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Artista/Gruppo: | Bob Dylan |
| Titolo: | Rinaldo e Clara | |
| Etichetta: | ------------ | |
| Web site: | www.bobdylan.com | |
| Codice: | ------------ | |
| Recensore: | Francesco Serini | |
| Pubb. il: | ------------ | |
| Copyryght: | Francesco Serini per www.music-on-tnt.com |
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Il 1977 era l'anniversario del Bicentinario americano, e Dylan decise di trarre un film sulla sua tournèe a bordo del The Rolling Thunder review. Il film è Rinaldo e Clara ('Renaldo e Clara', 1978) e segna il debutto alla regia di Bob Dylan. Questo film di quasi cinque ore di musica, comprende 47 canzoni, 22 brani scritti e suonati da lui e da altri importanti ospiti e due di Chopin e Beethoven, Dylan ne è, non solo il regista e attore principale, ma anche sceneggiatore e curatore del montaggio. La realizzazione fu affidata alla sua Lombard Film, e lo distribuì Circuit Film con sede a Minneapolis, i cui proprietari erano lui e sui fratello. Bob Dylan è Renaldo e Sarah Dylan (sua moglie) è Clara. Ronnie Hawkins fa Bob Dylan e Ronèe Blakely interpreta Sarah. Primo film di Sam Shepard. Dylan ha inteso fare, più che il solito film-concerto, un monumentale, frammentario e ambiguo documento tutto compiaciuto di sé. Un poema audiovisivo onirico ed un ritratto pretenzioso, e forse un po' noioso, di un artista - testimone del nostro tempo, che ancora una volta non entusiasmò la maggior parte dei critici: "film schizoide, impervio, pretenzioso, irritante", "tante esecuzioni musicali, fiction ermetica e monologhi straniati, interviste e stralci di attualità : tutto riesce ad aumentare la confusione e l'ambiguità", Morandini lo criticò come "Inclassificabile e ingiudicabile". I soliti pochi ammiratori del Dylan cinematografico furono entusiasti, e addirittura il critico americano Johnatan Cott lo paragonò a Bunuel. Dylan intese il film come ricerca di una identità, difatti durante un'intervista rilasciata a Cott disse: "L'arte è il moto perpetuo dell'illusione. Lo scopo principale dell'arte è l'ispirazione [ ] nella quale la maschera è più importante del volto [ ] si tratta della nuda alienazione dell'io interiore contro l'io esteriore". Tra una canzone e l'altra si
interpongono riflessioni filosofiche, dichiarazioni d'amore per l'angelicata
Joan Baez, frammenti d'inchiesta sulle minoranze, monologhi, interviste,
dichiarazioni, cronaca, concerti, i loro retroscena, le prove, il pubblico,
canzoni visualizzate in modi più o meno simbolici. Il tutto utilizzando
tecniche di ripresa in linea col cinema underground degli anni Sessanta.
Il film è un mosaico composto da vari episodi, non nettamente distinguibili
l'uno dall'altro, se non perché intervallati ogni 30-40 minuti
dalla locandina del film, centrati su piccole storie. Ci sono poi gli episodi di denuncia sociale o intesi come studi etnografici: sugli indiani o sui neri d'America. Quest'ultimo è forse il momento più interessante del film: molti neri e qualche bianco vengono invitati a parlare di razzismo, tolleranza e integrazione. Le loro risposte si alternano ad un discorso del pugile Hurricane, prima che fosse ingiustamente condannato. Mentre il pugile parla, ovviamente la canzone cha fa da colonna sonora in sottofondo è la celbra Hurricane, che Dylan gli dedicò. In altri momenti compare anche il poeta Allen Ginsberg. Curiosa è la scena in cui lui e Dylan leggono una poesia sulla tomba di Kerouac. Tra le canzoni: Isis, I Want You, It Ain't Me Babe, Knokin' On Heaven's Door, Hurricane, Romace In Durango, One Too Many Mornings, One More Cup Of Coffee, Sara, Patty's Gone To Laredo, Just Like A Woman, A Hard Rain's Gonna Fall, Sad-eyes Lady Of The Low-land, When I Paint My Aasterpiece (Bob Dylan); Chestnut Mare (Roger McGuinn); Diamonds And Rusts (Joan Baez); Suzanne (Leonard Cohen); Need A New Sun Rising (Ronee Blakely); Salt Pork West Virginia (Jack Elliott). |