«Ciò
che nei nostri tempi non è permesso dire, viene cantato…
Attentarsi a sostenere che la musica del sig. Mozart non sia un capolavoro
artistico, equivarrebbe a schierarsi apertamente per l’intrigo
o la mancanza di gusto. Vi sono in essa tante bellezze e una tale ricchezza
di idee quali soltanto potevano scaturire dalla mente di un autentico
genio».
La recensione de Le nozze di Figaro comparsa sulla Wiener Realzeitung
l’11 luglio 1786 rende giustizia al talento del Maestro e alla
sua Opera, rappresentata la prima volta il 1° maggio di quell’anno,
ma non può svelare quali e quanti ostacoli si siano dovuti superare
per raggiungere l’obiettivo.
E’ Mozart ad individuare il libretto da proporre a Lorenzo Da
Ponte. Il soggetto, che tanto piace al Maestro, è in sé
abbastanza rivoluzionario da non essere gradito nelle corti europee
dell’epoca, neppure nella Vienna “liberale” di Giuseppe
II. Mozart aveva ascoltato nel 1783 il Barbiere di Siviglia di Paisiello,
restando colpito dalle qualità teatrali di Beaumarchais e non
poteva non essere conquistato da Le mariage de Figaro ou la folle journée,
messo in scena con grande successo il 27 aprile del 1784 nonostante
l’opposizione del re.
Il sodalizio con Da Ponte si rivela prezioso non solo per la qualità
letteraria e teatrale dell’Opera, ma anche per la sua stessa nascita.
E’ grazie all’abilità dell’abate italiano e
alla sua abitudine agli intrighi di palazzo se riesce a convincere Giuseppe
II ad autorizzare l’allestimento del lavoro per il teatro di Vienna.
Ulteriori ostacoli si parano sulla strada di Mozart, ma tutti vengono
superati con la determinazione che lo contraddistingue. Quando tutto
rischia di naufragare per un vero e proprio complotto di cantanti e
compositori, interviene l’Imperatore in persone a ordinare che
si proceda con le prove. O’Kelly, il tenore che interpreta Don
Basilio e Curzio, ci lascia una gustosa testimonianza.
«Benucci cantò l’aria di Figaro “Non più
andrai…” a piena voce e con la massima vivacità.
Io stavo accanto a Mozart che esclamò diverse volte “Bravo,
bravo Benucci!”. Quando venne quel punto “Cherubino, alla
vittoria, alla gloria militar!” che Benucci cantò con voce
tenorile, l’effetto fu tale, sui cantanti e sui musici in orchestra,
che tutti presero a gridare entusiasti, fuori di sé “Bravo,
bravo Maestro! Viva, Evviva il grande Mozart”».
Il Figaro viene replicato nove volte a Vienna prima di cedere il cartellone
alla Cosa rara di Martìn. Se la stella si spegne abbastanza in
fretta in Austria, presto comincerà a brillare di luce ben più
fulgida e duratura a Praga, tanto da sorprendere lo stesso Maestro quando
si reca nella capitale boema.
«…Alle sei, insieme al conte Canal – scrive Mozart
all’amico Gottfried von Jacquin – mi recai in carrozza al
cosiddetto ballo di Breitfeld, ove suole riunirsi il fior fiore delle
bellezze praghesi. E qui vidi, con mia somma soddisfazione, tutti gli
invitati piroettare allegramente alla musica del mio Figaro trasformato
in controdanze e danze tedesche. Perché qui non si parla che
del Figaro, non si suona, non si strombetta, non si canta, non si fischia
che il Figaro, non si va a sentire altra opera che il Figaro. Eternamente
Figaro! Certo è un grande onore per me!».
Ma qual è il segreto di un’opera che ancora oggi ci rapisce
con la forza immutata di emozioni che hanno resistito all’assalto
di oltre due secoli?
Le nozze di Figaro, sotto la patina di lussuosa e godibilissima opera
buffa, svelano una straordinaria commedia umana, un arguto affresco
di caratteri; le maschere sono il doveroso tributo al genere comico,
ma vengono sfruttate allo scopo di far risaltare ancor più gli
uomini, prigionieri dei propri vizi e impegnati sempre nell’eterna
lotta per il potere.
La
Trama
Primo atto
Il sipario si alza su Figaro che misura la stanza, gentile dono del
suo padrone, il Conte d’Almaviva, per le nozze con Susanna. La
sposina, però, non gradisce e spiega al suo amato come e quanto
la generosità del conte sia interessata. Il promesso sposo apre
gli occhi e giura di dare battaglia al nobile.
Nella scena successiva troviamo Marcellina che illustra al leguleio
dottor Bartolo perché Figaro debba diventare suo marito in ragione
di un contratto firmato a garanzia di un debito non rimborsato. Bartolo
dà per scontato il successo, nel frattempo entra Susanna e nasce
una schermaglia fra le due donne.
