Le nozze di Figaro copertina del DVD Artista/Gruppo: W. Amadeus Mozart
Titolo: Figaro
Etichetta: Archiv
Web site: www.deutschegrammophon.com  
Codice: -----
Recensore: Paolo Bramardo
Pubb. il:
Copyryght: Paolo Bramardo per www.music-on-tnt.com

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«Ciò che nei nostri tempi non è permesso dire, viene cantato… Attentarsi a sostenere che la musica del sig. Mozart non sia un capolavoro artistico, equivarrebbe a schierarsi apertamente per l’intrigo o la mancanza di gusto. Vi sono in essa tante bellezze e una tale ricchezza di idee quali soltanto potevano scaturire dalla mente di un autentico genio».

La recensione de Le nozze di Figaro comparsa sulla Wiener Realzeitung l’11 luglio 1786 rende giustizia al talento del Maestro e alla sua Opera, rappresentata la prima volta il 1° maggio di quell’anno, ma non può svelare quali e quanti ostacoli si siano dovuti superare per raggiungere l’obiettivo.
E’ Mozart ad individuare il libretto da proporre a Lorenzo Da Ponte. Il soggetto, che tanto piace al Maestro, è in sé abbastanza rivoluzionario da non essere gradito nelle corti europee dell’epoca, neppure nella Vienna “liberale” di Giuseppe II. Mozart aveva ascoltato nel 1783 il Barbiere di Siviglia di Paisiello, restando colpito dalle qualità teatrali di Beaumarchais e non poteva non essere conquistato da Le mariage de Figaro ou la folle journée, messo in scena con grande successo il 27 aprile del 1784 nonostante l’opposizione del re.

Il sodalizio con Da Ponte si rivela prezioso non solo per la qualità letteraria e teatrale dell’Opera, ma anche per la sua stessa nascita. E’ grazie all’abilità dell’abate italiano e alla sua abitudine agli intrighi di palazzo se riesce a convincere Giuseppe II ad autorizzare l’allestimento del lavoro per il teatro di Vienna.
Ulteriori ostacoli si parano sulla strada di Mozart, ma tutti vengono superati con la determinazione che lo contraddistingue. Quando tutto rischia di naufragare per un vero e proprio complotto di cantanti e compositori, interviene l’Imperatore in persone a ordinare che si proceda con le prove. O’Kelly, il tenore che interpreta Don Basilio e Curzio, ci lascia una gustosa testimonianza.

«Benucci cantò l’aria di Figaro “Non più andrai…” a piena voce e con la massima vivacità. Io stavo accanto a Mozart che esclamò diverse volte “Bravo, bravo Benucci!”. Quando venne quel punto “Cherubino, alla vittoria, alla gloria militar!” che Benucci cantò con voce tenorile, l’effetto fu tale, sui cantanti e sui musici in orchestra, che tutti presero a gridare entusiasti, fuori di sé “Bravo, bravo Maestro! Viva, Evviva il grande Mozart”».

Il Figaro viene replicato nove volte a Vienna prima di cedere il cartellone alla Cosa rara di Martìn. Se la stella si spegne abbastanza in fretta in Austria, presto comincerà a brillare di luce ben più fulgida e duratura a Praga, tanto da sorprendere lo stesso Maestro quando si reca nella capitale boema.

«…Alle sei, insieme al conte Canal – scrive Mozart all’amico Gottfried von Jacquin – mi recai in carrozza al cosiddetto ballo di Breitfeld, ove suole riunirsi il fior fiore delle bellezze praghesi. E qui vidi, con mia somma soddisfazione, tutti gli invitati piroettare allegramente alla musica del mio Figaro trasformato in controdanze e danze tedesche. Perché qui non si parla che del Figaro, non si suona, non si strombetta, non si canta, non si fischia che il Figaro, non si va a sentire altra opera che il Figaro. Eternamente Figaro! Certo è un grande onore per me!».

Ma qual è il segreto di un’opera che ancora oggi ci rapisce con la forza immutata di emozioni che hanno resistito all’assalto di oltre due secoli?
Le nozze di Figaro, sotto la patina di lussuosa e godibilissima opera buffa, svelano una straordinaria commedia umana, un arguto affresco di caratteri; le maschere sono il doveroso tributo al genere comico, ma vengono sfruttate allo scopo di far risaltare ancor più gli uomini, prigionieri dei propri vizi e impegnati sempre nell’eterna lotta per il potere.

