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Artista/Gruppo: | Gioacchino Rossini |
| Titolo: | Il barbiere di siviglia | |
| Etichetta: | Euroarts TDK | |
| Web site: | ------ | |
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| Recensore: | Paolo Bramardo | |
| Pubb. il: | ------ | |
| Copyryght: | Paolo Bramardo per www.music-on-tnt.com |
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«Un tremuoto,
un temporale, un tumulto generale…». Anche senza voler dare troppo credito alle esagerazioni, è un fatto che il Barbiere non nacque all’insegna del trionfo. Lo stesso Rossini non ne fa mistero scrivendo: «Ah! Che bel baccano fu quella serata! Credetti che il Teatro Argentina crollasse sotto le fischiate e gli schiamazzi del pubblico romano». Esiste una tesi secondo
cui la contestazione sarebbe stata organizzata dai sostenitori di
Giovanni Paisiello, autore di un precedente e celebre Barbiere che
aveva visto la luce nel 1782 a San Pietroburgo. Tuttavia, anche questa
ipotesi sembra eccessiva, perché allora era piuttosto comune
l’uso di riproporre soggetti già collaudati, specie se
di successo. Anche i cantanti scritturati per la prima erano al di
sopra di ogni sospetto: la parte di Rosina era stata affidata a Geltrude
Righetti Giorgi – di lì a poco applaudita nella Cenerentola
– e il Conte di Almaviva era il celeberrimo tenore spagnolo
Manuel Garcia, insegnante di canto e discreto compositore. Da notare
che in occasione della prima romana, il titolo era “Almaviva,
ossia l’inutile precauzione”, volendo con ciò richiamare
più l’originale soggetto teatrale di Beaumarchais che
non l’Opera di Paisiello.
Atto I Cambia la scena, ora siamo nella casa di Don Bartolo. Rosina vorrebbe mettersi in contatto con Lindoro, gli ha appena scritto una lettera e decide di ricorrere ai servigi di Figaro. Nel frattempo rientra Don Bartolo e con lui Don Basilio, maestro di musica della ragazza e amico del dottore. Don Basilio informa Don Bartolo che Almaviva è a Siviglia e propone di annientare la concorrenza del Conte calunniandolo. Il dottore, tuttavia, preferisce metodi più rapidi e diretti e ordina di preparare le sue nozze con Rosina per quel giorno stesso. Figaro è in ascolto, informa Rosina e le consiglia di scrivere un biglietto che egli recherà a Lindoro/Almaviva. Rosina finge stupore e vergogna, ma poi consegna la lettera già bell’e pronta. Don Bartolo intuisce le macchinazioni ai suoi danni scorgendo un dito di Rosina sporco d’inchiostro e promette di tenere la ragazza sempre chiusa in casa. Lindoro, però, mette in atto i piani studiati con Figaro e si presenta all’uscio travestito da soldato, pretendendo di prendere alloggio presso Don Bartolo. Il dottore si rifiuta esibendo un “brevetto d’esenzione”, Lindoro straccia il foglio, scoppia il caos e il nobile ne approfitta per far giungere un biglietto a Rosina. Fa ritorno Figaro, compare anche Don Basilio, lo strepito cresce fino a quando la polizia bussa alla porta richiamata dal gran baccano. L’ufficiale ordina di arrestare il Conte, ma questi si fa riconoscere e viene lasciato libero. Gran finale con Don Bartolo che fa la figura dell’allocco.
L’immagine è sempre di alto livello, ripresa in 16:9 anamorfico, con elevata definizione, corretta scala cromatica, buona luminosità (ottima se si considerano le condizioni in cui deve essere effettuata una ripresa dal vivo in teatro) e assenza di artefatti. La traccia audio in PCM Stereo è un piacere per le orecchie e, sul fronte del multicanale non solo c’è la traccia in DD 5.1, ma anche quella in DTS 5.1. Infine, tra i sottotitoli, è disponibile il libretto originale in italiano, fattore che dal nostro punto di vista fa salire ulteriormente il giudizio sull’edizione. L’allestimento di Zurigo porta la firma del russo Grischa Asagaroff, cresciuto alla scuola di Jean-Pierre Ponnelle. La scelta di ambientare l’azione in un’epoca approssimativamente a cavallo degli Anni Venti e Trenta del secolo scorso, è un tentativo – a nostro parere riuscito – di rinfrescare un’Opera che, anche al di fuori di una rappresentazione tradizionale mantiene intatte freschezza e vis comica. In quest’ottica va letta anche l’idea di fare entrare in scena il Conte di Almaviva su un monopattino e Figaro a bordo di una motocicletta con sidecar: nessun intento dissacrante o intellettualoide, nessun simbolismo sotteso, solo la volontà di assecondare la forte carica umoristica rossiniana evitando i luoghi comuni. Di qui in avanti, peraltro, sono i cantanti a farla da padroni, muovendosi in un ambiente piacevole e ben curato. Reinaldo Macias è un Conte di Almaviva non del tutto irreprensibile; vi sono alcuni passaggi in cui sembra affrontare una fatica al limite delle proprie possibilità (vedasi “Se il mio nome saper voi bramate” oppure l’iniziale cavatina “Ecco ridente in cielo”). Manuel Lanza è Figaro: prestante sul piano fisico, ha buona voce e la dizione è chiara, il gesto recitativo convincente. Rosina è impersonata dal mezzosoprano Vesselina Kasarova: l’interpretazione offerta in questa occasione, dà all’eroina del Barbiere una dimensione inusitata, sorretta da una voce squillante e sensuale, con un piacevole colore brunito nel registro più grave. La recitazione è ammiccante e focosa, aggressiva e spiritosa, a seconda delle situazioni; è un piacere seguire le evoluzioni mimiche e vocali di Rosina/Kasarova. Il vero mattatore della scena, però, è Don Bartolo, condotto a vette decisamente elevate da un ispirato Carlos Chausson. Il baritono-basso spagnolo canta in modo egregio e con naturalezza, quasi che la voce fosse un semplice accessorio di un repertorio d’attore di consumata esperienza. Tutto, in questo Bartolo, strappa sorrisi e ammirazione: la mimica facciale, il suo modo nervoso di muoversi sulla scena, le smorfie. Tutto ciò senza accenni di fatica apparente, nemmeno quando “A un dottor della mia sorte” si trasforma in un impervio scioglilingua. La disamina dei ruoli principali si conclude con Don Basilio: il maestro di musica è impersonato da Nicolai Ghiaurov, nome che certo non ha bisogno di presentazioni. La direzione di Nello Santi può forse apparire meno veloce e spumeggiante di quanto sarebbe lecito attendersi, ma in cambio si ottiene un’interpretazione attenta alle sfumature, che riesce a fare emergere chiaramente anche il dettaglio del grandioso impianto musicale rossiniano. EUROARTS-TDK Gioacchino
Rossini Formato Video
PAL 16:9 Registrazione Opera House Zurigo, Aprile 2001
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