Copertina del DVD  Don Giovanni  Mozart Artista/Gruppo: W. Amadeus Mozart
Titolo: Don Giovanni
Etichetta: Arthaus Music
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Recensore: Paolo Bramardo
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Copyryght: Paolo Bramardo per www.music-on-tnt.com

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Quando Wolfgang Amadeus Mozart si reca a Praga nel 1787 per completare la composizione del Don Giovanni e collaborare all’allestimento, la sua fama nella capitale boema è già ben consolidata. Qui era giunto all’inizio dell’anno invitato da Franz e Josepha Duschek per assistere alla messa in scena de Le nozze di Figaro e il grande successo dell’opera gli era valso un contratto con il direttore del Teatro Nazionale, Pasquale Bondini, per comporre un’opera da rappresentare a Praga: 100 ducati l’onorario pattuito.

Alla luce degli eccellenti risultati conseguiti con il Figaro, Mozart decide di affidare la ricerca e l’elaborazione del nuovo soggetto ancora a Lorenzo Da Ponte. Costui è poeta di corte a Vienna, italiano di origini venete – al secolo Emanuele Conegliano – che si fregia del titolo di abate per aver preso gli ordini minori. Da Ponte è un fine letterato, dotato di un talento freddamente raziocinante che ben si sposa con la genialità creativa del Maestro.

Il soggetto scelto per Praga non è originale e ha già una lunga tradizione teatrale. Le prime tracce certe risalgono al 1630; in Spagna viene rappresentato El Burlador de Sevilla y el convidado de petra. Ne è autore Tirso de Molina (il monaco Gabriel Téllez). Allo scarso successo in patria, corrisponde un vivo interesse in Francia e in Italia e nasce un filone, fino a giungere al Convitato di pietra (musica di Giovanni Gazzaniga e libretto di Giuseppe Bertrati) andato in scena a Venezia. E’ da qui che Da Ponte prende le mosse, ampliando secondo la necessità l’atto unico di Bertrati con l’attiva collaborazione di Mozart, sempre molto attento al perfetto connubio dell’aspetto letterario con quello musicale. Un esempio su tutti: nel banchetto finale, al quale interverrà la statua del Commendatore, Don Giovanni è allietato da una compagnia di musicanti che si producono in tre citazioni raffinate ed ironiche; Cosa rara di Martin y Soler, I due litiganti di Giuseppe Sarti e infine il “Non più andrai” del Figaro con Leporello che commenta: «Questa poi la conosco pur troppo».

Nel soggiorno praghese, Mozart frequenta assiduamente la villa dei Duschek, oggi Villa Bertramka, grazioso e curato museo dedicato a Mozart e al suo Don Giovanni.
Basandosi sull’aneddotica, l’ouverture sarebbe stata composta all’ultimo momento e gli orchestrali l’avrebbero eseguita a prima vista. La realtà è diversa, ma neppure troppo: Mozart lascia per ultima l’ouverture e decide di dedicarvisi la sera prima della vigilia, giorno fissato per la prova generale. Prega la moglie Costanza di fargli compagnia e di aiutarlo a stare sveglio, ma la stanchezza ha il sopravvento. La moglie sveglia il compositore alle 5 del mattino, alle 7 deve passare il copista a ritirare il manoscritto e per quell’ora l’ouverture è pronta.
La prima ha luogo il 28 ottobre del 1787 e le cronache dell’epoca forniscono la testimonianza dello straordinario successo.

LA TRAMA

L’ouverture è il manifesto dell’intera Opera, ci spiega con grande efficacia, tramite la sua forma bipartita, il titolo apposto sul frontespizio dal Maestro: Don Giovanni, il dissoluto punito – Dramma giocoso in due atti. Lo spettatore è subito avvolto dalle atmosfere cupe, demoniache, che successivamente cedono il passo a sonorità più leggere che senza soluzione di continuità ci portano sulla scena, dove Leporello, il servo di Don Giovanni, si lamenta del proprio ruolo davanti alla casa del Commendatore. Intanto il nobile, mascherato, è entrato in casa di nascosto per tentare di sedurre Donna Anna, che riesce a sventare il tentativo e Don Giovanni appare in scena seguito dal Commendatore, padre della ragazza. Ne scaturisce un duello nel quale resta ucciso il Commendatore, Don Giovanni e Leporello fuggono.

