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Il Clavicembalo 2° parte La storia degli strumenti a tastiera della famiglia del clavicembalo
è una storia di scuole nazionali: ha inizio in Italia, da dove poi si
diffonde nei Paesi Bassi e da lì al resto dell'Europa. Verso la metà del sedicesimo secolo i Paesi Bassi risentirono fortemente le influenze della scuola italiana, e gli strumenti fiamminghi risultano spesso copie di quelli italiani. La famiglia più famosa tra i costruttori di strumenti è quella dei Ruckers. I lori strumenti, ad una o due tastiere, avevano due registri di "sonorità" accordati uno all'unisono e l'altro all'ottava superiore. Probabilmente furono proprio i Ruckers a produrre i primi strumenti a due tastiere, con lo scopo di facilitare la trasposizione dei brani. La Francia, l'Inghilterra e la Germania si rifornivano di strumenti
prima in italia e in seguito nelle Fiandre. In Germania, agli inizi del '700, furono attivi gli Hass, che costruivano
strumenti molto elaborati, con più registri di sonorità anche accordati
all'ottava inferiore, e i Grabner. I clavicembali di costruzione odierna
sono purtroppo ben lontani dalle sonorità e dai timbri di un tempo, snaturati
dalla complessità meccanica e dalla continua ricerca per il contrasto
timbrico: hanno quasi sempre un registro di sonorità accordato all'ottava
inferiore oltre a quelli classici, hanno le corde ricoperte nella sezione
grave per poter contenere la lunghezza dello strumento, e la cassa e l'armatura
sono più pesanti per reggere le maggiori tensioni in gioco. Il ruolo del clavicembalo All'inizio sul clavicembalo si eseguivano musiche di ogni genere, anche se non scritte specificamente per lo strumento: ballate, canzoni, frammenti di messe… Oltre che solista, il clavicembalo si prestava anche ad accompagnare: 1) il canto singolo con accordi soltanto consonanti, ed eventuali ornamenti Per il ballo veniva utilizzato maggiormente il liuto, perché il clavicembalo risultava sconveniente per la mancanza del piano-forte (si veda al proposito, la prima parte dell'articolo), necessario a scandire i tempi della danza, ma a poco a poco il clavicambalo sostituisce anche in questo il liuto, e ne eredita le forme musicali. Nella prima metà del Cinquecento la musica per clavicembalo era considerata inferiore a quella per gli altri strumenti, e i primi brani scritti appositamente appaiono nella seconda metà del '500, quando William Byrd scrisse alcune composizioni raccolte nell'opera "Parthenia", la prima raccolta stampata di musiche per clavicembalo. Durante il '600 si affermarono come musicisti Frescobaldi in Italia, Scheidt nel Lussemburgo, Sweelinck in Olanda, Chambonières in Francia. Il clavicembalo toccò l'apice delle sue possibilità espressive nel '700, con l'uscita del "Clavicembalo ben Temperato" di Bach, opera fondamentale per la definizione del sistema temperato, ed di una miriade di musiche dello stesso Bach, ma più in generale di tutti i compositori dell'epoca, Vivaldi, Haendel, Mozart, Couperin, Scarlatti... fino all'avvento del pianoforte che ne segnò il declino. Alla fine dell'800 hanno scritto concerti per clavicembalo Francis Poulenc e Manuel de Falla. Un rinato interesse per il clavicembalo si è avuto nel XX sec., epoca in cui è stato costruito da Gaveau, Pleyel, Neupert, ed in cui è stato utilizzato nel campo della musica sperimentale. Le composizioni per clavicembalo Per chi fosse interessato, consiglio le seguenti registrazioni per ascoltare il clavicembalo in epoca barocca:
Gli ultimi due dischi contengono brani per clavicembalo solista, sonate nel primo caso, suites nel secondo: le sonate di Domenico Scarlatti (autore molto prolifico in questo campo, con circa 500 sonate per clavicembalo) sono molto piacevoli ed orecchiabili, mentre le suites di Purcell richiedono più tempo e concentrazione per essere apprezzate. A presto © Copyright 1999 Mattia Cobianchi -http://www.music-on-tnt.com |