La Trama

Primo atto

Il sipario si alza su Figaro che misura la stanza, gentile dono del suo padrone, il Conte d’Almaviva, per le nozze con Susanna. La sposina, però, non gradisce e spiega al suo amato come e quanto la generosità del conte sia interessata. Il promesso sposo apre gli occhi e giura di dare battaglia al nobile.
Nella scena successiva troviamo Marcellina che illustra al leguleio dottor Bartolo perché Figaro debba diventare suo marito in ragione di un contratto firmato a garanzia di un debito non rimborsato. Bartolo dà per scontato il successo, nel frattempo entra Susanna e nasce una schermaglia fra le due donne.
E’ ora il turno di Cherubino: il paggio chiede a Susanna di intercedere presso la contessa per placare le ire del conte, che lo aveva sorpreso in atteggiamento equivoco con Barbarina e canta con trasporto le proprie pene d’amore.
Giunge il conte, Cherubino si nasconde, Almaviva corteggia Susanna ma l’azione è interrotta dall’arrivo di Basilio. Si nasconde anche il conte, Basilio invita la ragazza a cedere alle avances del nobile e ad evitare le galanterie di Cherubino, che rivolge il proprio interesse anche alla contessa. A queste parole il conte salta fuori dal suo nascondiglio, furibondo, vuole punire severamente il paggio, però è interrotto da Figaro che si propone, con alcuni villici, di fare in modo che, secondo tradizione, il signore (che ha rinunciato allo jus primae noctis) ponga un velo bianco sul capo della sposa. Almaviva, pregato di usare clemenza, decide di perdonare il paggio “promuovendolo” ufficiale e spedendolo ben lontano dal suo palazzo. Figaro, anch’egli geloso del paggio, si prende gioco di lui.

Secondo atto

Susanna racconta alla contessa di essere oggetto delle continue attenzioni del conte, la nobildonna confessa di sentirsi trascurata dal marito e, con l’arrivo di Figaro, il terzetto mette a punto la strategia: fare ingelosire il conte e attirarlo con un biglietto anonimo ad un rendez-vous fasullo, cui si recherà Cherubino vestito da donna. Mentre si procede al travestimento, giunge il conte, il paggio si chiude nel vestibolo, la contessa riesce a stento a mantenere la calma ma Almaviva, sospettoso fin dal principio, lo diviene ancor più quando sente un colpo provenire dal guardaroba. La contessa afferma che all’interno vi è Susanna, il conte non le crede e pretende che venga aperto e, di fronte al rifiuto, va egli stesso a prendere i ferri per forzare la porta. In quei minuti rientra Susanna, fa uscire Cherubino, che salta dalla finestra nel giardino, quindi la serva si chiude nel guardaroba dove, con grande scorno, la troverà il conte poco dopo. La situazione sembra salva, invece si ingarbuglia vieppiù: arriva l’ignaro Figaro e il conte gli chiede spiegazione di un biglietto. Entra Antonio, giardiniere avvinazzato che sostiene di aver visto Cherubino saltare giù dalla finestra, infine si aggiungono alla compagnia Marcellina, Bartolo e Basilio. Figaro, con l’aiuto di Susanna e della contessa, riesce a cavarsela non senza qualche difficoltà.

Terzo atto

Sembra che il momento delle nozze sia finalmente giunto; il conte cerca di dare un senso agli avvenimenti precedenti, quando Susanna – dando corso al piano studiato con la contessa – finge di accettare le avances di Almaviva e gli fissa un appuntamento per la sera in giardino.
Il conte, tuttavia, vuole ristabilire il proprio potere vacillante procedendo al giudizio nei confronti di Figaro: i documenti non lasciano dubbi; o Figaro paga, oppure sposa Marcellina.
Figaro gioca l’ultima carta affermando di essere un trovatello di nobili natali. Colpo di scena: Marcellina riconosce in Figaro suo figlio, concepito durante una relazione con Don Bartolo. Tutti felici, baci e abbracci, se non che rientra Susanna con la somma necessaria per estinguere il debito, ma di fronte a simili effusioni equivoca e scoppia una lite tra Susanna, Marcellina e Figaro, che tuttavia viene appianata in fretta.
Superato anche tale ostacolo, Susanna si trova con la contessa per scrivere il biglietto da consegnare al conte, poco dopo, nel corso dei successivi festeggiamenti per le nozze. Danzando, Susanna recapita il biglietto fermato da un gioiello, che sarà restituito in segno di accettazione.