E’ ora il turno di Cherubino: il paggio chiede a Susanna di intercedere
presso la contessa per placare le ire del conte, che lo aveva sorpreso
in atteggiamento equivoco con Barbarina e canta con trasporto le proprie
pene d’amore.
Giunge il conte, Cherubino si nasconde, Almaviva corteggia Susanna ma
l’azione è interrotta dall’arrivo di Basilio. Si
nasconde anche il conte, Basilio invita la ragazza a cedere alle avances
del nobile e ad evitare le galanterie di Cherubino, che rivolge il proprio
interesse anche alla contessa. A queste parole il conte salta fuori
dal suo nascondiglio, furibondo, vuole punire severamente il paggio,
però è interrotto da Figaro che si propone, con alcuni
villici, di fare in modo che, secondo tradizione, il signore (che ha
rinunciato allo jus primae noctis) ponga un velo bianco sul capo della
sposa. Almaviva, pregato di usare clemenza, decide di perdonare il paggio
“promuovendolo” ufficiale e spedendolo ben lontano dal suo
palazzo. Figaro, anch’egli geloso del paggio, si prende gioco
di lui.
Secondo
atto
Susanna racconta alla contessa di essere oggetto delle continue attenzioni
del conte, la nobildonna confessa di sentirsi trascurata dal marito
e, con l’arrivo di Figaro, il terzetto mette a punto la strategia:
fare ingelosire il conte e attirarlo con un biglietto anonimo ad un
rendez-vous fasullo, cui si recherà Cherubino vestito da donna.
Mentre si procede al travestimento, giunge il conte, il paggio si chiude
nel vestibolo, la contessa riesce a stento a mantenere la calma ma Almaviva,
sospettoso fin dal principio, lo diviene ancor più quando sente
un colpo provenire dal guardaroba. La contessa afferma che all’interno
vi è Susanna, il conte non le crede e pretende che venga aperto
e, di fronte al rifiuto, va egli stesso a prendere i ferri per forzare
la porta. In quei minuti rientra Susanna, fa uscire Cherubino, che salta
dalla finestra nel giardino, quindi la serva si chiude nel guardaroba
dove, con grande scorno, la troverà il conte poco dopo. La situazione
sembra salva, invece si ingarbuglia vieppiù: arriva l’ignaro
Figaro e il conte gli chiede spiegazione di un biglietto. Entra Antonio,
giardiniere avvinazzato che sostiene di aver visto Cherubino saltare
giù dalla finestra, infine si aggiungono alla compagnia Marcellina,
Bartolo e Basilio. Figaro, con l’aiuto di Susanna e della contessa,
riesce a cavarsela non senza qualche difficoltà.
Terzo
atto
Sembra che il momento delle nozze sia finalmente giunto; il conte cerca
di dare un senso agli avvenimenti precedenti, quando Susanna –
dando corso al piano studiato con la contessa – finge di accettare
le avances di Almaviva e gli fissa un appuntamento per la sera in giardino.
Il conte, tuttavia, vuole ristabilire il proprio potere vacillante procedendo
al giudizio nei confronti di Figaro: i documenti non lasciano dubbi;
o Figaro paga, oppure sposa Marcellina.
Figaro gioca l’ultima carta affermando di essere un trovatello
di nobili natali. Colpo di scena: Marcellina riconosce in Figaro suo
figlio, concepito durante una relazione con Don Bartolo. Tutti felici,
baci e abbracci, se non che rientra Susanna con la somma necessaria
per estinguere il debito, ma di fronte a simili effusioni equivoca e
scoppia una lite tra Susanna, Marcellina e Figaro, che tuttavia viene
appianata in fretta.
Superato anche tale ostacolo, Susanna si trova con la contessa per scrivere
il biglietto da consegnare al conte, poco dopo, nel corso dei successivi
festeggiamenti per le nozze. Danzando, Susanna recapita il biglietto
fermato da un gioiello, che sarà restituito in segno di accettazione.
Quarto
atto
L’azione si trasferisce in giardino. Barbarina cerca la spilla
che teme di avere smarrito e racconta a Figaro di essere preoccupata,
poiché doveva consegnarla a Susanna da parte del conte. Figaro
assapora il gusto amaro del tradimento, incontra prima la madre, poi
Basilio e Bartolo e infine, solo, si lancia in un monologo sull’infedeltà
delle donne.
