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Artista/Gruppo: | Rolling Stones |
| Titolo: | Gimme Shelter | |
| Etichetta: | ------------ | |
| Web site: | www.therollingstones.com | |
| Codice: | ------------ | |
| Recensore: | Francesco Serini | |
| Pubb. il: | ------------ | |
| Copyryght: | Francesco Seriniper www.music-on-tnt.com |
| Sei in: Home > DVD/VHS Musicali |
| Nel loro
primo documentario-concerto, l'aria da ribelli (ma fondamentalmente innocua)
dei Rolling Stones, diventa qualcosa di più terrificante e spaventoso.
Questa leggenda che le 'Pietre rotolanti' hanno intelligentemente sfruttato
per tutta la loro carriera, è dovuta tra l'altro ad album dal titolo
inequivocabile di Their Satanic Majestic Requiest che conteneva un inequivocabile
brano che lascia poco all'immaginazione Symphaty For The Devil, o al film
Sadism ('Performance') con 'Lucifero'- Mick Jagger. Da allora in poi, il rock è stato visto dai detrattori e moralisti come un qualcosa di demoniaco e assolutamente fuorviante per i giovani che ne erano i maggiori fruitori. Tutte queste polemiche periodicamente risuscitano, come nel 1999, quando durante il concerto del gruppo americano Pearl Jam al festival di Roskilde in Danimarca, morirono alcuni ragazzi per la caduta di una impalcatura. Allora non si potè non tornare con la mente al tragico incidente in cui il ragazzo di colore Meredith Hunter, venne ucciso dal servizio d'ordine, documentato in Gimme Shelter di Albert e David Maysles e Charlotte Zwerin del 1970, sicuramente il contraltare di Woodstock e del suo motto Love e peace, nel rivelare gli aspetti oscuri del rock. Il film comunque, documenta prima di tutto il concerto gratuito che i Rolling Stones, autonominatisi 'la più grande band di rock'n'roll', tennero ad Altamont (California) nel 1969 per festeggiare la fine della loro breve ma trionfale tournèe di quell'anno, che li aveva visti esibirsi con successo in alcune città americane, tra cui New York al Madison Square Garden. Questo concerto divenne poi un disco live Get Yet Ya-Yas Out!, che però non cattura la magia e la travolgente carica degli Stones dal vivo. Cosa che fa invece il film. Al concerto parteciparono anche i Jefferson Airplane e Ike and Tina Turner, ma fu solo Mick Jagger con la sua carica a divertire i 300.000 giovani accorsi ad Altamont. Finchè non accadde la tragedia: gli Hell's Angels, responsabili del servizio d'ordine e insospettiti per la visione di una pistola, uccisero lo spettatore di colore di diciotto anni Meredith Hunter, provocando una rissa in cui morirorono altri tre ragazzi. Fu sempre Jagger a 'intrattenere' la folla, senza farla esplodere, ('limitando' il totale dei morti quindi a tre, quando potevano essere di più visto l'enorme pubblico). Difatti gli Stones, nonostante l'omicidio, (che non videro direttamente), anche se furono avvisati tempestivamente, continuarono a cantare, tant'è che il documentario diventa vago, oscuro e reticente, non dicendo esattamente come andarono le cose, "alimentando pruriginosamente la curiosità dei media e la leggenda dei malefici Stones, colpevoli di ironia criminale", come disse il critico Robert Christgau. Dal documentario però si può cogliere la paura e l'incapacità degli Stones a capire il perché di quel gesto, di quella morte, di quella reazione. Ciò è evidente nei momenti in cui il gruppo rivede queste sequenze durante il montaggio. Il film infatti, racconta anche i momenti più significativi, prima e dopo il concerto. Tra questi, anche le difficoltà per il loro manager di trovare un posto per lo show, visto che gli organizzatori al solo sentire nominare il gruppo, si rifiutavano di affittargli le arene, perché presagivano sommosse o disordini. A partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, i giovani hanno sempre piu dovuto, rispetto alle generazioni precedenti, vivere a stretto contatto con la violenza e la morte. Difatti, per la prima volta nella storia della cultura umana, ai giovani era concesso di esprimere un pensiero autonomo, anticonvezionale opposto a quello convenzionale e tradizionale del mondo adulto. Questo pensiero si è materializzato nel comportamento e nel costume, ma anche nelle più svariate forme d'arte, soprattutto nella musica rock. Questa è riuscita sempre a celebrare perfettamente la voglia di cambiamento e di libertà giovanile: se negli anni '60, era sfidare la morte ingerendo droghe o correndo all'impazzata con le auto, questo lo è ancora oggi ma solo per alcuni ragazzi, quasi tutti preferiscono invece seguire e difendere, con determinazione anche violenta le proprie scelte politiche (basti pensare ai disordini a Seattle, causati dai giovani contrari alle scelte politiche del G8): solo così si sentono parte di un gruppo e liberi di esprimere la propria opinione. Per questo la polizia cerca di rendere i luoghi in cui si riversano centinaia di migliaia di giovani più sicuri, soprattutto nei concerti perché musica e giovani, sono un binomio considerato 'maledetto'. Ma il rock non ha nulla a che fare con la morte o uno squilibrato che può trovarsi tra centinaia di migliaia di persone sane mentalmente. E quando il pazzo entra in scena, subito fa più notizia della musica e del sano divertimento. 'Io urlai: chi uccise i Kennedys? Quando, dopotutto, siamo stati tu ed io!', cantavano i Rolling Stones in Symphaty For The Devil, eseguita nel documentario come anche Satisfaction, Brown Sugar e Under My Thumb, questa interpretata in maniera struggente, mentre arrivavano i soccorsi per Hunter. E Gimme Shelter o Roskilde testimoniano che la violenza, la morte e il terrore di qualsiasi genere, essendo 'colpi' sparati senza che nessuno li può prevedere e quindi prevenire, interessano la società in generale, e non solo il rock, che dimostra per questi aspetti una morbosa curiosità. |