Quarto atto

L’azione si trasferisce in giardino. Barbarina cerca la spilla che teme di avere smarrito e racconta a Figaro di essere preoccupata, poiché doveva consegnarla a Susanna da parte del conte. Figaro assapora il gusto amaro del tradimento, incontra prima la madre, poi Basilio e Bartolo e infine, solo, si lancia in un monologo sull’infedeltà delle donne.
E’ il turno della contessa e di Susanna, ciascuna nei panni dell’altra e ancora una volta spunta Cherubino, che rischia di mandare tutto a monte corteggiando la contessa-Susanna. Ci pensa il conte a far sloggiare il paggio, quindi si apparta con colei che crede Susanna. Figaro, che osserva la scena di nascosto, furioso, cerca di vendicarsi seducendo la contessa (che però è Susanna): il gioco riesce solo in parte, fino a quando l’uomo riconosce la voce dell’amata e i due fanno definitivamente pace. Ora è Almaviva ad essere sconvolto, pensando che sia sua moglie la donna che si intrattiene teneramente con Figaro; il conte chiama tutti in suo aiuto, grida al tradimento, ma ricompare la contessa che, fra l’altro, consegna al conte la famosa gemma. Almaviva, a questo punto, capisce di essere stato giocato e umiliato e non gli resta che chiedere perdono.

IL DVD

L’edizione della Archiv de Le nozze di Figaro non fa gridare al miracolo per la qualità video. La definizione è buona, colori, luminosità e contrasto si mantengono su livelli accettabili dall’inizio alla fine, segno che almeno è stato utilizzato un master in buono stato di conservazione. Differente il discorso per la traccia audio, in PCM stereo non compresso, della quale non ci si può affatto lamentare. Dal punto di vista tecnico, pertanto, riteniamo questo DVD un valido prodotto con, in più, la possibilità di usufruire anche dei sottotitoli in italiano e dunque di seguire il libretto senza alcuna fatica.

La scena è allestita senza cedere a facili sensazionalismi: pochi pannelli disposti secondo necessità rappresentano, di volta in volta, le stanze del palazzo del conte oppure il giardino dell’atto finale, mentre i fondali dipinti completano il senso di profondità. I costumi sono ricercati, ma non chiassosi, ridotti al minimo indispensabile gli arredi. E’ un Figaro che parte dal suo tempo per comunicarci che oltre due secoli di storia non hanno affatto intaccato la sua freschezza e la sua efficacia. Così Bryn Terfel (Figaro) attira la solidarietà quando attacca con tono canzonatorio “Se vuol ballare, signor contino” per proseguire in un crescendo bilioso in cui riversa sul nobile il disprezzo universale di coloro che si sentono oppressi dal potere. Salvo poi compiacersi in modo quasi spregevole di fronte alle sventure di Cherubino (“Non più andrai…”) per mettere, infine, in guardia tutti gli uomini nei confronti delle donne sentendosi tradito (“Aprite un po’ quegli occhi”) e volendo, per questo, diventare traditore. Ma tutto è bene quel che finisce bene e così dev’essere secondo i canoni dell’opera buffa. Susanna (Alison Hagley) possiede la grazia sfacciata della servetta astuta, ha il fisico per essere credibile e una voce calda e vellutata, sensuale e intrigante, convincente anche nella recitazione.

Il conte d’Almaviva (Rodney Gilfry) appare in alcuni casi forse un po’ impacciato, più sul piano teatrale che su quello vocale, ma si tratta pur sempre di peccati veniali che non rovinano il quadro d’insieme. La contessa (Hillevi Martinpelto) pur non avendo ampi spazi solistici a propria disposizione, ha un ruolo centrale nella commedia dei caratteri mozartiana: è l’unico personaggio di cui, per l’intera durata dell’opera, non si può dubitare, il suo rigore morale è al di sopra di ogni sospetto. Cherubino (Pamela Helen Stephen) è il “folletto” che porta scompiglio e forse Mozart mette un po’ di se stesso in questo personaggio non ancora uomo e non più fanciullo e non a caso a lui sono affidate quelle che probabilmente sono proprio le più belle arie del Figaro (“Non so più cosa son, cosa faccio” e “Voi che sapete”) insieme con l’immortale “Non più andrai” di Figaro. Bartolo, Basilio, Don Curzio e Marcellina assolvono con perizia al compito comico di maschere che Mozart ha voluto loro affidare, anche per bilanciare con tocchi sapienti l’ironia a volte amara dei personaggi principali.

Scheda

ARCHIV PRODUKTION

Wolfgang Amadeus Mozart
Le nozze di Figaro
(1 DVD Video)

Direttore
John Eliot Gardiner

Interpreti

Rodney Gilfry Il Conte di Almaviva
Hillevi Martinpelto La Contessa di Almaviva
Bryn Terfel Figaro
Alison Hagley Susanna
Pamela Helen Stephen Cherubino
Susan McCulloch Marcellina
Carlos Feller Bartolo
Francis Egerton Basilio - Don Curzio
Julian Clarkson Antonio
Constanze Backes Barbarina


Regia
Olivier Mille

Formato Video NTSC 4:3
Formato Audio Stereo PCM DDD
Durata 169'
Sottitoli Italiano (lingua originale), Inglese, Tedesco, Francese,
Spagnolo,
Cinese
Region Code 0

Registrato al Théatre du Chatelet di Parigi (1993)