Il giorno successivo, l’incorreggibile libertino è pronto per nuove imprese, ma viene scovato da Donna Elvira, una delle sue numerose conquiste, che non si rassegna al ruolo di sedotta e abbandonata. Don Giovanni con la consueta abilità si sottrae alla scomoda situazione e Leporello intona l’aria “Madamina, il catalogo è questo”, sottoponendo a Elvira la sterminata lista delle prede del suo padrone.

Il cavaliere si imbatte quindi in un corteo nuziale ed è colpito da Zerlina, contadina sposa di Masetto. Ordina a Leporello di organizzare una festa per tutti i contadini, con l’obiettivo di sedurre Zerlina, ma mentre costei sta per cedere a Don Giovanni (“Là ci darem la mano”) irrompe Elvira che mette in guardia Zerlina. Arrivano pure Don Ottavio e Donna Anna, alla ricerca dell’assassino, la situazione si complica, Donna Anna e Don Ottavio chiedono aiuto a Don Giovanni per vendicare la morte del Commendatore. Don Giovanni riesce ancora una volta a sottrarsi abilmente alle accuse di Donna Elvira, che descrive come pazza, ma Donna Anna ha riconosciuto in lui la voce dell’omicida.

L’azione si sposta nel palazzo di Don Giovanni. Zerlina è divisa tra l’amore per Masetto e il fascino del cavaliere. Si presentano in giardino alcune maschere: Elvira, Anna e Ottavio decisi a vendicarsi; Don Giovanni, ignaro di chi si celi sotto quelle spoglie, invita le maschere ad entrare.

Nel corso della festa, Don Giovanni si apparta con Zerlina, che chiama aiuto e le maschere si rivelano per quel che sono, accusando il nobile dei suoi crimini.

ATTO SECONDO

Leporello è ben deciso a cambiare vita e ad abbandonare il padrone, ma bastano poche monete a fargli mutare idea. Don Giovanni gli chiede di sostituirsi a lui in una serata galante con Donna Elvira. Il cavaliere, invece, indossa i panni di Leporello per conquistare una cameriera. Il travestimento inganna anche su Masetto che, in cerca di Don Giovanni, gli svela di essere pronto a ucciderlo. Il cavaliere, dopo essersi fatto consegnare le armi con uno stratagemma, rifila a Masetto un’abbondante dose di legnate.

Leporello, a sua volta scambiato per Don Giovanni, rischia la vita quando si trova braccato da Masetto, Zerlina, Donna Anna, Don Ottavio e Donna Elvira, tutti decisi a fargli la pelle

Leporello e Don Giovanni si ritrovano nel cimitero, vicino alla tomba con la statua del Commendatore. Il cavaliere se la ride per quanto è accaduto poc’anzi, finché la conversazione è interrotta da una voce profonda e terrificante. E’ la statua a parlare, Don Giovanni ordina a Leporello di invitarla a cena (“O statua gentilissima”) e la statua annuisce.

Dopo una scena amorosa tra Donna Anna e Don Ottavio, si passa alla cena di Don Giovanni. Mentre costui mangia si presenta Donna Elvira che compie un estremo tentativo per convincere l’amato a pentirsi, ma ottiene solo di essere derisa. Mentre fugge incontra la statua del Commendatore che ha accettato l’invito.

Il Commendatore domanda a Don Giovanni se, a sua volta, sia disposto a recarsi a cena da lui, il nobile non esita, la statua chiede di dargli la mano come impegno, il gelo si diffonde nel corpo del libertino mentre il Commendatore gli impone di pentirsi: Don Giovanni rifiuta con ostinazione e sprofonda nelle fiamme dell’inferno.

La scena finale è con i personaggi che cantano insieme la morale della storia.

