Ciao a tutti.

Soffermatevi ad osservare la foto.

Andrea Monterisi figlio del più noto (per ora) Sabino recensiore di Music on Tnt

Il bimbo in primo piano: sono io, Andrea, nato alla fine del 2000. Il fotografo, che purtroppo (per lui, ma meglio per noi) non si vede, è il mio papà, Sabino Monterisi, il nuovo collaboratore di Music On Tnt. Papà, prima di scattare la foto (anche questa), mi fa aspettare, dice che deve mettere a fuoco, che deve aspettare la luce giusta e che sta combattendo con la regolazione dell’otturatore e del diaframma. Poi (ma solo poi) scatta, alcune (rare) volte con apprezzabili risultati.

Papà è stato chitarrista, ha suonato rock con diverse chitarre (non più di una per volta) e con diversi amplificatori (ogni tanto più di uno contemporaneamente), si vanta di essere affascinato dalla musica e dai suoni che la compongono. La nonna mi racconta che, durante il quotidiano esercizio musicale - chitarristico, un metronomo elettronico collegato ad un trasformatore funzionava ininterrottamente (tac tac tac tac tac tac tac, talvolta 180 tac al secondo), per tutta la giornata.

Ora purtroppo (per lui, ma molto meglio per noi) non suona più, preso com’è dal lavoro e dagli impegni della giornata. Non ho capito bene cosa faccia papà effettivamente: so che ha studiato all’università, a volte lo vedo indossare una divisa nera, altre volte veste tutto preciso, giacca cravatta e computer portatile, anche se in casa gira mezzo nudo e scalzo.

Nei brevi momenti di relax che papà si ritaglia, sprofonda nel divano per ascoltare la musica. La ascolta al buio, ad occhi chiusi (mi fa quasi impressione). In questi momenti entro in sala di colpo, per farlo spaventare, ma mi fermo anch’io ad ascoltare la musica. Mi diverte di più la musica che fa muovere la testa, papà la chiama rock, ma ascolta anche e soprattutto jazz ed alcune volta classica, anche se non ho capito bene cosa papà preferisca. Comunque ha un buon numero di cd, i dischetti piccoli e splendidamente brillanti, che tento sempre di prenderli per poterci giocare, anche se papà puntualmente mi fulmina quando mi vede che ne ho in mano uno. Quando termina di ascoltare un disco, lo mette da parte e non l’ascolta più, fino a quando non ha terminato di ascoltare tutto il resto della sua collezione “per evitare di ascoltare sempre le stesse cose”, dice.

Certe volte si trastulla con chiavi esagonali, giraviti, strani coni metallici e gommini vari, per mettere a punto altoparlanti, lettori cd e amplificatori, ed io, puntualmente, gli do “una mano”. Lo faccio particolarmente felice quando prendo tutti quei fili colorati che si trovano dietro l’amplificatore e provo a staccarli, per riporli nella mia cameretta.

Altre volte prende il suo computer per scambiare la posta elettronica e visitare i siti ed i gruppi di discussione. La mamma, quando papà è via, guarda di nascosto i messaggi di posta elettronica che papà riceve dai suoi simpatici amici, e mi dice che papà è un porco. Spesso papà e mamma guardano qualche film, quelli complicati dove alla fine, se sono fortunati, riescono a capire qualcosa, altrimenti rimangono a discutere del significato anche per giorni. Io, di solito e per mia fortuna, mi addormento subito dopo l’inizio.

Papà e mamma mi hanno regalato una chitarrina classica a scala corta, adatta per i bimbi di tre anni, anche se io ne devo ancora compiere due. Forse per diventare bravo, più di George Benson. Speriamo

Ciao