E’ il turno della contessa e di Susanna, ciascuna nei panni dell’altra
e ancora una volta spunta Cherubino, che rischia di mandare tutto a
monte corteggiando la contessa-Susanna. Ci pensa il conte a far sloggiare
il paggio, quindi si apparta con colei che crede Susanna. Figaro, che
osserva la scena di nascosto, furioso, cerca di vendicarsi seducendo
la contessa (che però è Susanna): il gioco riesce solo
in parte, fino a quando l’uomo riconosce la voce dell’amata
e i due fanno definitivamente pace. Ora è Almaviva ad essere
sconvolto, pensando che sia sua moglie la donna che si intrattiene teneramente
con Figaro; il conte chiama tutti in suo aiuto, grida al tradimento,
ma ricompare la contessa che, fra l’altro, consegna al conte la
famosa gemma. Almaviva, a questo punto, capisce di essere stato giocato
e umiliato e non gli resta che chiedere perdono.
IL
DVD
L’edizione della Archiv de Le nozze di Figaro non fa gridare al
miracolo per la qualità video. La definizione è buona,
colori, luminosità e contrasto si mantengono su livelli accettabili
dall’inizio alla fine, segno che almeno è stato utilizzato
un master in buono stato di conservazione. Differente il discorso per
la traccia audio, in PCM stereo non compresso, della quale non ci si
può affatto lamentare. Dal punto di vista tecnico, pertanto,
riteniamo questo DVD un valido prodotto con, in più, la possibilità
di usufruire anche dei sottotitoli in italiano e dunque di seguire il
libretto senza alcuna fatica.
La scena è allestita senza cedere a facili sensazionalismi: pochi
pannelli disposti secondo necessità rappresentano, di volta in
volta, le stanze del palazzo del conte oppure il giardino dell’atto
finale, mentre i fondali dipinti completano il senso di profondità.
I costumi sono ricercati, ma non chiassosi, ridotti al minimo indispensabile
gli arredi. E’ un Figaro che parte dal suo tempo per comunicarci
che oltre due secoli di storia non hanno affatto intaccato la sua freschezza
e la sua efficacia. Così Bryn Terfel (Figaro) attira la solidarietà
quando attacca con tono canzonatorio “Se vuol ballare, signor
contino” per proseguire in un crescendo bilioso in cui riversa
sul nobile il disprezzo universale di coloro che si sentono oppressi
dal potere. Salvo poi compiacersi in modo quasi spregevole di fronte
alle sventure di Cherubino (“Non più andrai…”)
per mettere, infine, in guardia tutti gli uomini nei confronti delle
donne sentendosi tradito (“Aprite un po’ quegli occhi”)
e volendo, per questo, diventare traditore. Ma tutto è bene quel
che finisce bene e così dev’essere secondo i canoni dell’opera
buffa. Susanna (Alison Hagley) possiede la grazia sfacciata della servetta
astuta, ha il fisico per essere credibile e una voce calda e vellutata,
sensuale e intrigante, convincente anche nella recitazione.
Il conte d’Almaviva (Rodney Gilfry) appare in alcuni casi forse
un po’ impacciato, più sul piano teatrale che su quello
vocale, ma si tratta pur sempre di peccati veniali che non rovinano
il quadro d’insieme. La contessa (Hillevi Martinpelto) pur non
avendo ampi spazi solistici a propria disposizione, ha un ruolo centrale
nella commedia dei caratteri mozartiana: è l’unico personaggio
di cui, per l’intera durata dell’opera, non si può
dubitare, il suo rigore morale è al di sopra di ogni sospetto.
Cherubino (Pamela Helen Stephen) è il “folletto”
che porta scompiglio e forse Mozart mette un po’ di se stesso
in questo personaggio non ancora uomo e non più fanciullo e non
a caso a lui sono affidate quelle che probabilmente sono proprio le
più belle arie del Figaro (“Non so più cosa son,
cosa faccio” e “Voi che sapete”) insieme con l’immortale
“Non più andrai” di Figaro. Bartolo, Basilio, Don
Curzio e Marcellina assolvono con perizia al compito comico di maschere
che Mozart ha voluto loro affidare, anche per bilanciare con tocchi
sapienti l’ironia a volte amara dei personaggi principali.
Scheda
ARCHIV PRODUKTION
Wolfgang Amadeus Mozart
Le nozze di Figaro
(1 DVD Video)
Direttore
John Eliot Gardiner
Interpreti
Rodney Gilfry Il Conte di Almaviva
Hillevi Martinpelto La Contessa di Almaviva
Bryn Terfel Figaro
Alison Hagley Susanna
Pamela Helen Stephen Cherubino
Susan McCulloch Marcellina
Carlos Feller Bartolo
Francis Egerton Basilio - Don Curzio
Julian Clarkson Antonio
Constanze Backes Barbarina
Regia
Olivier Mille
Formato Video NTSC 4:3
Formato Audio Stereo PCM DDD
Durata 169'
Sottitoli Italiano (lingua originale), Inglese, Tedesco, Francese,
Spagnolo,
Cinese
Region Code 0
Registrato al Théatre
du Chatelet di Parigi (1993)