La Traviata copertina del DVD Artista/Gruppo: Giuseppe Verdi
Titolo: La Traviata
Etichetta: Decca
Web site: www.deccaclassics.com 
Codice: ------
Recensore: Paolo Bramardo
Pubb. il: ------
Copyryght: Paolo Bramardo per www.music-on-tnt.com

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Fiasco, vocabolo odiato che sintetizza gli incubi dell’artista; parola che ricorre più di una volta nelle lettere che Giuseppe Verdi scrive ai suoi amici nelle giornate successive alla prima della Traviata, andata in scena il 6 marzo 1853 alla Fenice di Venezia. E’ comprensibile che il Maestro non fosse soddisfatto della rappresentazione, ma in realtà non si trattò di un disastro come molti ancora oggi sono portati a credere. Non bisogna comunque dimenticare che pochi mesi prima, il pubblico aveva accolto trionfalmente il Trovatore, mentre al debutto della Traviata non è riservata identica sorte.

La rivincita, tuttavia, non tarda molto ad arrivare e, nonostante gli incerti primi passi, Verdi non nutre mai dubbi sulle qualità della sua opera, come si evince anche da una lettera scritta all’amico De Sanctis:

«Ah! Vi piace la Traviata? Questa peccatrice così sfortunata a Venezia! Cercherò di metterla all’onore del mondo… A Napoli no, ché i vostri preti ed i vostri frati avrebbero paura di vedere sulle scene quelle certe cose che essi fanno bene all’oscuro; e che sarebbe meglio farle al chiaro del sole in pubblica piazza».

In queste parole, che ribadiscono l’insofferenza di Verdi per l’ipocrisia della società, c’è una parte della motivazione che ha aveva spinto il Maestro a fare della “Dame aux Camélias”, di Alexandre Dumas figlio, il soggetto di un’opera. Un atto di ribellione e di indipendenza nei confronti della società borghese, dunque, ma pure l’incontestabile fascino di un dramma incarnato da una figura atipica, ancora oggi moderna. Violetta è una Maria Maddalena del XIX secolo, condannata dalla società e perdonata dal cielo, impossibile non stare dalla sua parte, non struggersi per e con lei.
Il 6 maggio del 1954 la Traviata torna in scena a Venezia, questa volta al teatro San Benedetto. Da allora, l’astro di Violetta brilla ininterrottamente nel firmamento dell’Opera.

LA TRAMA

Atto primo

Parigi, anno 1840, il sipario si apre su una festa a casa di Violetta Valéry, donna di mondo. Fra gli invitati c’è Gastone, che presenta a Violetta Alfredo Germont, suo fervente ammiratore, spiegandole che nel periodo della sua malattia Alfredo si recava ogni giorno a chiedere notizie. Tanta sollecitudine, apprezzata da Violetta, irrita invece il Barone Douphol. A questo punto Gastone propone un brindisi (“Libiamo ne’ lieti calici”). Mentre gli invitati ballano e si divertono, Violetta accusa un malore; Alfredo, rimasto solo con lei, ne approfitta per dichiararle il suo amore ed ella risponde quasi con scherno. Poi, però, sola, si chiede che cosa la turbi, se sia l’amore (“E’ strano! E’ strano!”) ma cerca ancora di soffocare l’inconsueto sentimento (“Sempre libera degg’io”).

Atto secondo

Da tre mesi Alfredo e Violetta vivono in una casa di campagna. Alfredo è felice, ma scopre da Annina, la cameriera di Violetta, che l’amata è andata Parigi a vendere i propri beni onde far fronte alle spese. Germont si rimprovera e promette di risolvere la situazione sistemando gli affari (“Oh mio rimorso! Oh, infamia!”). Entra Violetta, presta scarso interesse ad un invito dell’amica Flora a una festa, poi le viene annunciata una visita. La dama pensa si tratti della persona attesa, un avvocato, invece si presenta Giorgio Germont. Il padre di Alfredo le chiede di rompere il legame scandaloso con suo figlio perché esso impedisce le nozze dell'altra sua figlia (“Pura siccome un angelo”). Il drammatico confronto si risolve con Giorgio Germont che si convince dell’amore della donna e Violetta che accetta di sottoporsi all’immane sacrificio (“Ah, Dite alla giovine sì bella e pura”) e scrive dunque una lettera d’addio ad Alfredo. Scrive anche un biglietto che dà ad Annina, la quale nota con stupore che è indirizzato al Barone. Intanto rientra Alfredo, che nota la sua agitazione, Violetta cerca di nascondere l’emozione e si getta fra le sue braccia (“Amami Alfredo!”) prima di uscire.

Poco dopo un messaggero reca ad Alfredo la lettera di Violetta; Alfredo capisce tutto fin dalla prima riga e, distrutto dal dolore sta per uscire di casa, ma in quel momento giunge il padre. Giorgio tenta invano di consolare il figlio ricordandogli la casa paterna (“Di Provenza il mar, il suol”) ma gli occhi di Alfredo cadono sull’invito di Flora.
Gli invitati a casa di Flora apprendono con stupore che Violetta ha lasciato Alfredo e che giungerà accompagnata dal Barone. Alla festa, però, si presenta anche Alfredo, che si unisce al tavolo dei giocatori. Quando arriva Violetta, il Barone le ordina di non rivolgere la parola ad Alfredo, che nel frattempo vince a carte sottolineando ad alta voce come la fortuna nel gioco non si accompagni alla fortuna in amore; ulteriori apprezzamenti spingono il Barone a sfidarlo al tavolo verde e Douphol perde una forte somma. Tutti vengono chiamati a cena, Violetta attende Alfredo cui ha mandato un biglietto e quando giunge lo prega di lasciare la festa perché teme le conseguenze di una lite col Barone. Il colloquio non ha buon esito, infine Violetta fa persino credere ad Alfredo di amare il Barone. Alfredo, pazzo di rabbia, convoca tutti gli invitati e le getta ai piedi i soldi vinti, proclamando di aver così saldato ogni debito. Entra il padre di Alfredo che rivolge gelide parole di rimprovero al figlio (“Di sprezzo degno se stesso rende”). Alfredo è sopraffatto dal rimorso, Violetta lo apostrofa con amara dolcezza.

