Farinelli copertina del CD. Soundtrack: Farinelli
Titolo: Farinelli il Castrato
Etichetta: Auvidis-Travelling K1005
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Recensore: Gioachino Lorelli
Pubb. il:
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Cari Amici: Eccomi a parlare nuovamente di una “Colonna Sonora” e anche questa volta, si tratta di un CD che definire colonna sonora è riduttivo. Guarda caso, poi, questo CD è prodotto dalla stessa Auvidis-Travelling che produsse “Tous les Matins du Monde”, lavoro del quale vi ho già parlato.

Naturalmente, avete già imparato che “Auvidis-Travelling” vuol dire “Laboratori Paul Verany” e quindi suono Audiophile.
E’ il turno, questa volta, delle musiche per il film “Farinelli Voce Regina” mentre, inspiegabilmente, il CD ha il titolo ( orribile) di “Farinelli il Castrato”…...
Velocemente il film: l’ho trovato orribile. Storicamente poco corretto, con personaggi o troppo poco o troppo caratterizzati ed orientato decisamente verso l’aspetto più “ squallido“ del personaggio Farinelli: Il suo presunto successo sessuale con le donne. Il film insiste sul fatto che le donne venivano da lui sedotte con il suo sensualissimo modo di cantare e con la sua voce.
Lui era quello che iniziava il “rapporto amoroso”, che veniva poi “concluso” dal fratello, in virtù di “un patto” che sarebbe intercorso tra i due.….insomma, una trama da filmetto di serie B ed una buona occasione persa dal regista Gerard Corbiau, di fare della seria informazione sul fenomeno degli “Evirati Cantori” . Chiuso con il Film.

Le musiche….beh…le musiche sono un’altra cosa..ma andiamo con ordine.

Carlo Broschi, detto “Il Farinelli “ in onore del suo primo maestro un certo “Farinelo”, nacque ad Andria (come la nostra Rosalba). La sua arte lo portò in giro per tutta Europa, fino all’arrivo in Spagna, dove visse per lungo tempo alla corte di Filippo V e Ferdinando VI, e poi di li a Bologna, dove si stabilì definitivamente fino alla morte. L’importanza di Farinelli nel 700 è data non solo dalle sue straordinarie doti vocali, ma anche dal fatto che fu fine personaggio di cultura, attorniato dalle personalità di maggior spicco del suo periodo, specie dopo il trasferimento a Bologna, ove la sua residenza divenne meta e ritrovo per personaggi del calibro di padre Martini, Gluck e Metastasio. Ritengo comunque, che un inquadramento storico del fenomeno dei castrati e di Farinelli in particolare, potrebbe essere oggetto di un lavoro di Rosalba…… Passiamo quindi alle musiche.

Il CD è una interessante raccolta di brani del 700, di autori più o meno conosciuti. Andiamo da Haendel a Hasse, da Pergolesi a Porpora e a Riccardo Broschi, fratello di Farinelli. Le musiche sono eseguite da un’orchestra poco nota, Les Talens Lyriques, sotto la direzione di Christophe Rousset. L’esecuzione è piacevole e corretta anche dal punto di vista filologico e la voce di Farinelli è….oooppps……la voce di Farinelli? Ma nessuno sa che voce avesse Farinelli, anzi: Nessuno sa che voce avesse un castrato, anche se esiste un documento registrato di un frammento dell’ultimo castrato della Cappella Sistina, documento che io possiedo e che, vi garantisco, è talmente mal registrato (il Geloso al confronto parrebbe un Nagra) da lasciare uno con le idee ancora più confuse. La strada percorsa dai tecnici della Auvidis-Travelling, e stata quella di inventarsi di sana pianta la voce di un castrato, ritenendo che, l’interpretazione di un sopranista non potesse essere paragonabile a quella di un eunuco per il fatto che il sopranista IMITA la voce femminile, mentre l’eunuco HA voce femminile. La via scelta, è stata una via ad altissima tecnologia, consistente nell’editing digitale tra due voci: Quella di un soprano: Ewa Mallas Godlewska e quella di un Controtenore: Derek Lee Ragin. Una volta ottenute le registrazioni dei due cantanti, separate, e conoscendo, dalle cronache, la strabiliante estensione di 3 ottave (Do2 – Do5) di Farinelli, e la sua capacità di cantare frasi lunghissime su un solo fiato “ l’arte di saper conservare e ripigliare il fiato con tale riserva e perizia, senza mai farne accorgere alcuno, principiò e terminò con lui” (G.B. Mancini) un certosino lavoro al computer ha ricreato questa voce artificiale, che però risulta molto credibile (tranne in alcuni punti, dove l’estensione è tale da far capire chiaramente che la nota bassa e quella alta sono state cantate da due persone diverse (ascoltare la cadenza al minuto 5 del primo brano, oppure il minuto 2 del brano 4, dove il fenomeno è chiarissimo).


I cantanti, comunque sono bravissimi, e la voce ottenuta è molto credibile, se non fosse per il fatto che l’aver registrato l’orchestra in un ambiente (lo stupendo auditorium dell’Arsenale di Metz, “reinventato” nel 1989 dall’architetto Ricardo Bofill ) , e poi “appiccicato il solista” in fase di editing, (altro ambiente, presumibilmente Ambiente Windows…..?) da vita ad uno spiacevolissimo “effetto Karaoke” (non so come altro definirlo). Si capisce in pratica che siamo di fronte a due eventi non contemporanei, una sorta di scollatura tra l’orchestra ed “il solista” che costituisce a mio avviso l’unico difetto in un CD che, comunque, è godibilissimo, propone brani anche piuttosto inusuali (come quelli di Porpora e Riccardo Broschi) e, perché no, da la misura di cosa possa ottenere oggi la tecnologia.