True blue e La isla bonita.
Uscito nel 1986, due anni dopo Like a virgin e il tour omonimo,
l'album divenne il secondo best seller di vendite della carriera della
star. Raggiungendo la prima posiziona in 28 paesi, è di sicuro
quello che realmente rese Madonna famosa in tutta la Terra.
Se gli anni precedenti i critici sottolinearono quasi esclusivamente i
difetti della cantante (che indubbiamente c'erano), snobbando un fenomeno
musicale e di costume che pian piano stava conquistando il mondo, adesso
invece analizzarono tutto con obiettività. Ammettendo, un po' con
stupore, che le loro ipotesi, ovvero che lei era solo un fenomeno passeggero
e destinato ad avere poca vita artistica, erano sbagliate. I critici furono
costretti a guardare Madonna da una diversa angolazione. A questo contribuì
la stessa star che ancora una volta preferì attrarre l'attenzione
puntando in primis sull'immagine, che doveva poi trainare il lavoro musicale.
Diversamente da quello che
si poteva immaginare, la cantante abbandonò quel look da strada
tutto pizzi, merletti e crocifissi, che aveva catalizzato l'attenzione
dei media, favorendo la nascita un po' in tutti i paesi del mondo di piccole
madonnare , chiamate wanna-be, per un aspetto più maturo ma sempre
conturbante. Questo piacque alla maggior parte dei critici, che preferivano
vedere le cantanti donne non provocanti. Per il video del primo singolo
Live to tell, appariva con un semplice vestito e senza trucco,
mentre per il secondo Papa don't preach si immedesimava in una
ragazza di provincia rimasta incinta e che non voleva abortire. Questo
cambio di look che nessuno si aspettava cominciò a rendere famosa
la cantante per la capacità di spiazzare e di sorprendere tutti,
qualità che affinò negli anni successivi, diventando oggi
irraggiungibile e inarrivabile. Tant'è vero che quando tutti pensarono
che la star si fosse convertita ad un comportamento retto che si rispecchiava
negli abiti, ecco che sorprese tutti apparendo nel video di Open your
heart, mentre interpreta una spogliarellista che balla col famoso
corsetto nero, in un locale tra guardoni, voyeur, omosessuali e lesbiche.
Già all'epoca, qualcuno ammise la genialità di Madonna per
non stancare e annoiare mai, ma anche che tutto ciò era un'enorme
e macchinosa manipolazione dei media, frutto di miliardarie strategie
di mercato alle spalle.
Comunque sia, come si diceva fu con questo album che i critici cominciarono
a ritenere musicalmente Madonna interessante. La ragione è da ritenere
soprattutto per la variegata produzione del lavoro. Producendo e scrivendo
tutti i brani insieme a Patrick Leonard, con cui iniziò una solida
collaborazione e a Stephen Bray, Madonna usò uno stile diverso
per ogni canzone. Il brano di apertura Papa don't preach colpisce immediatamente
per il memorabile arrangiamento dell' intro tutto in archi. Anche la sua
tecnica vocale è cambiata: preferendo il falsetto che l'aveva resa
celebre, per una voce nasale e quindi più profonda, dà maggiore
appiglio drammatico ad ogni interpretazione. Nel secondo brano Open your
heart, l'uso della batteria accentua la performance sexy aggressiva rappresentata
nel video. Il terzo brano White heat si rifà ad un pop elettronico,
mentre Live to tell è una splendida ballata, uno dei suoi capolavori,
apparentemente semplice ma costruita seguendo geniali intuizioni.
La musica interrotta ad un
terzo del brano poi ripresa per i versi finali è una mossa indovinatissima.
Il resto dell'album sorprende per la molteplicità degli aspetti:
in Where's the party rilegge la disco anni '70, in La isla bonita la musica
latina, in Jimmy Jimmy il pop ballabile degli anni 50 e nella finale Love
makes the world go round quel pop scanzonato anni '80 rappresentato da
gruppi come B'52s.
Da True blue si comprende che l'obiettivo di Madonna era quello di crescere
artisticamente, di scrollarsi di dosso qualsiasi cosa potesse ricordare
un suo lavoro precedente. Guardandosi attorno e metabolizzando con entusiasmo
qualsiasi stimolo ed energia nuova, la sua arte si può benissimo
considerare un tipo di performing art che anno dopo anno si evolve.
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