Atto terzo

Il male che da qualche tempo affligge Violetta si è aggravato. Accudita dalla fedele Annina e dal Dottor Grenvil, l'infelice Violetta sa cosa l'aspetta. Giunge una lettera di Giorgio Germont: finalmente ha deciso di rivelare al figlio la verità e comunica che entrambi vogliono venire a chiederle perdono. Violetta commenta amaramente che è tardi, è sempre più consapevole della propria fine (“Addio del passato”). Fuori si sentono i suoni del carnevale, intanto giunge Alfredo e per un momento i due innamorati riconciliati sembrano scordare ogni problema (“Parigi, o cara”). La speranza dura un istante, Violetta dichiara che se nemmeno l’amore di Alfredo può guarirla, significa che è ormai condannata (“Gran Dio! Morir sì giovine”). Giungono il dottore e Giorgio Germont e Violetta, ormai perdonata, muore.

IL DVD

L’assenza dei sottotitoli in italiano è il difetto maggiore. Ciò non dovrebbe accadere con un DVD, anche perché non esiste neppure la scusa della traduzione e il lavoro di editing sarebbe davvero minimo. Detto ciò, aggiungiamo solo che il video accusa qualche piccolo neo (la definizione non è eccezionale) probabilmente a causa di un’eccessiva compressione, mentre la traccia audio in PCM stereo non presta il fianco a critiche. C’è anche una traccia in AC3 5.1 per gli irriducibili del multicanale.

Tutte le considerazioni fatte poc’anzi, tuttavia, scompaiono quando si prende atto che ci troviamo di fronte ad una rappresentazione che sembra il frutto di una fortunata congiunzione astrale. Solti si trova qui, per la prima volta nella sua lunga e luminosa carriera, a dirigere La Traviata e tale circostanza coincide con il debutto di Angela Gheorghiu nel ruolo di Violetta.

Il risultato è un’opera capace di deliziare dal primo all’ultimo minuto, che a poco a poco rapisce in una commossa partecipazione anche lo spettatore più scettico e prevenuto. L’interpretazione della Gheorghiu si fa apprezzare per la completezza e l’autenticità del personaggio che mette in scena; è una Violetta dotata di bellezza e di fascino naturale, qualità che comunque non basterebbero da sole, ma che in questo caso sono supportate da un’attenzione non comunque per la recitazione e il movimento sulla scena. La Gheorghiu, che ama studiare anche le grandi attrici del cinema, pennella col volto e con il corpo i sentimenti di Violetta: estasi e disperazione, felicità e paura, misticismo e sconforto si alternano con maestria e con il supporto di un canto ispirato e sensuale. Nel corso dell’opera assistiamo alla metamorfosi della dama leggiadra (e leggera) nella creatura diafana consumata dalla malattia ma redenta nello spirito, rasserenata dal perdono ottenuto.

Al suo fianco un Frank Lopardo, nei panni di Alfredo, che si conferma tenore raffinato, il cui canto fluisce con naturalezza. Si accompagna a Violetta senza alcun rischio di esserne sminuito ma anche senza alcun tentativo di sopraffazione e l’equilibrio è quanto mai evidente nel “Parigi, o cara”. Leo Nucci (Giorgio Germont) non ha certo bisogno di presentazioni e completa in modo degno il trittico dei personaggi sulle cui spalle poggia il peso dell’intera opera. Il resto della “squadra” è ben assortito e contribuisce alla riuscita complessiva, insieme con una direzione di Solti molto attenta e sofisticata, elegantemente passionale.

L’allestimento, lussuoso e attento anche al dettaglio, non cede mai alla sottolineatura greve, all’ostentazione pacchiana dello sfarzo; ogni ambientazione è studiata con cura e si apprezza il passaggio dagli arredi sontuosi delle feste all’essenzialità della scena finale, in cui, anche psicologicamente, la Parigi rutilante è solo un lontano ricordo.

DECCA

Giuseppe Verdi
LA TRAVIATA
(1 DVD Video)
Direttore Sir Georg Solti
Interpreti Angela Gheorghiu Violetta Valéry
Frank Lopardo Alfredo Germont
Leo Nucci Giorgio Germont
Leah-Marian Jones Flora Bervoix
Gillian Knight Annina
Robin Leggate Gastone de Letorières
Richard Van Allan Barone Douphol
Roderick Earle Marchese d’Obigny
Mark Beesley Dottore Grenvil
Regia Richard Eyre
Scenografia Bob Crowley
Regia televisiva Humphrey Burton e Peter Maniura

Formato Video NTSC 4:3
Formato Audio Stereo PCM e AC3 Digital 5.1 surround
Durata 135’
Sottitoli Inglese, Tedesco, Francese, Cinese
Region Code All (Worldwide)

Registrazione: The Royal Opera House, Covent Garden (1994)