IL DVD

Il Don Giovanni della Arthaus Musik è stato registrato nel 2001 alla Opernhaus di Zurigo ed è proposto in un’edizione su due dischi. Oltre all’opera, trova spazio un extra di 24 minuti che viene presentato come un dietro le quinte, ma si tratta semplicemente di interviste ai protagonisti. In ogni caso è uno sforzo per offrire un livello di informazione supplementare. Il cambio di disco avviene sul recitativo che introduce l’aria di Donna Elvira “Mi tradì quell’alma ingrata” e la scelta non è felicissima, si poteva fare in modo di dividere i due atti uno per disco. Si tratta in ogni caso di difetti veniali, che scompaiono di fronte ai molti pregi. La traccia audio in stereo PCM non compresso è di qualità cd, più che soddisfacente. Vi è anche una traccia in DD 5.1, che però non ci sentiamo di consigliare.

L’opera è stata ripresa in formato 16:9, più naturale rispetto al 4:3 televisivo e dunque con la possibilità di ottenere inquadrature migliori della scena. La qualità video, infine, è decisamente superiore alla media: buoni i colori, la luminosità e il contrasto, sempre elevata la definizione.
L’allestimento scenico riesce a svincolarsi dal conservatorismo pur senza spingersi ad eccessi che sconfinano in uno sterile autocompiacimento. Si è optato per una scenografia essenziale e fuori dal tempo, così come per i costumi e gli oggetti, con il chiaro intento – a nostro modesto avviso riuscito – di far risaltare maggiormente l’aspetto psicologico dei personaggi. Ne scaturisce un’opera universale, ancora attuale, che prende le mosse dalla Siviglia del XVII secolo per giungere fresca e incontaminata fino ai giorni nostri.

Leporello ha su di sé il l’onore e l’onere del carattere comico e Polgàr ci regala un servitore disincantato, perennemente sull’orlo della ribellione che, però, alla fine ripropone in sedicesimo gli stessi difetti del suo padrone, il suo sdegno si può placare in qualsiasi momento con le minacce e con qualche moneta.

Don Giovanni (Gilfry) non ha bisogno di essere immaginato nel ruolo del libertino seduttore, possiede naturalmente la prestanza atletica e il fascino richiesti dalla parte, gli atteggiamenti del nobile arrogante scaturiscono con naturalezza. Il cavaliere incarna il carattere demoniaco che Da Ponte a Mozart hanno voluto dargli, superando di molte lunghezze gli stereotipi che avevano calcato le scene fino a quel momento.

Donna Elvira è ottimamente interpretata da una vulcanica Cecilia Bartoli, dilaniata da opposti sentimenti: la smania di vendetta della donna tradita e abbandonata e la pietà ispirata da un amore che non riesce a soffocare e per il quale sarebbe disposta a qualsiasi sacrificio.

I caratteri principali si fondono sulla scena in una “squadra” affiatata e ben diretta, ripresa con perizia dalle telecamere che si alternano con il giusto ritmo, ricorrendo ai primi piani quando necessario ma senza indugiare troppo, senza esagerazioni.
La direzione di Harnoncourt, infine, ci offre un’interpretazione elegante e unitaria, che ben raffigura anche la sensualità dell’opera mozartiana.

La Scheda

ARTHAUS MUSIK

Wolfgang Amadeus Mozart
DON GIOVANNI
(2 DVD Video)

Direttore:

Nikolaus Harnoncourt

Interpreti:

Rodney Gilfry Don Giovanni
Laszlo Polgàr Leporello
Cecilia Batoli Donna Elvira
Isabel Rey Donna Anna
Roberto Saccà Don Ottavio
Liliana Nikiteanu Zerlina
Oliver Widmer Masetto
Matti Salminen Commendatore

Regia:

Jurgen Flimm

Formato Video: 16:9
Formato Audio: Stereo PCM e DD 5.1
Durata: 187’ + 24’ extra
Sottitoli: Italiano (lingua originale), Inglese, Tedesco, Francese, Spagnolo

Registrato all’Opernhaus di Zurigo (2001)